Ad Amatrice il Cai e Anpas inaugurano la Casa della Montagna

Nell'arco di pochi mesi è stata realizzata una struttura di accoglienza dal potente valore simbolico in un territorio segnato dal terremoto del 2016

15 novembre 2019 - La Casa della Montagna ad Amatrice, terminata anche nell'allestimento, si inaugura il 16 novembre 2019 e, con le attrezzature e gli arredamenti, sarà a disposizione di ogni interessato. Nell'arco di pochi mesi è stata realizzata una struttura di accoglienza dal potente valore simbolico, di chiaro augurio per le zone segnate dal terremoto, che sembra non volersi fermare.
Il CAI c'è ed è presente vicino alle genti di Montagna. Come promotore e mediatore culturale si rapporta con un ceto sociale vario,  a livello locale e nazionale invitandolo a sostenere la ripresa del luoghi.  Le Sezioni di tutt'Italia organizzano e svolgono escursioni su sentieri recuperati al dissesto. Amatrice è paese delle Terre Alte, incorniciato dai Monti della Laga e la Casa della Montagna è segno concreto, frutto di un pensiero credibile, per la rinascita tanto chiesta. La Montagna è scrigno di tesori e i paesi ne sono gelosi custodi, sensibili a tanta bellezza. Cultura e Natura sono nostro Patrimonio da conservare e ripristinare. Non è semplice. Servono governo del territorio, partecipazione e formazione. Gli ambienti sono vulnerabili alla crisi climatica e alle azioni dell'uomo. Lo dimostra il ripetersi di eventi estremi (come la Tempesta Vaia) e la storia di questi giorni a Venezia e Matera. Ci sono poi gli ambigui interventi dell'uomo in quota e in nome del terremoto. Tra questi la contestata strada di penetrazione ai Pantani di Accumoli in zona Monti Sibillini. La coerente visione del Cai nella gestione di territori e popolazione è di riferimento per un quadro istituzionale stabile. Lo è anche per le scelte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Le Case della Montagna sono un segno vitale di presidio del territorio. Con Amatrice ci sono quella appena aperta a Leofara sulla Laga teramana (CAI Teramo - Val Vibrata) e quella del Rifugio Enrico Faiani sul Gran Sasso d'Italia (CAI Castelli). A queste si aggiunge la riapertura della storica Sezione CAI L'Aquila, nel cuore della città, con la preziosa Biblioteca e gli spazi sociali a disposizione. Sentieri, case della montagna e rifugi, compongono un funzionale reticolo, svelano territori e culture, aperti alle sensibilità di giovani e appassionati che, sempre più numerosi e attenti, sanno cogliere la magia dei luoghi, raccontata, con narrazione accattivante e reale, da artisti e intellettuali. Si inizia dalla voce degli alberi vetusti e dei ghiacciai, testimoni di armonia ed equilibrio da conservare, in un mondo che l'uomo contribuisce a cambiare troppo velocemente.

Filippo Di Donato, presidente CCTAM del CAI

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