Accumoli - Castelluccio - Norcia - Visso, un cammino lento nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, lungo il Sentiero Italia CAI nei luoghi del terremoto

Oltre 150 i partecipanti da tutte le Sezioni umbre che, lo scorso weekend, hanno partecipato alle tappe del Cammina Italia Cai 2019 nella regione per evidenziare le emergenze di luoghi fragili e il coraggio di chi lotta per farli vivere e riprendere.

A Norcia con il Presidente Torti e l'Alpinismo giovanile

21 maggio 2019 - Cammina Italia Cai 2019 - Umbria, tre giorni di una staffetta che ha attraversato i Monti Sibillini nei territori umbri colpiti dal terremoto per portare l'attenzione sulle emergenze di questi luoghi fragili e sul coraggio di chi ogni giorno lotta per farli vivere e riprendere. Oltre 150 i partecipanti, di tutte le Sezioni umbre, di tutte le età, a partire dai piccoli dell'Alpinismo giovanile, accompagnati anche dagli asini di Castelluccio. I cori Cai di Terni "Terra Majura" e di Guado Tadino "R. Casimiri" hanno scaldato gli animi e le emozioni a Campi, domenica, mentre il paese vecchio, dalla montagna, portava silenzio e pensieri con le sue case attraversate dal vento. Un tempo inclemente ha sfidato la tenacia degli escursionisti con pioggia e temperature invernali nel contorno di panorami innevati. Dietro a tutto il lavoro Cai, la collaborazione e la partecipazione di scuole, istituzioni, commercianti, strutture ricettive che non sono stati piegati dal sisma e guardano al futuro. Un itinerario, quello del Sentiero Italia, che è simbolo e promessa esso stesso della volontà di "muoversi" e del quale si devono percorrere ancora tanti degli oltre 6.800 km che disegnano il profilo dei monti d'Italia.

Non semplicemente Sentiero Italia, ma Sentiero Italia Cai perché il Cai lo sta realizzando con un progetto coraggioso e ambizioso. Un percorso che non è già pronto ma la cui riuscita è un lavoro di squadra che coinvolge dal socio Cai alle scuole, dalle istituzioni locali ai commercianti e agli imprenditori, abbracciando i territori nella loro interezza, ricchezza, complessità. Ma anche nella loro fragilità, come è in questo momento per i territori del centro Italia lacerati dal terremoto. Ecco allora il senso dell'itinerario umbro con la partenza da Accumoli e l'arrivo a Visso, inizio del cammino marchigiano il 22 e 23 giugno.

È questo il senso di quanto è stato detto alla conferenza di sabato pomeriggio a Norcia, coordinata da Fabiola Fiorucci, Presidente Cai Umbria, aperta con i saluti del Sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, e alla quale hanno partecipato Vincenzo Torti, Presidente generale Cai, Enzo Cori, Comitato direttivo centrale Cai, Alessandro Geri, Responsabile Sentieri Cai - Sosec e referente generale progetto Sentiero Italia Cai, Rosella Tonti, Dirigente Istituto comprensivo De Gasperi Battaglia di Norcia, Romano Cordella, scrittore e storico.
Fabiola Fiorucci, che ha guidato la staffetta tutti e tre i giorni, prima di lasciare la parola agli ospiti ha illustrato il lungo lavoro che è stato fatto per organizzare questo appuntamento e ha voluto ringraziare, oltre che tutti i partecipanti, tutti coloro che hanno collaborato contribuendo a dare forma e arricchire l'esperienza umbra del Sentiero Italia Cai, primi fra tutti i Presidenti delle Sezioni umbre (Città di Castello, Gualdo Tadino, Gubbio, Foligno, Spoleto, Perugia, Terni), i titolati dell’escursionismo e Silvano Monti, referente umbro per la cartografia e la sentieristica.
Ha ricordato il tracciato del Sentiero Italia Cai che attraversa l’Umbria, intersecando più volte le Marche, con uno
sviluppo di 180 km (di cui sono state percorse le prime tre tappe, in evidenza): Accumoli – Castelluccio 25,4 km, Castelluccio – Norcia 15,3 km , Norcia – Visso 18 km, Colfiorito – Conca di Monte Alago (spostato a Bagnara ) 16.7 km , Conca di Monte Alago – Valsorda Rifugio di Monte Maggio 20 km, Rifugio di Monte Maggio – Val di Ranco 19.2 km, Val di ranco – Isola Fossara 20 km, Isola Fossara – Prati di Nocria 4.5 km, Serravalle di Carda – Bocca Serriola 19 km, Bocca Serriola – Bocca Trabaria 20.2 km.
E ha concluso scorrendo a grandi linee l’itinerario di questa tre giorni con 58.7 km percorsi, 2.910 m disl. salita, 3.450 m disl. discesa: Accumoli, Pantani di Accumoli, zona Forca Canapine e Rifugio Perugia, Castelluccio, Forca di Giuda, Fonte Patino, Norcia, Forca di Ancarano, Ancarano, Campi, Visso.
È stata quindi la volta degli ospiti, con le conclusioni lasciate al Presidente generale, Vincenzo Torti.

