"A presto monti": lettere, odi, foto e ricordi della vostra montagna del cuore

LoScarpone vi invita a scatenare la fantasia e inviarci foto accompagnate dai vostri pensieri, racconti, sentimenti, su ciò che vi manca del contatto con la natura e che riguarda il mondo Cai. Noi selezioneremo i testi e le immagini migliori.

24 marzo 2020 - “Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana”, scriveva così Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, attraverso Lucia Mondella. La protagonista del romanzo doveva rinunciare per qualche tempo alle montagne. Anche tutti noi per senso di responsabilità dobbiamo fare la stessa rinuncia in questi giorni. Il nostro però non sarà un periodo lungo, non sarà l’Addio ai Monti di Lucia, durerà solo qualche settimana. Eppure ci pesa tanto questo momento di lontananza.
Per questo vi invitiamo a scriverci per esprimere il vostro amore per le montagne. A raccontarci il vostro aneddoto del cuore. A ricordare le forme delle montagne. A immaginare quando questo momento difficile sarà passato, quale sarà il primo luogo dove andrete.
Come scrive Erri De Luca in “E disse”, anche lui amante della montagna: “È grandiosa, la spinta a scalare le montagne, cavalcare altezze, ma l’impresa maggiore sta nell’essere all’altezza della terra”. Ed è proprio questo il compito che ci assegna il presente. Restiamo a casa, “le montagne sanno aspettare”, e per curare questa nostra nostalgia, scriviamo qualcosa.
D’altronde abbiamo un ricco patrimonio di frasi e di citazioni a cui ispirarci. Scriveva per esempio l’alpinista Emilio Comici: “Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere, la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo”. Il nostro pensiero in questi giorni torna spesso a quelle vette e abbiamo davvero voglia di andarci, anche se non possiamo e non dobbiamo. Questo richiamo è naturale, come spiega Reihnold Messner: “Le montagne sono talmente elementari nella forma in cui ci appaiono che salirci mi sembra ovvio, naturale”. Lo scrittore scozzese John Muir sembra poi raccontare la nostra condizione: “Ora siamo nelle montagne e le montagne sono dentro di noi”.
Malgrado bisogna ammettere che “raccontare, parlare, è molto difficile”, come ha scritto l’alpinista Renato Casarotto. È difficile perché è “sempre duro arrivare così vicino all'essenza della vita e poi, dopo, ritornare indietro e sentirsi imprigionati nelle strettoie del linguaggio, completamente inadeguato a tradurre in simboli i concetti della totalità dell'esperienza vissuta”. Oggi è invece proprio questo che dobbiamo tentare di fare, ripercorrere la montagna scalando le lettere di una tastiera.
E proprio perché la parola a volte non basta, inviateci anche una foto della vostra montagna del cuore che ci aiuti. Ovviamente noi selezioneremo i testi e le foto migliori.
Facciamolo, in attesa del giorno in cui finalmente le riabbracceremo. Perché come scrive Manzoni, il turbamento della nostra gioia, serve per “per prepararne una più certa e più grande”.
Mandateci i vostri contributi tramite i canali social CAI (Facebook, Instagram o Twitter) oppure alla mail loscarpone.redazione@cai.it con oggetto “A presto monti”!

Red

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