Cai Nuoro, Cai Sardegna e mondo del volontariato sui sentieri per dire no alle distinzioni di razza, pelle o censo

E' programmata per il prossimo 15 giugno la giornata "Cai accoglie", ideata dalla Sezione nuorese: un'escursione sulla cima dell'Ortobene con gli "ultimi" della città, dai poveri agli immigrati.

29 maggio 2019 - Da tempo si coltiva l’idea, nella Sezione di Nuoro, di una giornata particolare dedicata al tema “Cai accoglie”.  L’aveva proposta il Presidente Matteo Marteddu, sia al CdS sia alla prima assemblea annuale del 2019. La giornata è quella del 15 giugno prossimo.

L’iniziativa ha raccolto notevole consenso. E quando lo stesso presidente Marteddu, nel suo intervento alla recente Assemblea dei delegati di Milano, ha proposto che Cai Accoglie diventi giornata del Cai nazionale, ha ricevuto un lungo applauso di consenso. Il significato del 15 giugno è contenuto nella lettera che Cai Nuoro ha inviato al sindaco del capoluogo, invitandolo a far parte, col suo patrocinio, dell’organizzazione dell’evento.

Il progetto Cai Accoglie, si legge nella lettera, si pone come iniziativa originale, al passo con i tempi. Il progetto è realizzato in stile Cai: poche chiacchiere, molto sudore, scarponi, zaino e sentiero. Una giornata camminando con gli ultimi della nostra città, gridando pur nei silenzi dei lecci e graniti dei luoghi attraversati, un grande NO alle inaccettabili distinzioni di pelle, religione o censo

E sarà un coro comune col mondo del volontariato che a Nuoro gestisce, attraverso mense e assistenza, le povertà dell’oggi. L’iniziativa del Cai, coordinata dalla vice presidente Anna Maria Piroddi, e del mondo del volontariato,  protagonista primo il socio di Nuoro Marcello Carta, è sostenuta da Cai Sardegna e vedrà la presenza della Presidente Regionale Pierina Mameli.

Il raduno è previsto nello spiazzo della chiesetta La Solitudine, dove dimorano le spoglie del premio Nobel Grazia Deledda. Dalle 9,00 si percorrerà il sentiero Cai n°101. E’ il sentiero che nel 1900 consentì il trasporto della grande statua bronzea del Redentore sulla cima del monte Ortoben,. Ci vollero 10 carri trainati da buoi per contenere il bronzo dell’artista napoletano Jerace. Tanto maestoso che la stessa moglie di Jerace, Luisa, di fronte ad essa non potendo reggere l’urto della commozione ne morì. La ricorda, in una lapide di marmo ormai sgualcito, il poeta Nuorese Sebastiano Satta.

Gli escursionisti, in tanti della mensa dei poveri, o dei ragazzi e ragazze di colore che vivono a Nuoro e nel nuorese, sentiranno il fascino dell’accoglienza e della serenità, all’interno di paesaggi unici. Osserveranno la città dall’alto e scruteranno la muraglia calcarea del Supramonte di Oliena e Orgosolo, con le cime di Cusidore, Sos Nidos, Carabidda, Sa Pruna e Cantibarvu. Con l’aiuto della generosità di singoli, istituzioni, aziende, pastori del nuorese, la mattinata si concluderà con il pranzo comunitario nei locali della Chiesa delle Grazie, nel cuore di Nuoro.

Matteo Marteddu

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