L'Umbria, ha affermato Enzo Cori, propone ancora oggi il paesaggio di 7-800 anni fa ed è un territorio d'elezione per il cammino lento intendendo, con lento, quel complesso di esperienze sensoriali, riflessione, legami e conoscenza che danno senso al viaggio, in antitesi alla velocità di chi punta solo ad arrivare, senza badare al percorso. Eppure, allo stesso tempo, abbiamo bisogno di strade e collegamenti veloci, così come è sempre stato nella storia, come ad esempio per le grandi strade consolari romane. La velocità dei viaggi di oggi, allora, rende ancor più prezioso riscoprire il viaggio lento, quella lentezza che è uno stato dell'anima, quel rallentare per soffermarsi a riflettere e assorbire ciò che ci circonda. E l'Umbria, in qualche modo, è riuscita a difendere questi valori e, con essi, i luoghi della lentezza che non va scambiata con l'indolenza.

Quando si è abbandonato il Sentiero Italia, sono prevalse le tendenze campanilistiche, ha sostenuto Alessandro Geri. Il Cai vuole invertire questa tendenza con il Sentiero Italia ma, come tutti i grandi progetti, funzionerà solo se ci sarà un lavoro di squadra. L'obiettivo non è far percorrere il sentiero a tutti i soci Cai, non sarà questa la misura del suo successo. Oguno ne percorrerà qualche tratto ma ognuno contribuirà a realizzare una parte del progetto: chi lo ripristina e lo lavora, chi lo promuove, fino a chi ci cammina. Mancano tante cose, a partire dalla segnaletica. Manca la ricettività che non è solo un fatto di intenzioni ma ha bisogno di un ritorno economico. Appena un 50% dell'intero percorso ha servizi che possano ospitare e attirare l'escursionista medio.
Ma a differenza di tante esperienze iniziate e poi lasciate sole dal Cai centrale, questa volta "non siamo stati lasciati soli", ha dichiarato Geri, ma c'è l'impegno concreto del nazionale che ha già investito molto e continuerà
ad investire nel progetto.

Le scuole saranno una risorsa preziosa per legare il Sentiero Italia Cai ai territori e per riportare alla luce storie,
memorie, luoghi che sono il patrimonio di quei territori e ne tracciano i confini culturali. L'esempio immediato viene dall'Istituto comprensivo De Gasperi Battaglia di Norcia, come hanno illustrato gli studenti con un progetto
condotto nell'ambito delle attività di Alternanza scuola-lavoro. Guidati dalla Dirigente, Rosella Tonti, e dal docente responsabile del progetto, Paolo Parigi, hanno cercato e studiato i luoghi significativi dell'antica via Norcia-Cascia approfondendone storia e funzioni per poi riportarli su carta, dando una storia e un'anima alla linea cartografica del sentiero e restituendoci l'unicità delle bellezze paesaggistiche e artistiche di questi territori, ancor più dopo il terremoto, perché "dobbiamo essere noi a volirizzarle", hanno affermato gli studenti.

