Alunni nuoresi sui sentieri del Monte Ortobene con la locale Sezione CAI

Bella mattina quella del 27 febbraio 2017 nell'ambito del progetto sezionale "Crescere camminando": i bambini di seconda e terza elemantare hanno potuto fare un tuffo nella natura e nella storia della loro terra.

Un momento della mattinata

28 febbraio 2017 - Sono stati i sentieri del Monte Ortobene ad animarsi di voci, ieri mattina. Calpestano sterrati e rocce, i piccoli alunni della scuola elementare di Monte Gurtei. Scoprono il loro monte con quello che nasconde di antico e di attuale. Titolo ambizioso del progetto: Crescere camminando. Ideato e condotto dalla docente Tonina Arru, insieme alle colleghe di una seconda e terza classe del complesso nel popoloso quartiere della città.

Garanzie di competenze offerte dal CAI Nuoro. E sono i soci del sodalizio nuorese  a guidare i piccoli escursionisti. In testa al gruppo ci sono infatti gli esperti Carmelo Sau, Carlo Melis, Peppino Piras, Marcello Carta, Antonio Sanna, Antonio Scanu e Gavino Canu. Offrono i primi rudimenti per la conoscenza della segnaletica orizzontale e verticale, della numerazione dei sentieri e dell’importanza della frequentazione di boschi e montagne.

Dalla chiesetta della Solitudine, primi tornanti del classico 101, su pietre e sterrato, con attenzione massima alla orografia del terreno e alla straordinaria varietà della flora nella campagna appena fuori città. Accendono la fantasia dei bambini le domus di Borbore, millenni di storia di Sardegna racchiuse in quelle camere di culto dei defunti.  Quaderni e taccuini vengono rapidamente riempiti di notizie e schemi. Vogliono, gli studenti in erba, fissare immagini e sensazioni che ancora trasudano da quei graniti, con geometrie scavate da suggestiva mano d’artista. Fanno domande, chiedono di archeologia, di vita antica, di lavoro, di possibilità di sopravvivenza in quel sottobosco ancora carico di ombre e spiriti nascosti.

Dura la salita verso l’altipiano di Sos Frores. Lecci giganteschi, torrenti che scendono a valle, in lontananza la grande statua protesa verso il cielo blu di questo anticipo di primavera. Bambini che corrono dentro le piccole grotte dei graniti di Mamudine. Scavi e scaglie residui delle grandi cave dell’ottocento. Da qui partivano i carri con il pietrame di abili scalpellini. Hanno prodotto i vecchi quartieri di San Pietro e di Seuna e contribuito alla edificazione della chiesa delle Grazie. Da qui prelevati i graniti della piazza d’arte di Costantino Nivola. Osservano con stupore le fantasie de Sas Predas Pintas e il gioco di scultura, prodotto da vento e acqua, nella parete de sa Rocca ‘e sa Luna. Ripercorrono il 101 verso città. Con più cultura e consapevolezza delle loro radici. Nel circuito virtuoso che accresce collaborazioni tra Scuola nuorese e Club Alpino Italiano.

Matteo Marteddu
CAI Nuoro

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