"Avrebbe potuto essere"

Pubblichiamno il racconto di una Socia CAI Corsico dell'ultima salita "con un mio splendido amico e compagno di cordata, alpinista gentiluomo, caduto sulla parete Ovest della Grigna Settentrionale".

L'alba vista dal rifugio

“Ciao”.
“Ciao Comandante, hai qualche proposta per il prossimo fine settimana? “
“Mah, qualcosa di papabile, se si volesse pestar neve, lo potrei trovare, ora che finalmente abbiamo la materia prima”.
“Io dovrei iniziare a tirar fuori gli sci ma sinceramente non ne ho voglia; preferisco venire con te se farai un’offerta che non potrò rifiutare”.
“Va bene, guardo il meteo e ti so dire, sono propenso per qualcosa tipo canale”.

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“Ciao”.
“Ciao, allora che cosa hai tirato fuori dal cilindro?”.
“Tanto per restare in zona e approfittare di due giorni che mi sono ritagliato, come ti avevo anticipato, si potrebbe andare al Rifugio Vietti sabato, senza fretta che tanto dobbiamo solo arrivarci e perdere tempo fino alla cena”.
“E dal Vietti? Che intenzioni avresti?”.
”Con calma, domenica, potremmo andare a mettere il naso al canale Ovest o a quello più a sinistra”.
“Agli ordini Comandante; tieni presente che ho solo un attrezzo. Portane uno tu in più, per me”.
“Si, porto tutto il necessario poi valutiamo il da farsi mentre saliamo in auto. Per una volta non sarai costretta a levatacce. Va bene vedersi con calma, al solito posto, alle 10?”
“Perfetto, ora mi metto a fare lo zaino, a domani!”

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“Ciao”
“Eccomiiiii! Arrivata puntuale!”.
“Tutto a posto?”
“Sì, sono contenta che ci siano due giorni di meteo bello e che coincidano col fine settimana! Mi spiace per il terzo di brigata, che marca visita causa febbre”.
“Già, dobbiamo farlo crescere quel ragazzo, dedicargli un po’ di tempo affinché acquisisca più sicurezza. E’ uno dei buoni propositi per il prossimo anno, me lo sono scritto in agenda”.
“Sei troppo buono, sempre disponibile a fare scuola a tutti. Attenzione a non sederti, a ritagliarti anche il tempo per i gradi a te accessibili, o non progredisci più”.
“No, tranquilla. Quest’anno cambieranno un po’ di cose. Intanto, ti anticipo che mia figlia ha fatto brillare gli occhi quando le ho proposto di venire in ferie da te! Avremo modo di unire l’utile al dilettevole: mostrarle le Dolomiti e fare qualche bella via!”
“Evvai, me lo auguro e non avrai più scuse, ti stancherai di seguire questa donzella tra le crode“.
“Stavolta è la volta buona, ho già chiesto le ferie per non farmi fregare sul tempo dai colleghi”.
“Bravo, non ne posso più di sentire i tuoi lamenti sulle ferie alla vogliomanonposso e alle vie solo abbozzate, causa compagni non ideali…”.
“Croda dei Toni e Spigolo Dibona: tu le hai già fatte ma le rifaresti con me?”.
“Il Dibona lo rifarei anche adesso mentre la Croda dei Toni manca anche a me, quindi sarebbe una prima per entrambi… Carissimo, proposte approvate!”.

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“Ho portato la musica. Che cosa vuoi ascoltare?”.
“Scegli tu…”
“Scherzi? In auto come in via: comanda chi guida. Quindi sono ai tuoi ordini. Per l’occasione ho portato anche della musica barocca, un paio di Haendel o Vivaldi”.
“Grazie, ti sei ricordata che è la musica che preferisco!”
“Caro, gli amici servono anche ad avere memoria sui gusti di chi condivide il nostro tempo…”.
“Vabbeh dai, sai che non è male quel Massimo Bubola, con le nuove versioni dei canti della Grande Guerra? Mettiamo quello… Il barocco lo teniamo per dopo”.
“OK, a me viene la lacrima da femminuccia quando parte Sui Monti Scarpazi. Se ridi, ti mando aff…”.

