A Morbegno verrà rilanciata la “Carta di Alpbach”

L'evento si terrà l'8 marzo dalle 16.45 nell'Auditorium Sant'Antonio. In questa occasione sarà ribadito che il tema della parità di genere riguarda l’intera società e va a vantaggio di tutti, anche in montagna.

17 febbraio 2020 - A Morbegno (Sondrio), Città alpina dell’anno, l’8 marzo verrà rilanciata la “Carta di Alpbach”, dalla Segretaria Generale della Convenzione delle Alpi, l’ex Ministra slovena Alenka Smerkolj. Sarà un incontro internazionale che verrà concluso dal noto sociologo valtellinese Aldo Bonomi. L'evento si terrà dalle 16.45 nell'Auditorium Sant'Antonio. Il Convegno è organizzato dall’Infopoint di Morbegno della Convenzione delle Alpi in collaborazione con “Morbegno Città Alpina dell’Anno” e con l’Associazione Argonaute.
L'8 marzo è la Giornata internazionale dei Diritti della Donna. In questa occasione è importante ribadire che il tema della parità di genere riguarda l’intera società. Va a vantaggio di tutta la società, anche in montagna.
La giornata fu istituita in seguito alla risoluzione 32/142 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottata il 16 dicembre 1977. Fu proposto a ogni paese, nel rispetto delle tradizioni storiche e dei costumi locali, di dichiarare un giorno all'anno: “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”. Adottando questa risoluzione, l'assemblea riconobbe il ruolo della donna negli sforzi di pace e riconobbe l'urgenza di porre fine a ogni discriminazione.
La "Carta di Alpbach" è stata adottata nel 2017. Il 18 e il 17 aprile ad Alpbach è stata convocata la Conferenza delle donne dalla presidenza austriaca della Convenzione delle Alpi. È stato messo in luce l’importante ruolo che in ogni parte del mondo le donne rivestono per lo sviluppo delle regioni montane, approvando un documento (la Carta di Alpbach) presentato alle Nazione Unite e all’Unione Europea.
Le donne chiedono condizioni di uguaglianza, ad esempio nell’istruzione, nell’attività professionale o nella gestione della famiglia. La questione delle pari opportunità dovrebbe stare a cuore anche agli uomini. Tutti quanti, donne e uomini, traggono vantaggio da una condivisione delle responsabilità e delle opportunità. Le economie nazionali trarrebbero un immenso guadagno da una maggior partecipazione delle donne alla vita professionale. In tutto il mondo oltre 1,6 miliardi di donne potrebbero essere più integrate nel mercato del lavoro, come ha constatato in un suo studio il Fondo monetario internazionale. Bisogna in particolare sottolineare che parità non significa uniformazione. Anzi, essa consente di sfruttare i diversi potenziali e gli spazi d’azione. Divisione dei compiti significa impostare la quotidianità in base ai propri bisogni e alle proprie possibilità, fare esperienze diversificate, stare vicini alla propria famiglia e al tempo stesso prendere parte alla vita sociale.
Per maggiori informazioni sull'evento, in allegato il pdf

Red

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