CAI Toscana: il Centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio non deve chiudere

"Si tratta di un punto di riferimento per i tanti turisti di una delle aree umide interne più importanti d'Italia e di un promotore di progetti di divulgazione ambientale rivolti alla cittadinanza".

8 novembre 2017 - Il Club Alpino Italiano - Regione Toscana, manifesta grande preoccupazione per la notizia di una imminente chiusura del Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio e si unisce alla posizione già espressa dalle altre associazione ambientaliste.

Il Padule di Fucecchio, oltre ad essere l'area umida interna più estesa ed importante d'Italia, occupa anche una posizione strategica all'interno della rete sentieristica della Regione, mettendo in comunicazione la Valdinievole con la cosiddetta Svizzera Pesciatina e l'antico percorso della via Francigena, attirando da ogni parte d'Europa molti turisti, che proprio nel Centro trovano un punto di riferimento sicuro.

La responsabile della Commissione Tutela Ambientale del CAI Toscana Evelin Franceschini ha dichiarato: "Con la chiusura del Centro RDP del Padule di Fucecchio, struttura operativa costituita da professionalità scientifiche e tecniche di grande rilievo, verrebbero a mancare anche tutti i progetti di divulgazione ambientale rivolti alla cittadinanza (inclusi quelli studiati per le scuole), ai quali hanno partecipato moltissime associazioni territoriali. Pertanto perderemmo un esempio virtuoso di aggregazione sui temi ambientali che dovrebbe essere imitato nella nostra regione"

Il Presidente Regionale Gaudenzio Mariotti si augura che “la Regione Toscana individui una strategia adeguata a salvare questa preziosa realtà, che costituisce un fiore all'occhiello per la rete delle aree protette italiane. Mentre si moltiplicano le iniziative per valorizzare il territorio ed il paesaggio toscano dal punto di vista turistico, non si deve perdere il contributo delle persone che lo conoscono meglio e che per molti anni hanno dimostrato di saperlo promuovere in tutti i suoi  aspetti, da quello naturalistico a quello storico, culturale e della didattica ambientale".

CAI Toscana

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