CAI Sondrio, il commento dopo la manifestazione "Inverno sostenibile"

La Sezione e la Fondazione Bombardieri appoggiano l’ipotesi di un'area di “tranquillità” per la fauna ad Albosaggia e sono contrarie all'individuazione di alcune zone dove praticare l'eliski.

La locandina di "Inverno sostenibile"

Il Consiglio Direttivo della Sezione Valtellinese di Sondrio e la Fondazione Bombardieri hanno ritenuto necessari alcuni chiarimenti dopo la manifestazione “Inverno sostenibile” (cinque incontri organizzati a febbraio 2016), contenuti nelle righe che seguono.

L’iniziativa, promossa dalla Associazione delle Guide della Val Masino e Valle di Mello, è stata ben accolta dal CAI Sezione Valtellinese e dalla Fondazione Luigi Bombardieri che hanno condiviso il progetto denominato “Inverno sostenibile”, vedendo in esso uno strumento e un modello di definizione della frequentazione invernale della montagna rispettoso dei delicati equilibri della stessa. Un modello che, ponendo al centro dell’attenzione l’ambiente e coinvolgendo enti, associazioni, aziende e interessi economici e culturali, avrebbe potuto rappresentare una metodologia di lavoro volta a trovare una valida mediazione tra istanze spesso contrapposte e inconciliabili.

Per questo, CAI Valtellinese e Fondazione Bombardieri hanno aderito, in qualità di partner, al progetto contribuendo alla sua definizione e realizzazione e partecipando ai vari momenti di comunicazione, elaborazione di strategie, definizione di impegni.

In particolare, CAI Valtellinese e Fondazione Bombardieri hanno condiviso pienamente l’ipotesi di definizione di una area sperimentale di “tranquillità” nel territorio di Albosaggia sottostante il Monte Meriggio. Zona che verrebbe interdetta a qualsiasi tipo di frequentazione invernale e che consentirebbe di favorire insediamento e riproduzione dell’avifauna. La realizzazione del progetto, opportunamente monitorata, potrebbe poi divenire modello da diffondere in altre zone della provincia.

Viceversa, CAI Valtellinese e Fondazione Bombardieri esprimono una notevole preoccupazione e contrarietà all’ipotesi, formulata nell’ambito del progetto “Inverno sostenibile”, di individuare alcune zone montane non protette, distribuite lungo l’arco retico, ove praticare l’eliski. Pur comprendendo una certa attenzione nel definire le aree nell’ottica di ridurre il più possibile l’impatto ambientale, attraverso una regolamentazione che impedisca una proliferazione dissennata e di ricercare una mediazione tra le varie posizioni, CAI Valtellinese e Fondazione Bombardieri, in considerazione del forte impatto ambientale di natura acustica, fisica, meccanica, chimica che avrebbe ripercussioni negative su flora e fauna, tenuto conto che tale attività, se permessa, potrebbe avere un incremento esponenziale nel futuro, considerata la politica ambientale del CAI espressa nel Nuovo Bidecalogo, in particolare al punto 4 in cui si esprime totale contrarietà all’uso di mezzi a motore per attività ludico-sportive, ribadiscono, come già espresso in un precedente documento, il proprio parere negativo alla pratica dell’eliski.

CAI sezione Valellinese di Sondrio

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