Allora…ci vediamo in Capanna

Felice Camesasca rievoca la storia della “Monzesi” al Resegone

La copertina del libro (148 pagine, 16 euro)

Note, ricordi, documenti e fotografie dell'archivio di Felice Camesasca sono ora un libro per i cento anni della Capanna Alpinisti Monzesi al Resegone (Multigraphic srl, tel 039 6013050. info@multigraphic.ws, 148 pagine, 16 euro). Nel volume suggestivamente intitolato “Allora…ci vediamo in Capanna” si racconta la storia della struttura di proprietà della Sezione di Monza del CAI sotto il Resegone, realizzata nel 1911 dalla SAM, Società Alpinisti Monzesi.

INAUGURATA NEL 1911. Felice (Felicino) Camesasca oggi ottantenne, attinge a una ricca documentazione (suo padre Alberto era stato uno dei soci fondatori della Società Alpinisti Monzesi). Sono illustrate tutte le fasi della vita della Capanna Monza, dal progetto originario, all'inizio della costruzione, alla sua inaugurazione il 18 giugno 1911, ai visitatori degli anni Venti e Trenta, alla distruzione da parte dei tedeschi durante la guerra, fino alla sua ricostruzione ed ampliamento. E ancora prima Camesasca racconta del sentiero per Erve, poi diventato strada sterrata, scavata nella roccia e in anni recenti allargata a sbalzo sul precipizio e asfaltata.

REGOLAMENTO E SEGNALETICA. Nel libro sono raccolti tutti i documenti dell'epoca, dalle delibere del consiglio della Sam al regolamento predisposto nel 1910, alle regole per la segnaletica in montagna, ai custodi succedutisi nella gestione del rifugio. Particolare importante. Nel 1924 si svolse la prima edizione della mitica corsa a coppie Monza Resegone, e qui troviamo programma, regolamento e premi. Nei documenti ricorrono i nomi storici dell'alpinismo monzese, dall'inizio Novecento al periodo fra le due guerre e i soci consiglieri Dino Bogani, Attilio Mariani, Napoleone Scandroglio, Massimo Faleschini, Battista Oggioni, Cesare Mascheroni, Alberto Camesasca, Battista Stucchi, Camillo Namiri, Antonio Passerini, Alessio Barzaghi, Aldo Fossati. Tra questi, Antonio Gambacorti Passerini entrò nella Resistenza e fu fucilato a Fossoli, Giovan Battista Stucchi fu membro del Comando generale del Corpo volontari della libertà è il suo libro di memorie “Tornim a baita” è stato recentemente ristampato.

I PRESIDENTI. Si arriva quasi ai giorni nostri e vengono citati i diversi presidenti del CAI dopo Bogani: Luigi Peronetti, Enrico Tronconi, Carlo (Carletto) Schiatti, Rino Vismara, e i tanti che si sono prodigati per il CAI, da Gianvittorio Fossati Bellani a Pino (Pinone) Galimberti, Serafino Casati, Franco Gaiani e tantissimi altri. L’autore, Felicino Camesasca è salito a 80 anni alla Capanna per il sentiero più dolce ma è sceso per l’erto “praa di ratt” e, racconta, “le conseguenze le ho sentite il giorno dopo”. “Parlare del rifugio ‘Alpinisti Monzesi’ è per me emozionante perché troppi siono i ricordi che affiorano nella mia mente. Oltre 70 anni fa l'ho visto per la prima volta e sino al 1956 sono stato sempre vicino a questa opera alpina seguendola nel bene e nel male. Ho conosciuto quasi tutti i custodi, dal primo che ne ha anche curato la costruzione all'ultimo, il monzese Stuchett”.

 

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