CAI Ortona: "Ricordiamo la tragedia di Fonte Vetica"

Escursione a Colle Caciaro (Campo Imperatore), per commemorare il pastore con i suoi due figli morti tragicamente un secolo fa, dopo essere stati colti alla sprovvista da un'improvvisa nevicata.

I Soci presso la scultura commemorativa

14 gennaio 2020 - Era un tiepido mattino d’autunno quel 13 ottobre del 1919 sulla piana di Campo Imperatore quando il pastore Pupo Nunzio ed i suoi piccoli figli non ancora adolescenti accompagnavano al pascolo il loro gregge.
Un insolito prolungamento del bel tempo gli aveva permesso  di ritardare il ritorno a valle e quel mattino, nulla faceva presagire quel che sarebbe accaduto di lì a poco. Intorno alle undici si alzò un vento fortissimo e in breve nuvole minacciose giunsero da tutte le direzioni ed in men che meno iniziò una abbondante nevicata come mai se ne ricordassero per quel periodo. Quell’improvvisa bufera anticipava un rigido inverno.

Fu purtroppo vano per Pupo Nunzio il tentativo di salvare se stesso, i suoi figli e il gregge. Giunti sotto il monte Bolza non furono più in grado di proseguire nella neve divenuta rapidamente troppo alta ed il gelido vento fece il resto. Nel frattempo  la moglie che disperatamente aveva cercato di raggiungerli morì di dolore.

Il ricordo di questa tragica storia è sempre stato vivo tra gli abitanti del posto tanto che lo scultore Vicentino Michetti nato a Calascio vi dedicò un suo lavoro ed oggi chiunque percorra la Piana di Campo Imperatore, in località Colle Caciaro a 1562 mt di quota non può non scorgere le statue che rappresentano da un lato il pastore con i suoi due figli ed il cane piegati nel camminare per vincere la forza del vento e di fronte la moglie con le braccia rivolte verso i suoi cari nel  desiderio di un abbraccio impossibile.

Le statue in questi anni sono state purtroppo vandalizzate anche in un posto come questo dove la bellezza del paesaggio e  il silenzio indurrebbero più a momenti di raccoglimento e preghiera.

Non potevamo non ricordare! Un senso di pietà per questa giovane famiglia sfortunata e lo stato di abbandono delle statue vandalizzate ci hanno spinto a commemorare degnamente in questo luogo il ricordo dei morti. Abbiamo cercato di coinvolgere i comuni vicini ed invitato altre sezioni CAI ed alla fine è accaduto quel che poteva sembrare impossibile.

Come sezione CAI di Ortona abbiamo programmato una piccola escursione partendo dai Prati di Cretarola sino al Colle Caciaro. Appena giunti sul luogo qualcosa ci ha colpiti: le braccia vandalizzate delle statue erano miracolosamente al loro posto. Non eravamo soli a voler ricordare. Davanti alle statue incontriamo Paolo, dell’Aquila, suo figlio qualche tempo prima aveva trovato il braccio di una statua, lui  lo aveva raccolto pensando subito ad un restauro; quale occasione migliore per farlo? Ci ha raccontato delle difficoltà incontrate per giungere a questo risultato ed infine autonomamente con l’aiuto di un amico solo la sera prima era riuscito a restaurare tutto.
E’ stato un bellissimo incontro!

A cento anni dal tragico evento inaspettatamente eravamo lì con lo stesso intento: ricordare!
La mattinata è proseguita con l’esibizione della Corale Fonte Vetica di Castel del Monte che ha proposto vari pezzi della tradizione canora popolare abruzzese terminando con “Signore delle cime” a ricordo di tutte le vittime della montagna ed infine la lettura di una poesia di Filippo Crudele, scritta per l’occasione intitolata “Tragedia a Fonte Vetica”.

La curiosità ha fatto avvicinare altri escursionisti, amici casualmente incontrati, tutti felici di essere lì a spezzare la solitudine di quelle povere anime.  A mezzogiorno riprendiamo la via del ritorno, altri amici si uniscono nel cammino, siamo felici, appagati, emozionati per una giornata  da non e per non dimenticare.  

Sezione CAI Ortona   
ORTAM Patrizia Dragone e  Domenico D’Orazio

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