A Vasto grande successo per la conferenza sui resti archeologici di Histonium

Sabato 22 febbraio il prossimo appuntamento, "Acqua, clima e montagna", del ciclo di incontri a cura di Nicola Racano della Commissione Regionale Tam Cai Abruzzo

15 gennaio 2020 - Grande successo e unanimi consensi ha riscosso a Vasto la conferenza dal titolo: I resti archeologici subacquei del porto romano di histonium. L'evento si è tenuto l'11 gennaio da Davide Aquilano (presidente della sezione di Italia Nostra del Vastese), Marco Rapino (Parsifal cooperativa), Guglielmo Di Camillo (ASD Natura Abruzzo).
È stato il primo di tre incontri, a cura di Nicola Racano della Commissione Regionale Tam del Cai Abruzzo. La sezione vastese del Club Alpino Italiano, presieduta da qualche mese da Luigi Cinquina, ha organizzato gli appuntamenti in collaborazione con Italia Nostra del vastese, per richiamare l’attenzione sulla tutela storico-naturalistica del territorio. Si sono presi in considerazione anche i gravissimi e ineludibili problemi ambientali di cui cresce la consapevolezza a livello ormai planetario.
I resti sommersi sono stati illustrati dai relatori con splendidi filmati e foto che ne hanno mostrato la sorprendente estensione. Questi si riferiscono in prevalenza a un insediamento portuale presumibilmente della prima età imperiale, la cui storia è ancora tutta da scrivere. Poiché si trovano su un tratto di litorale facilmente accessibile e ad una profondità di soli due metri, possono essere osservati, in condizioni adeguate di visibilità, da chiunque sia in grado di nuotare con una maschera e un respiratore.
Il ciclo di incontri proseguirà sabato 22 febbraio con la conferenza su Acqua, clima e montagna  tenuta dal biologo prof. Giovanni Damiani. Nel pomeriggio di sabato 18 aprile infine Davide Aquilano e Marco Rapino guideranno una passeggiata archeologico-naturalistica lungo il percorso dell'acquedotto romano delle luci. L'escursione porterà alla scoperta di una straordinaria un’opera di ingegneria idraulica romana ancora attiva. Il suo recupero potrebbe dare un importante contributo alla soluzione dei problemi di approvvigionamento idrico della città.
Protagonista e denominatore comune dei tre incontri è l’acqua, “la radice liquida” della vita. Bene naturale la cui tutela richiede l’impegno di tutti. La proposta delle sezioni locali del Cai e di Italia Nostra, formulata proprio con l’intento di rafforzare la collaborazione tra le associazioni cittadine attente alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, ha coinvolto la cittadinanza a tal punto che la sala conferenze non è stata in grado di accogliere tutti coloro che avrebbero desiderato partecipare.
Non deve stupire che una sezione del Cai si occupi anche di problemi non direttamente legati all’ambiente montano. Perché se è vero che le montagne, come scrive Silone, sono «i personaggi più prepotenti della vita abruzzese», per capire la storia della regione è fondamentale tenere d’occhio anche l’area costiera. Questa è stata molto più aperta ai circuiti commerciali e alle altre vicende adriatiche di quanto lascerebbe pensare il suo profilo, piuttosto rettilineo e importuoso.
Le sezioni “marine” del Cai (in Abruzzo le più rilevanti sono quelle di Pescara, Ortona e Vasto) vivono quotidianamente la complementarità tra la verticalità delle montagne e la profondità del mare. C'è la conseguente necessità di affiancare «la conoscenza e lo studio delle montagne» e «la difesa del loro ambiente naturale» (art. 1 dello Statuto del Cai), coniugandola con una analoga attenzione all'integrità ecologica del territorio nel suo insieme.

Nicola Racano, Operatore Regionale Tutela Ambiente Montano

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