CAI Nuoro a occidente di Sardegna: maestrale e rocce scolpite, scogliere aspre, sentieri tra cascate, armonie e silenzi

70 escursionisti in cammino, con davanti agli occhi chilometri di costa ancora incontaminata, fino alle decine di metri di cascata di S’Istrampu ‘e Su Segnore.

Le rocce modellate dal vento

13 aprile 2018 - Sferza i visi quel vento Maestro, a occidente di Sardegna. Ne avevano terrore i naviganti e tentavano di risalire le acque placide del Temo, sino agli attracchi di San Pietro. E le galee romane potevano trasportare derrate, otri gonfi d’olio e di vini della Planargia, soldati e armi. Quel maestrale che anche oggi, aprile di primavera instabile, non dà tregua ai settanta escursionisti del CAI –Nuoro, pronti al kilometro 17 della panoramica che mozza il fiato, tra Bosa e Alghero.

Il maestrale ha modellato e scolpito, da queste parti, spiagge e rocce, arenaria e tufo, piegato giunchi, palme nane ed euforbie, radicato rovi e arbusti di macchia resistente. Break iniziale, il presidente della Sezione annuncia i collaboratori eletti nella prima riunione del CdS, dopo il rinnovo: Alfieri Prina ,tesoriere, Anna Maria Piroddi, Vice Presidente, Maria Lidia Sanna, Segretaria, collaboratori in varie attività, Antonio Mura, Doru Potoroaca, Ivan Corrias e Graziella carboni. Auguri a tutti di buon lavoro.

Il presidente richiama il nuovo ruolo del Cai all’interno della programmazione, con risorse certe, della Regione Sardegna per la rete della nuova sentieristica. Impegni nuovi per la nuova cultura della montagna, dei sentieri e dello sviluppo ambientale dell’Isola. Tore Ruggiu, uno dei direttori, traccia le linee dell’escursione. Oltre a Tore Ruggiu, dirigono l’escursione: Salvaore Sotgiu, Costantino Sanna, Luigi Fresi e danno una mano concreta i componenti del Gruppo Locale di Bosa.

Ci lasciamo dietro le spalle Su Passu Malu e quel mare che ondeggia tra grotte e anfratti della scogliera rugosa. Dura la salita, qui, 300 metri di dislivello si sentono tutti. Addolciti dall’apparire di quel monumento unico: Sa Rocca Pinta. Pietra dipinta, scolpita nella sua rete di intrecci barocchi, da ignota mano d’artista senza tempo. La verità è che il tufo da millenni è lavorato da gocce di pioggia e dai venti soffianti dal mare. Risultato, un quadro unico, con linee, graffiti e bassorilievi che superano immaginazione e fantasia. Eppure noi li tocchiamo, con la delicatezza di aver a che fare con un’opera d’arte senza confini. Costeggiamo Sa Turca Nera e Su Giuncu, passiamo su adu ‘e su Crastu. Hanno ancora bisogno di tanta acqua per diventare ruscelli da rigagnoli. L’altura di Badde Iana per aprire la finestra sino a Torre ‘e Foghe sulla sinistra e Capo Caccia , Alghero sulla destra.

Chilometri e chilometri di costa non contaminata da cemento, salva da ogni tentativo passato e presente di speculazioni. Si presenta ancora così e lo sarà, al mondo, nella sua bellezza di costa sopra il mare su paesaggi che richiamano l’attenzione dell’Unesco. I soci Cai, su passaggi difficili, aiutati da strumenti, come corde in orizzontale o inclinate, predisposte dai direttori, attraversano guadi, Riu Badde Tana e si fermano con cuore e testa carichi di stupore di fronte a S’Istrampu ‘e Su Segnore.

Decine e decine di metri di cascata che batte la pietra nera, si crea gli spazi per scendere a valle, diffonde armonie e poesia prima di scomparire nei silenzi verso il mare non lontano. Suggestioni della Sardegna d’occidente, nell’agenda intensa delle attività del CAI.

Matteo Marteddu
Presidente CAI Nuoro

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