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“Ci fermiamo a Varenna per sosta caffeinica?”.
“Perché no? Sarei anche già affamata ma a ‘sto punto aspetto di arrivare al Vietti”.

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“Abbiamo terminato la Grande Guerra in musica riveduta e corretta. Adesso ci starebbe bene un po’ di Jannacci. Per l’ultimo tratto di strada, mettimi il CD dove c’è Giovanni telegrafista. Adoro quel pezzo. Dovrebbe essere il nostro Inno Nazionale!”.
“Concordo, tu guida ed io ti cambio la playlist”.

“Comandante, hai portato la relazione?”
“Si, ho anche una foto che scattai tempo fa dal San Primo durante una salita da solo. Da lassù si vedono tutti i canali della parete Ovest della Grigna. L’ho serbata proprio perché sapevo che, prima o poi, sarebbe venuto anche il momento giusto. Avverto che il rifugista mi ha segnalato che c’è parecchio ghiaccio, vedremo cosa troviamo”.
“Nessun problema, io andrei per il canale meno ripido, non ho pretese e tra i due sono la più insicura”.
“Allora lasciamo il secondo attrezzo in auto… ne portiamo solo uno e ci togliamo ogni dubbio postumo sulla scelta”.

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“Ti eri appisolata? Eccoci arrivati. Che ne dici se lascio l’auto qui? Alla Chiesetta? Tanto non c’è nessuno ed oltre non si può andare, non hanno battuto la strada”.
“Perfetto, magari girala così domani eviterai di fare manovra”.

“Allora ricapitoliamo: ramponi, piccozza, casco, imbrago, paio di cordini, corda da trenta metri, porto paio di chiodi, direi che non manca nulla”.
“Anche da me tutto a posto, mi mancherà il fiato… quello sì… caro Comandante cerca di andare piano”.

“Ah beh, mettiti il cuore in pace! Avrò bisogno di qualche tuo consiglio perché, con il nuovo anno, voglio togliermi di dosso qualche chilo che mi è restato appiccicato. Sono deciso anche ad allenarmi meglio. Mi sarai fedele consigliera”.

“Sappi che so essere molto cattiva”.
“Ma va, non l’avrei mai detto… ah ah ah“.
“Pirla, seriamente parlando non mi piace chi fa restare dell’intenzionalità un vago desiderio. Cercheremo di dare una mossa a questo tuo metabolismo addormentato!”.

“Gentile signora, ci mettiamo in marcia?”
“Arrivooooo!”.

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“Fermati un attimo che mi metto i ramponi. Qui si scivola e, se devo camminare come sulle uova, finisce che ci impiego troppo… Con i ramponi vado via più sicura”.
“Ok, io vado avanti pian piano”.

“Girati un po’ che ti scatto la foto per la lapide, altrimenti avrò il tuo ennesimo lato B!”.
“Ancora foto per la lapide? Ne avrai almeno ottanta…”
“Lo so, ma adesso che sei grasso per la lapide ce ne vogliono almeno quattro; quando dimagrirai ne basterà solo una, ah ah ah “.
“Oh Signore, va bene”.
“Smettila di fare le pose stile nostalgico del ventennio!”.
“Vero, ti ricordi quelle fatte sulla Segantini?”.
“Sinceramente preferirei dimenticarle… sembravi Mussolini in tenuta arancione!”.

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“Eccoci al Rifugio”.
“Cavolo, non c’è nessuno… meglio!”.

“Buongiorno, abbiamo prenotato un pernottamento per stasera”.

“Benvenuti. Sono Marco. Vi accompagno su. Seconda porta a destra. E’ una stanza da otto, ma ci siete solo voi”.

“Sono io che sono vecchia o qui fa un freddo becco?”
“Giovane non sei, ma allora siamo vecchi in due. Sai che ti dico? Scendo nella sala, dove almeno c’è la stufa accesa e mentre chiedo informazioni sulla via di domani, mi scaldo”.
“OK, mi tolgo gli indumenti sudati e ti raggiungo. Mangiamo qualcosa? Adesso sono decisamente affamata?”.
“Si, la dieta parte nel 2018”.
“Ecco, visto? Và minga ben inscì…”.