Bisogna capire infatti come considerare ambiente, territorio e paesaggio, ha sostenuto Tonti, nella risultante di un ambiente che è il dono dato a tutti su cui intervengono uomini e politica, agendo a volte senza consapevolezza di ciò che vanno a modificare e delle conseguenze. L'arte perduta, si potrebbe allora pensare, "ma non per noi del Cai". Queste le parole di Romano Cordella che in una ricchezza di riferimenti ed esempi, riprendendo anche il lavoro degli studenti del De Gasperi Battaglia, ha voluto condurre i partecipanti alla conferenza verso il senso dei Percorsi dello spirito. Cordella è stato infatti artefice di molti percorsi, tra gli altri il Cammino di San Benedetto, percorso in parte la mattina di domenica dal gruppo Cai, ben corredato di tabelloni con informazioni storiche e culturali che guidano lungo l'itinerario permettendo di conoscere elementi del territorio che altrimenti rimarrebbero dimenticati. E questo lavora sarà da fare anche per il Sentiero Italia Cai. Il cammino lento ci fa "passare attraverso" e in questo procedere rinsalda il vincolo tra umanità passata e presente, restituisce identità alla nostra attuale esistenza.

Unire tutte queste bellezze è tra i compiti del Cai. E i giovani hanno diritto di pensare ad un futuro nel territorio dove sono nati. Parla di voglia e coraggio Vincenzo Torti, di capacità di progettare e sognare. Tra gli scenari immaginati c'è anche quello per cui ogni paese attraversato dal Sentiero Italia Cai avrà scuole coinvolte nel progetto perché "non vogliamo solo parlare di giovani ma vogliamo che siano protagonisti!".
Non ha dubbi quando con orgoglio e decisione afferma che il Cai attuale può dare anche questo perché è capace di progettare e realizzare, non lascia le cose incompiute. Quando i soci danno la loro disponibilità ed il loro impegno allora si può fare e si può investire a partire da ogni socio perché "anche il socio semplice è tutto fuorché semplice; è la realtà che, sommata con gli altri 322.021 soci, perché questi sono i numeri, permette a questo Club alpino di essere protagonista positivo della nostro società".

"Sappiamo quanto abbiamo bisogno di valorizzare quello che ciascuno di noi ha dentro di sé - continua Torti - e il
cammino sul sentiero permette di scoprirlo. Tanto più scopriamo quanto possiamo valere, tanto più scopriamo quanto possiamo arricchire sia l'associazione di cui facciamo parte, sia la società alla quale apparteniamo. Continuiamo con questa nostra, forse, controcultura, o, come sosteneva Annibale Salsa, ad andare controcorrente ma il sentiero che abbiamo avviato, e sul quale intendiamo proseguire, sembra foriero di entusiasmo e di grande positività per tutti".

Il Sentiero Italia Cai nasce oggi e non c'è da pensare che debba essere tutto già pronto. "Lo vogliamo vedere crescere, lo vogliamo sentire pulsare, ogni giorno, con qualcosa che si aggiunge, con qualcosa che si scopre"
attraverso il contributo di tutti.

"Questa dimensione insieme realizza una cosa preziosa per la nostra società, per il nostro Paese. Quella politica che oggi ancora non lo sa, perché è impegnata con altre diatribe, presto se ne accorgerà, come è successo con il National Geographic con il quale ora siamo in edicola con la pubblicazione Le montagne incantate. In cammino alla scoperta del Sentiero Italia Cai. Sono accostamenti che ci qualificano. Vuol dire che si sta scoprendo che il Club alpino italiano è molto molto di più che un semplice camminare sulle montagne!".

Comunicato CAI Umbria

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