"Breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia" e "Non sono un'alpinista" tra i premiati di "Leggimontagna 2019"

Il libro di Alex Cittadella (CAI - Franco Angeli) ha vinto il Premio speciale Dolomiti UNESCO – Leggimontagna. Il libro di Bianca Di Beaco (edito interamente dal CAI) il Terzo premio della sezione Narrativa.

21 ottobre 2019 - Il Club alpino italiano è orgoglioso di annunciare che due suoi libri hanno ricevuto altrettanti riconoscimenti nell’ambito del Premio Leggimontagna.    
Breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia di Alex Cittadella (edito da CAI e Franco Angeli Editore) ha ricevuto il Premio speciale Dolomiti UNESCO - Leggimontagna, mentre Non sono un’alpinista di Bianca Di Beaco, a cura di Gianbattista Magistris e Luciano Riva (edito interamente dal CAI) ha ricevuto il terzo premio della sezione Narrativa.

Istituito nel 2002 dall’ASCA (Associazione delle Sezioni del CAI di Carnia – Canal del Ferro – Val Canale), Leggimontagna si rivolge a opere scritte o filmate che abbiano al centro cultura, montagna e creatività e intende promuovere le terre attraverso cultura, letteratura, video e immagini.    
“Interpretare l’essenza dello spirito alpino utilizzando linguaggi diversi, capaci di toccare le corde della memoria o di accendere la fantasia” è il principio che anima Leggimontagna.

Motivazioni

Premio speciale Dolomiti UNESCO – Leggimontagna     
Breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia    
“È ormai sempre più studiato e conosciuto il fatto che la storia delle Alpi e del loro popolamento strettamente connessa alle variazioni del clima e della meteorologia verificatesi nell’arco dei secoli. Il volume realizzato da Alex Cittadella si pone l’obbiettivo di offrire una sintesi ampia e organica, pur se necessariamente a volo d’uccello, su come sono cambiati gli insediamenti, le abitudini, le società in un territorio che per secoli ha saputo mantenere le proprie peculiarità culturali ponendole come base per ogni costruzione sociale, etica ed estetica. L’estrazione umanistica dell’autore porta a considerare anche aspetti, come quello pittorico, che spesso sono trascurati e a dare un’occhiata particolare alle Alpi Orientali che solitamente appaiono trascurate rispetto a quello Occidentali”.

Terzo premio sezione Narrativa    
Non sono un’alpinista
“Silloge che, pur non presentando una vera unità narrativa, fa emergere compiutamente un modo di intendere la montagna e uno stile di vita che vi si rapporta. La prosa, di nitida precisione, evita enfasi e supponenze formali, e trascorre a tratti verso la poesia, con spunti che si potrebbero definire “kugyani”. Molta riflessione, che però non deraglia in saggistica, per la capacità di affabulazione e per le vivide descrizioni d’ambiente. La prospettiva morale, più ancora dei contenuti, restituisce l’amore per la montagna”.

I libri

Breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia    
Alpi, clima, meteorologia. È da questi termini che bisogna partire per scoprire le relazioni tra ambiente alpino, uomo e variabili climatiche nel corso del tempo. L’arco cronologico di riferimento va dal Medioevo alla Prima guerra mondiale con accenni anche all’età antica. Uno sguardo a volo di uccello con l’obiettivo di fornire spunti mirati per un quadro d’insieme sull’emergere della questione climatica nel contesto alpino. L’attraversamento delle Alpi da parte di Annibale costituisce il punto di partenza per inoltrarsi in un percorso plurisecolare di approccio alle terre alte che, fattosi più intenso nei secoli del basso Medioevo, diverrà essenziale per comprendere la storia dell’Europa a partire dal Cinquecento. Dopo una riflessione sulle dinamiche caratterizzanti la scoperta delle Alpi dal punto di vista ambientale, meteorologico e climatico attuata nel Seicento, la narrazione indaga la ridefinizione del mondo della montagna attuata dai philosophes settecenteschi e dai tecnici militari napoleonici e austriaci. Per poi proseguire con un’analisi degli studi prodotti in epoca positivista, con maggiore attenzione all’avvio delle osservazioni meteorologiche sistematiche, alla fondazione degli osservatori lungo tutto l’arco alpino nonché all’azione congiunta di enti nazionali (tra cui il Club Alpino Italiano) e sovranazionali per lo studio del clima. Un ultimo approfondimento tematico analizza la connessione fra Grande guerra e ambiente alpino nella sua accezione prevalentemente climatica.

Non sono un’alpinista
In questa raccolta di scritti autobiografici emerge tutta l’essenza di Bianca Di Beaco, una delle più forti alpiniste italiane e probabilmente la prima donna a superare il VI grado da capocordata in Dolomiti. Da Trieste, ove è nata, luogo di frontiera dall’identità politico sociale incerta, Bianca Di Beaco è alla costante ricerca di un approfondimento nel rapporto con sé stessa e con la società percorrendo le montagne, da quelle di casa a quelle del mondo. In un pendolo costante tra serenità e tormento interiore trova un centro di equilibrio nell’immedesimarsi con l’ambiente naturale e nel confronto con il contesto sociale, nel quale lotta come altre donne per affermare pari opportunità e riconoscimenti nel mondo maschilista dell’alpinismo dell’epoca. Nel corso della narrazione Bianca Di Beaco conduce il lettore dal particolare al generale, dall’intimità del personale alla complessità del sociale, tracciando un quadro suggestivo di questo periodo della storia dell’alpinismo.

Gli autori

Alex Cittadella è dottore di ricerca e cultore della materia in Storia moderna presso l’Università di Udine. Si occupa di tematiche riguardanti la storia moderna, con particolare attenzione al contesto friulano e veneto, e la storia della scienza, con studi specifici sull’evoluzione dei saperi meteorologici e climatici. Alla ricerca d’archivio alterna la divulgazione scientifica e l’insegnamento negli Istituti Superiori.

Bianca di Beaco, nata a Trieste il 20 gennaio 1934 da genitori istriani fu una rivoluzionaria ante litteram. Fu il suo carattere forte, risoluto e grintoso che le consentì, ancora giovanissima, di incontrare quel mondo verticale che già era dentro di lei. Alpinista di primo piano fu, tra gli anni ‘50 e i ‘70, ai vertici dell’alpinismo mondiale femminile e tra le prime ad arrampicare sul VI grado da capocordata. Assieme a Silvia Metzeltin si batté per l’ammissione delle donne al Club Alpino Accademico Italiano. Socia accademica del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, è mancata ai propri affetti il 2 febbraio 2018 all’età di 84 anni.

Club alpino italiano

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