Ai nastri di partenza la stagione dei rifugi SAT

Lavori, adeguamenti, ricostruzioni e ristrutturazioni: tutto quello che c'è da sapere.

Un momento della conferenza stampa SAT del 16 giugno 2017

16 giugno 2017 - Servizi televisivi, reportage, resoconti in cronaca: la montagna, pur con qualche difficoltà di convivenza tra una frequentazione consona all’ambiente e la promozione “tout court”, sta vivendo un momento di grande attenzione. Se i dati record del 2016 con 51.198 pernottamenti estivi verranno confermati, la tendenza si orienta verso  incrementi del settore  ospitalità nei rifugi decisamente consistenti.

La stagione dei rifugi dunque sta partendo e domani la maggior parte dei rifugi SAT aprirà i battenti all’estate 2017. Una stagione che si presenta proficua a giudicare  dalla richiesta di informazioni e prenotazioni, pur con qualche ansia legata alla disponibilità di risorse idriche. Al momento non si evidenziano problemi particolari, ma se non ci saranno precipitazioni abbondanti qualche criticità potrebbe emergere.

Intensi i lavori che SAT si trova ad affrontare in alcune strutture, tra ristrutturazioni adeguamenti e ricostruzioni, mentre le nuove gestioni stanno vivendo chi l’apertura (il rifugio Antermoia apre domani e invita gli appassionati all’inaugurazione) e chi una proficua prosecuzione rispetto all’apertura (rifugio Altissimo) già avvenuta un paio di settimane fa.

Lavori, adeguamenti, ricostruzioni e ristrutturazioni

Il rifugio Stivo è ancora chiuso per lavori, ma si tratta di opere in fase avanzata e che saranno ultimate entro il prossimo settembre. Lo Stivo è a tutti gli effetti l’intervento più corposo che SAT sta affrontando, con opere consistenti. Un intervento radicale, che mantiene intatti i muri perimetrali, ma ha dovuto affrontare il rifacimento di tutte le parti interne e del tetto. I posti letto rimangono 22, ma è importante terminare prima della stagione invernale, in quanto la struttura è molto attiva durante l’inverno. A breve si dovrà istruire la selezione per scegliere il nuovo gestore, che dovrà prendersi in carico questa struttura completamente rinnovata.  Il costo del rifacimento è quantificabile in 1.050.000 mila euro, coperto al 65% da contributo provinciale.

Al Carè Alto i lavori sono praticamente conclusi, si è trattato di un adeguamento alla sicurezza, del risanamento per l’isolamento e per il riscaldamento, con interventi consistenti anche sul locale asciugatura e sull’ingresso. E’stato rifatto l’impianto elettrico e l’arredo cucina ed inoltre è stata inserita una centralina idroelettrica che alimenterà il rifugio in modo “fossil free” e quindi totalmente autonomo. Due anni di lavori durante i quali comunque il rifugio è rimasto aperto. La struttura è in classe 4 ed ha pertanto diritto ad un contributo provinciale del 90%, sulla base di una cifra complessiva di costi pari a 480.000 euro.

Il Tonini, che come noto venne divorato da un furioso incendio i 28 dicembre scorso, è in fase progettuale. La progettazione si avvale di due punti fermi: il primo riguarda la precisa volontà del recupero dell’ampliamento effettuato nel 2010, con la dependance esterna per le scolaresche e i gruppi; il secondo cardine della progettazione riguarda il tipo di struttura che si andrà a realizzare, che non verrà modificata strutturalmente rispetto all’edificio precedente. Un incidente oltremodo sfortunato quello accorso al Tonini, l’edificio, secondo le perizie, ha preso fuoco dal tetto, probabilmente per una favilla sfuggita dalla cucina e salita fino alle scandole del tetto che erano molto secche, a causa di un inverno particolarmente siccitoso. Il forte vento di quel giorno ha fatto il resto. Quando si potrà vedere di nuovo il Tonini in funzione? Ottimisticamente non prima del 2019, si ipotizzano infatti un anno per progettazione e rilascio di autorizzazioni e due anni per i lavori, ma si tratta per il momento soltanto di ipotesi.

Interventi di adeguamento alla sicurezza sono previsti anche al Vajolet relativamente ad adeguamenti alle normative sulla sicurezza.

Ed a proposito di sicurezza lo slittamento del termine per gli adeguamenti che accomunano i rifugi agli alberghi slitta di un anno, dal 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2017, una buona notizia, che permetterà a SAT di rispettare tutte le scadenze.

Le risorse idriche

I rifugi più penalizzati saranno quelli che vengono approvvigionati dalle sorgenti e dai punti di presa dei nevai, ma il sentore è che servirebbero precipitazioni ed anche abbondanti. Le linee per affrontare il problema sono principalmente due: sensibilizzazione nei confronti degli ospiti e soluzioni graduate secondo l’entità della carenza. In tema di sensibilizzazione SAT ha predisposto un manifesto per tutti i rifugi dove si evidenzia il problema della carenza di risorse idriche e della necessità di un comportamento consono al massimo risparmio di acqua. Le soluzioni (si tratta sempre comunque di soluzioni tampone) vanno a restringere i consumi là dove è necessario farlo: restrizioni sull’utilizzo delle docce, riduzione della “cacciata” di acqua nelle vaschette dei wc, modifiche al menù, e l’obbligo per gli escursionisti di equipaggiarsi con il sacco lenzuolo, per evitare lavaggi di biancheria.

Innovazione

Sono già cinque le strutture SAT certificate con menù per celiaci ed altre se ne aggiungeranno. Inoltre sono sempre più numerosi i contatti dei gestori con realtà scolastiche, gruppi, associazioni, sia per la convenzione scola/lavoro che per altre iniziative che contribuiscono ad allungare le stagioni.

Prolungamento  stagioni

La tendenza ad allungare le stagioni per soddisfare, come menzionato, iniziative diverse si sta consolidando. Al dilà delle singole iniziative comunque quasi tutti i rifugi anticipano o posticipano aperture e chiusure, anche quelli a quote considerevoli, tranne il Vioz, l’unico sopra i 3.000 metri.  I cambiamenti climatici con temperature più miti sia in primavera che in autunno, permettono stagioni prolungate, le quali generano una maggiore redditività per le gestioni, sempre più ambite, come dimostrano le 101 manifestazioni arrivate per la gestione del rifugio Antermoia e le oltre 60 per il rifugio Altissimo.

Comunicato stampa SAT

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