Addio all'alpinista Giuliano Stenghel, il cordoglio del Club alpino italiano

"Il Presidente Generale esprime il suo cordoglio a nome di tutto il Cai, ancora attonito per la perdita di questo prezioso istruttore", afferma Vincenzo Torti

Uno scatto proveniente dal suo profilo Facebook

14 agosto 2020 - Sono giorni tristi, per il mondo degli arrampicatori. Ieri ci ha lasciato anche “Sten”, Giuliano
Stenghel. È precipitato da una parete dell’Isola Tavolara, sulla costa nord orientale sarda, in Gallura.Classe 1953, nativo di Rovereto, “Sten” viveva a Villa Lagarina ed era uno degli scalatori più noti dell’ambiente alpinistico trentino, un personaggio carismatico, generoso, simpatico e volitivo, con una personalità molto spiccata. Aveva alle spalle una brillante carriera alpinistica. Insuperabile sulla roccia friabile, aveva aperto più di 200 vie nuove e si era cimentato in un gran numero di salite solitarie. Istruttore nazionale di alpinismo del Cai dal 1978 (da qualche anno era diventato istruttore emerito), poi socio del Club Alpino Accademico, era anche un accademico del Gism, il Gruppo italiano degli scrittori di montagna.


Oltre che sulle grandi vie di roccia, nella vita di tutti i giorni Stenghel era profondamente impegnato nel sociale. Con l’associazione “Serenella”, che aveva fondato a ricordo della sua prima moglie, scomparsa immaturamente, Giuliano si era instancabilmente occupato di progetti solidali, cercando di alleviare soprattutto la sofferenza e la povertà dei bambini. Nel corso degli anni hanno trovato realizzazione centinaia di progetti in tutto il mondo, che hanno coinvolto migliaia i bambini in condizioni di estrema povertà. Oltre all’adozione a distanza di bambini orfani o molto
poveri, l’associazione Serenella si è strenuamente impegnata nella costruzione di case, scuole, orfanotrofi, pozzi, acquedotti; ha finanziato cure ospedaliere e interventi chirurgici, inviato di medicinali e cercato di combattere l’emergenza fame.


Nel 1998, con l’aiuto di alcuni amici, Stenghel aveva anche promosso l’iniziativa “Alpinismo e solidarietà” e nel 2005, con alcuni istruttori di alpinismo delle scuole trentine del Cai, si era prodigato per il progetto “Per-Corso”, un corso di alpinismo per ragazzi tossicodipendenti. “Sten” si era cimentato anche nella scrittura di diversi libri e bel 1984 era stato protagonista, con l’amico trentino Franco Nicolini, del docufilm Il Salto delle Streghe, prodotto dalla RAI per la regia di Maria Serena Tait. Poi, nel 1998, Giuliano aveva prodotto e diretto il cortometraggio Il Bimbo.
Più di recente, nel 2017, Sten era stato insignito del Premio Marcello Meroni promosso dalla sezione SEM del Cai. Ovviamente – e meritatamente – per il suo impegno nella solidarietà.

Roberto Mantovani

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