"A presto monti", la misura della libertà

Erasmo Forcina ci spiega cosa è per lui la montagna, regalandoci anche una foto bellissima. Per il nostro lettore l'alpinismo è la ricerca di un margine, di un confine

30 marzo 2020 - Pubblichiamo oggi la seconda lettera di "A presto monti", la rubrica che vuol tenere unito il mondo della montagna anche in questo periodo difficile. Sono tanti i soci Cai che stanno inviando foto, accompagnate da racconti, pensieri, sentimenti. A scrivere il testo di oggi è Erasmo Forcina:

"Io in montagna ci vado per misurare la mia libertà. La libertà effettiva, non quella di chi gira in tondo, di chi evade. 
Mi sforzo di scavare con la pala, tolgo il superfluo e quando sento il cozzo del metallo sulla roccia, ecco raggiunto il limite, la misura. Perché non esiste libertà senza limite e senza misura. 
La montagna è confine dell'io, esercizio del possibile, il piolo di una scala senza la quale non si sale da nessuna parte. Non è un'estensione di te, la montagna. È lei a dettare le regole del vagare, senza disciplina non c'è vagabondaggio e senza orizzonte siamo tutti ciechi.
 A me piace andare proprio perché desidero un margine, non perché me ne voglio liberare.
Credo che questo sforzo ci renda uomini decenti".

Se volete essere ripubbblicati scrivete a loscarpone.redazione@cai.it

 

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