“Per favore: due thè caldi, una fetta di torta e un tagliere di formaggi”.

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“Mi sta venendo l’abbiocco post prandiale, salgo a riposare in freezer. Cercherò di mettermi quattro coperte, sarò come sepolta da masse di lana! ”
“Ok, io sto qui a scaldarmi con la stufa. Se non ti vedo, ti vengo a dare una voce per la cena”.

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“Ehi, signorina, tra un quarto d’ora si cena! La signoria vostra ha riposato?”.
“No, spiritoso! Cercavo di scaldarmi col training autogeno: qui fa caldo qui fa caldo qui fa caldo, sto sudando e vorrei un ghiacciolo alla menta”.
“Ha funzionato?”.
“No!”.

“Il gestore ha aperto del vino bianco, ci va bene lo stesso? Tu sei una che sbevazza rosso”.
“Nessun problema, per una volta… ma che non diventi un abitudine… eh, eh, eh ”.
“Bene allora CIN CIN anche al gestore, buon appetito!”
“Buon appetito!”.

“Comandante, la pasta al ragù era buona ma troppa. Adesso non so come affrontare lo stufato con la polenta. Non ce la faccio proprio a finirlo”.

“Vuoi lasciare tutto ‘sto ben di Dio? Dammi qui, che lo spazzolo io!”
“Grazie, non vorrei che si pensasse che non abbia gradito. Hai detto che la tua dieta partirà tra qualche giorno, giusto?”.

“Senti, mentre dormivi o quasi, Marco mi ha confermato che la situazione non è meravigliosa: neve ghiacciata e passaggi sulle rocce pure col ghiaccio. Inutile partire troppo presto al buio. Direi di fare domattina alle 8, va bene?”
“Per me OK, ti seguo.”

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“Ora di andare in branda?”
“Eh si, ormai ci tocca. Dopo la cena e il fuoco caldo della stufa, sarà ancora più confortante entrare a dormire nella cella frigorifera. Io dormo vestito”.
“Perché? Abbiamo scelta? Io dormo anche con lo zaino addosso!”.
“Esagerata…”.

“Buona notte”.
“Buona notte, ho messo la sveglia alle sette”.

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“Toc toc, ci sei? Sei svegliaaaa? E’ ora!”.
“Si, ci sono. Accidenti ho il naso gelato. L’unico buon motivo per uscire è che ci si muoverà e alla lunga ci si scalderà, alla mooolto lunga!”.

“Sento Marco che spignatta là sotto, la colazione è pronta, ti attendo giù… mi porto avanti e chiedo il conto”.
“Arrivo, arrivo… cosa faccio quindi? Porto la corda?”
“Direi di si, non si sa mai. A volte mi spavento magari per un nonnulla. Facciamo che indossiamo già l’imbrago così, nel caso, ce l’abbiamo già a portata di moschettone?”
“Si, buona idea”.

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“Ops, ho fatto un casino…”.
“Ah, ah, ah, l’idea di far sciogliere il burro sulla stufa poteva avere un suo perché a patto che tu lo controllassi a vista… Adesso è sciolto su tutta la stufa! Cerca di pulire in qualche modo, o il rifugista ci toglie il saluto!”.
“Adesso si è sprigionato un buon odore di burro fuso per tutta la sala…”
“No comment! Sei un pasticcione!”.
“Andiamo via così non se ne accorge?”.
“Almeno stai serio!”.

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“Freddo è freddo, non ci sono dubbi, però è un’alba grandiosa! Faccio paio di foto prima di partire”.
“Davvero. Le scatto anch’io con la fotocamera, le tue col cellulare sono sempre orribili”.

“Qui la fotografa sei tu, poi mandamele!”.
“Come sempre…” .

“C’è ghiaccio. Lassù potrà solo peggiorare, andiamo a buttarci l’occhio, poi valutiamo, ok?”
“D’accordo. Pensiamo anche a un piano B?”
“Cara, da qui, il piano B è tornare a casa.”
“Va bene, non sarebbe la prima volta”.

