A Conegliano “Il Racconto della Montagna nella pittura tra Ottocento e Novecento”

Un'iniziativa promossa dal Comune e da Civita Tre Venezie, con il patrocinio della Regione del Veneto, della Fondazione Cortina 2021, la collaborazione della sezione locale del Cai e della Società Alpina delle Giulie di Trieste

20 febbraio 2020 - A Conegliano, in provincia di Treviso, dal 5 marzo al 6 luglio la montagna verrà raccontata attraverso le pennellate. Il palazzo Sarcinelli ospita: “Il Racconto della Montagna nella pittura tra Ottocento e Novecento”. Il XIX e il XX sono i secoli in cui, spiegano gli organizzatori, esplodono “l'amore e l'attenzione per la montagna”. Se ne occupa in questo periodo la pubblicistica, la cartografia, ma anche la pittura. Per raccontare questo amore ottocentesco e novecentesco la mostra esporrà importanti opere di pittori e artisti-esploratori.
Un'iniziativa promossa dal Comune di Conegliano e da Civita Tre Venezie, con il patrocinio della Regione del Veneto, della Fondazione Cortina 2021, la collaborazione della sezione del Cai di Conegliano e della Società Alpina delle Giulie di Trieste. Sarà il terzo appuntamento del ciclo dedicato al paesaggio nella pittura veneta tra XIX e XX secolo ospitato a Palazzo Sarcinelli. Curata da Giandomenico Romanelli e Franca Lugato, l’esposizione è volta ad approfondire il tema della montagna. Opere di celebri autori, che hanno frequentato principalmente le Dolomiti, come Ciardi, Compton, Sartorelli, Pellis, Wolf Ferrari e Chitarin si alterneranno i paesaggi alpini di artisti meno noti.
Protagoniste le Dolomite. Ad aprire la mostra il libro di Josiah Gilbert e George Cheetham Churchill: The Dolomite Mountains, pubblicato nel 1864. I due esplorarono zone piuttosto sconosciute delle Alpi insieme alle loro mogli, armati di block notes e colori. Il percorso s’incentra anche sulla “riscoperta” della figura del trevigiano Giuseppe Mazzotti (1907-1981). Critico d'arte, scrittore e saggista, nonché direttore dell'Ente Provinciale per il Turismo, autore e curatore di numerosi lavori per la promozione del territorio.
Importante anche la parte dedicata all'artista triestino Ugo Flumiani. Accanto alle sue più note tele di vette e distese innevate è presentata una serie dedicata all’interpretazione delle “viscere” della montagna, con inedite visioni del Carso. Racconto pittorico di grotte, fiumi sotterranei, stalattiti, profonde acque increspate. Uno spazio dunque dedicato anche agli aspetti speleologici.
Infine sono interessanti i manifesti provenienti dalla collezione Salce di Treviso. Pubblicità degli sport invernali realizzate da Franz Lenhart.

Per maggiori informazioni: www.mostramontagna.it

Red

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