Alto Adige, spazzati via 5000 ettari di bosco

La Ripartizione Foreste di Bolzano fornisce la stima ufficiale dei danni del maltempo di fine ottobre: la superficie di alberi caduti ammonta all'1,5% dell'intera estensione boschiva dell'Alto Adige, danneggiati 179 km di sentieri.

Foto USP/Ripartizione Foreste

7 dicembre – Mentre prosegue la Raccolta Fondi promossa dal Cai (“Aiutiamo le montagne di Nord Est”), anche nei territori alpini si stimano le “ferite”.
L’Ispettorato forestale provinciale di Bolzano ha reso noto in questi giorni la conta dei danni causati dalla bufera di vento e di pioggia di fine ottobre. Ne divulga il numero. Ammonta all’1,5 per cento dell’intera estensione boschiva del’Alto Adige la superficie di alberi abbattuti dalla furia del maltempo. Per una superficie di cinquemila ettari.

La zona più colpita è quella del Parco dello Stelvio (più di 808 ettari) e in generale di altri Parchi della provincia, per un totale del 17,5% degli alberi sradicati dal vento. Colpiti duramente anche i biotopi (7,76 ettari, 0,2 % degli sradicamenti totali), le zone Natura 2000 (770,5 ettari per il 17,5% dell’abbattimento delle piante), le zone Dolomiti Unesco (11%).

L’Ispettorato forestale ha pure fornito i numeri relativi alle vie di comunicazione danneggiate, per un totale di 1624,4 chilometri, 1015,6 di strade forestali, 423,9 di statali e provinciali, comunali e private; 179,4 km di sentieri, 6,5 km di sentieri ciclabili, 290 km di tratti stradali al’inetrno delle aree colpite dal maltempo.

I dati sono stati forniti in conferenza stampa dal direttore della Ripartizione Foreste Mario Broll che ha dichiarato che è andato perduto circa 1,5 milioni di metri cubi di legname in tutta la zona altoatesina. Due terzi sono distribuiti fra sei Comuni: i più danneggiati sono Nova Levante e Nova Ponente (631mila m3 insieme); Aldino (194mila), Tires (72mila), S. Vigilio di Marebbe (60mila) e Castelrotto (40mila).

L’abbattimento ha interessato complessivamente ben 86 Comuni altoatesini su 116. Sul Latemar il vento ha abbattuto tanti alberi quanti ne sarebbero stati abbattuti in condizioni normali in 16 anni. Un altro parametro usato dall’Ispettorato è la quantità del legname schiantato rispetto a quello normalmente da abbattere in un anno: si attesta sull’1,3% del totale.

Non è stato ancora precisato il numero di proprietari privati di terreni boschivi danneggiati. Si aspetta l’esito delle rilevazioni dal satellite. Si sa però che a loro appartiene la percentuale maggiore, il 61%, di cui 58,15% privati, 2,29% interessenze e 1,19 Chiesa. Al Pubblico appartiene il 34,66% (18,41% dei Comuni, 14,73% dell’Amministrazione separata dei beni di uso civico, 1,52% del Demanio).

Broll ha pure parlato dei criteri con cui ci si muoverà in materia di riassesto. La priorità – ha detto – spetterà alle foreste di protezione, il cui protocollo sarà stabilito a seconda dele situazioni specificamente locali. I vivai forestali stanno già lavorando in particolare su abeti e cirmoli, nel recupero del maggior materiale possibile per un rimboschimento che avenga il più rapidamente possibile. Si stima in due milioni il numero di nuove piante necessarie.

In collaborazione con l’Ateneo bolzanino, l’Ufficio di pianificazione forestale stanno pure monitorando i danni dei coleotteri del legno – dannosissimi – i quali intaccano i tronchi caduti e non rimossi rendendoli meno pregiati e talvolta inutilizzabili anche per il commercio.

Red

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