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“Come cambia il terreno in certe condizioni! E’ tutto levigato…”.
“Che ne pensi? “.
“Comandante, se per te si può fare, proviamo. Se non ci convince, torniamo indietro”.
“Per ora risaliamo lo zoccolo della parete verso sinistra, vedi quei salti rocciosi?  Dobbiamo andare là. Poi muoviamo verso destra sulla rampa di rocce fino all’attacco del canale, a sinistra. Direi di puntare a quello più facile come già deciso”.
“Agli ordini Comandante!”
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“Ecco, ci siamo. Facciamo una breve sosta e beviamo un po’ di the. Poi iniziamo, saranno 200 metri, si vede bene la via di salita, stai attenta che te la indico”.
“OK, mettiamo almeno il casco o ci si lega?”
“Casco sicuramente; la corda dipende da te, se ti senti più sicura ti lego, ma la pendenza non è eccessiva”.
“Vabbeh, direi che possiamo farne a meno.”

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“Siam vecchiotti ma non stiamo andando così male, non trovi?”.
“Sai come la penso, io sono lenta ma inesorabile!”.
“Forse era meglio avere due piccozze, comunque si sale bene”.
“Magari ci leghiamo prima dell’uscita? Non so come sia la cornice, mi sentirei più sicura”.
“Certo, come vuoi”.

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“Stai ferma lì dove ti trovi; tiro fuori la corda e te la passo, così puoi legarti, ormai siamo quasi fuori”.
“Prossimo acquisto che faccio è una Dragon; se qui mi scappasse la piccozza ne vedremmo delle belle”.
“Guarda che la Dragon si può fare anche con paio di cordini.”
“Ma si, lo so! Però se si compra, già fatta e finita, è anche meglio, non costerà così tanto?!”.
“Basta che non faccia la fine della Daisy-Chain che hai comprato… che poi ti vergogni a usarla se c’è l’amico Guida attorno! Ah, ah, ah… che ti prende per il naso con certe cose da falesia! ”.
“Pirla, non è la stessa cosa! Mi tratti sempre male.”
“Io?! Oso ricordarti che la scorpiona qui sei tu e non sei conosciuta come la più dolce delle fanciulle…”
“Uffa, che noioso.”.
“Comunque eccoti legata. Possiamo proseguire, che a star fermi fa un freddo becco? Vado avanti finché non esco sulla cresta, poi ti recupero a spalla”.
“Come gli alpinisti veri?”
“Affermativo”

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“Et voilà, eccomi! Grazie Comandante! Gran bel canale. C’è un sole bellissimo; finalmente ci scalderemo!”.
“Con il sole tutto è più lirico e anche la fatica diventa un piacere. Adesso, con la Grigna posso proprio dire di avere concluso per un po’. L’ho davvero percorsa da ogni lato! Che cosa vuoi fare? Possiamo andare al rifugio facendo a destra una parte della Cresta di Piancaformia, oppure evitare e discendere subito. La discesa è lunghetta: dalla via della Ganda fino al Rifugio Bogani; poi all’auto, al Cainallo”.
“Boh, di tempo ne abbiamo, sono solo le 12”.
“Scegli tu, io non ho bisogno di passare al rifugio, però la foto alla Croce del Grignone la farei!”.
“Considerati il vento e la neve, non possiamo posizionare la mia fotocamera per terra e scattare col timer. Facciamoci un selfie veloce e via!”
“Fermi, sorriso, taac!”
“Berg Heil!”
“Berg Heil!”
“E anche questa è andata; facciamo che scendiamo subito dato che non siamo fulmini di guerra?”
“Va bene, tu vai davanti mentre io ti tengo assicurata con la corda tesa in conserva, almeno fino alla fine del tratto più aereo, poi ci togliamo tutto…”.

“E appena al paese ci si beve una birra!”

Di tutte le parole tristi pronunciate o scritte, le più tristi sono queste:  avrebbe potuto essere.  (J.G. Whittier).

Ci siamo bloccati prima.

Il Comandante si è fermato per sempre, scivolando per un rampone rotto.

A Sergio, mio splendido amico e compagno di cordata, alpinista gentiluomo, caduto sulla parete Ovest della Grigna Settentrionale il 17.12.2017.

Alessandra Panvini Rosati, febbraio 2018
AE CAI Corsico

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