Bergamo ricorda Mila, l'Accademico della montagna

Presentato a Bergamo "I due fili della mia esistenza", saggio sulla complessa figura del grande intellettuale piemontese

La copertina del bel libro su Massimo Mila

11 dicembre - “La montagna è cultura” diceva Massimo Mila, intellettuale, critico musicale, antifascista, saggista, figura complessa della cultura italiana, Accademico del CAI, scomparso il giorno di Santo Stefano del 1988.
In occasione del Trentennale della sua scomparsa, il CAI ha editato “I due fili della mia esistenza”, 272 pagine di una ricerca curata da Valter Giuliano e Gianluigi Montresor con il coordinamento di Anna Girardi, per ricostruire la vita e le passioni di un Maestro che ha amato la montagna (“non “si va” in montagna – diceva – la montagna “si fa”) ed è stato un grande musicologo e letterato

Ne è scaturito un lascito intellettuale e morale di grande spessore: il libro sarà al centro dell'attenzione sabato prossimo 15 dicembre al Palamonti di Bergamo, in via Pizzo della Presolana 15, alle 18 in una serata targata CAI Bergamo: ingresso libero. Interverranno Roberto Cremaschi, Anna Girardi, Stefano Morosini e Alessandro Pastore.

A trovare il nesso tra i grandi “amori” di Mila, ci aiutano le parole della vedova di Mila, Anna Giubertoni, in una lunga intervista rilasciata tempo fa a Repubblica. 
La figura che viene tratteggiata è quella di un uomo affascinante, “terribilmente auroironico”, che frequentava amici montanari valdostani che parlavano in dialetto stretto. E a lui piaceva l’ironia di montagna: “era la sua passione”. 
I due fili della mia esistenza segue la strada aperta da “Scritti di montagna” raccolti dalla Giubertoni. 
Una raccolta non facile: “Massimo – ha raccontato Anna – non aveva una casa sua e i suoi scritti erano sparsi”. 
Lei fu aiutata da Giulio Einaudi e Piero Gelli, a raccogliere l’immensa libreria musicale, 500 casse di volumi in materia.

Ciò che troverete ne “I due fili della mia esistenza” è una selezione ampia di “Scritti di montagna” editi da Einaudi, oggi introvabili, libri esauriti e mai ristampati. E poi testi inediti, apparsi su riviste minori oppure scritti apposta per il CAI, di cui Mila era Accademico, o per la Società degli Alpinisti Tridentini, la SAT, di cui faceva parte.

Dopo aver tratteggiato la figura di letterato, di musicologo, di saggista, il volume si concentra sulla figura dell’alpinista Massimo Mila, traendo spunto dai taccuini, perché – dice Anna Giubertoni – Mila “aveva una concezione vichiana dell montagna: la montagna è un fare legato alla conoscenza sul campo, mentre fai, conosci. Mentre scali, fai”. 
Ne scaturisce una raccolta che riguarda imprese in Italia e in altri paesi extraeuropei, che – dicono i curatori – sono narrati in modo magistrale e nulla hanno a che vedere con scarni resoconti di tanti altri alpinisti. 
Ma Mila scrive anche commenti a imprese di altri grandi scalatori, da Messner a Chabod, e critiche a libri scritti da costoro in materia.

Diverse le prefazioni: un saggio introduttivo curato dallo storico Alessandro Pastore precede la prefazioni che per “Scritti di montagna” furono curate da Italo Calvino e Gianni Vattimo (quest’ultima riveduta e aggiornata dallo stesso filosofo). A chiudere l’introduzuone una nota dei curatori Giuliano e Montresor.

Infine un’appendice fotografica di sedici pagine, scatti inediti tratti dai taccuini e dagli album fotografici di Mila, messi a disposizione dalla moglie Anna Giubertoni.

“I due fili della mia esistenza”, 272 pagine, collana libri CAI dedicata ai Personaggi, è acquistabile online all’indirizzo store.cai.it a 24,00 euro (16 euro per i soci di CAI e SAT) oppure può essere ordinato presso le librerie specializzate o, per i soci CAI e SAT, presso le sezioni di loro appartenenza.

 

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