Alto Adige, polemica sui cartelli monolingui

Il ministro Delrio: certi nomi sono intraducibili Ma Broggi (Cai Alto Adige) replica: «Non è vero. In quella lista ci sono toponimi che la comunità italiana usa da sempre».

Bufera sull’accordo segreto Durnwalder-Delrio sulla segnaletica di montagna. Il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano ha strappato altri 132 toponimi su 1526, cui verrà lasciata la sola denominazione in tedesco (più eventuale nome generico in italiano, come cima o malga).

La lista è trapelata e si scatena un’asse di giudizi negativi sugli «accordi presi nelle stanze chiuse», che va dai Verdi a Unitalia e Alto Adige nel cuore, passando per il segretario della Uil Toni Serafini. E arriva anche la bocciatura del presidente del Cai Alto Adige Giuseppe Broggi, l’associazione che dall’inizio ha incalzato la politica per il rispetto del bilinguismo.

«In quella lista vedo nomi più che usati dalla comunità italiana, tagliarli non ha senso», accusa Broggi. L’ufficio stampa del ministro Graziano Delrio ha ribadito ieri la decisione di non divulgare il testo dell’accordo. Delrio stesso peraltro invia una nota per difendere lo stesso accordo (non divulgandolo) di cui rivendica lo spirito: «Una conquista della convivenza e del bilinguismo. Non si raggiungono intese, se si resta arroccati». Un tentativo di calmare le acque, visto che la questione è approdata ieri sulla stampa nazionale con lungo articolo su Repubblica.

Durnwalder fa eco a Delrio: «Sottoscrivo ogni parola del ministro. Per risolvere la questione della toponomastica serve molta pazienza e soprattutto tanta buona volontà». Ancora una volta è necessario fare un passo indietro.

La trattativa con Fitto. Nel 2010 la vicenda delle migliaia di cartelli solo in tedesco, relativi a 1526 località, installati da Avs e associazioni turistiche, scaturì in un accordo di Durnwalder con l’ex ministro Fitto, che sanciva «l’indicazione delle denominazioni diffusamente utilizzate per i Comuni e le località nelle rispettive lingue» e il mantenimento invece «nella loro dizione originale in lingua tedesca e/o ladina dei nomi storici», sempre con traduzione italiana dei nomi generici.

Su quell’intesa si mise al lavoro la commissione di esperti De Carlini, Denicolò, Rainer, Valentin e Willeit. Gli esperti. In base ai criteri Fitto-Durnwalder, queste furono le proposte fornite dai tecnici per i 1526 nomi. Per il 10%, circa 150 quindi, versione solo in lingua tedesca. Per il 45% del totale versione perfettamente bilingue della località (ad esempio Rosengarten-Catinaccio o la contestata Steinalm-Malga Sasso). Per l’ultimo 45% il nome in tedesco del luogo con indicazione generica in italiano o versione bilingue di denominazioni generiche come «percorso panoramico». Su questa proposta degli esperti l’intesa con Fitto si arenò, perché Durnwalder la ritenne di manica troppo larga e chiese altri 300 nomi con versione solo in tedesco.

Il patto con Delrio. Con il ministro Delrio la discussione è ripartita dai nomi contestati. E nonostante Durnwalder lamenti di nuovo che si poteva fare meglio, la realtà è che su altri 132 nomi il ministro Delrio ha acconsentito a garantire solo la versione in tedesco. Su 1526, versione monolingue dunque per i 150 iniziali più 132, cioè 282.

Il Cai Alto Adige. Broggi scorre la lista trapelata e si arrabbia. «Mi sembra un elenco da rivedere, anche nei metodi della sua stesura. Passaggi così delicati vanno gestiti pubblicamente, condividendoli. Mi chiedo poi perché debbano sparire Malga di Curon (solo Grauner Alm) e Monte di Curon (solo Grauner Berg), mentre resterà la dicitura della località Curon. Al contrario, riconosco anch’io che nel mondo della montagna si dice generalmente Hirzer e non Punta Cervina». Sotto accusa la cancellazione di nomi conosciuti come Malga Zirago o il mantenimento di località Tarres e la soppressione però di Malga Tarres, a favore di Malga Tarscher Alm. Broggi chiede anche perché depennare Lago Verde.

Il ministro. Così Delrio sui 132 nomi in più con la sola versione tedesca: «Denominazioni analiticamente esaminate dal commissario di governo e dal ministero, si è utilizzato il toponimo tedesco originario, ritenendolo non correttamente traducibile in italiano, ma accompagnandolo, in italiano, con la descrizione tipologica: “malga”, “cima”, “monte”»

Fonte: Alto Adige

Segnala questo articolo su:


Torna indietro