Gli speleologi del Cai Valdagno e Marostica impegnati contro i rifiuti nell'ambiente "estremo" di una forra

Il 14 dicembre operazioni di bonifica in Val Forame per salvare una natura sempre più minacciata da plastica e copertoni di camion

19 dicembre 2019 - I rifiuti nell'ambiente sono sempre più un problema da affrontare con urgenza se si vuole salvare la natura. Il 14 dicembre gli speleologi del Cai Valdagno e Marostica hanno bonificato una forra in val Forame.

La speleologia da sempre si occupa di salvaguardia ambientale ben conoscendo la vulnerabilità delle falde acquifere soprattutto se inserite in un sistema carsico, quindi legate alla presenza di un reticolo di grotte. Sabato 14 dicembre scorso però le tecniche speleologiche sono servite per salvare una forra caratterizzata da un ambiente “estremo” fatto di cascate alte fino a 28 metri, percorribili solo con specifiche tecniche di progressione su corda. È la Val Forame nel Comune di Bassano del Grappa, alle pendici della scarpata meridionale dell’Altopiano dei Sette Comuni, un piccolo canyon di grande rilevanza naturalistica, inserito in un percorso escursionistico che porta il camminatore a scoprire i suoi salti d’acqua e quelli del vicino torrente Silan. Una perla lungo la pedemontana vicentina meta anche di numerose uscite didattiche che ogni anno il CAI rivolge soprattutto ai ragazzi delle scuole. Ben diversa è stata tuttavia la realtà in cui si è imbattuto l’Istruttore Nazionale di Speleologia della SNS-CAI Michele Tommasi attrezzando i salti di roccia del Forame per fini di ricerca e didattica speleologica: quella dei molteplici rifiuti che, scaricati probabilmente dalla soprastante strada, sono finiti nella forra, intrappolati fra i salti del torrente. Da qui l’idea e la necessità di un’operazione ecologica di bonifica di questo straordinario angolo del bassanese. Due gruppi speleologici hanno così unito le forze per mettere la speleologia al servizio dell’ambiente: il Gruppo Grotte CAI Valdagno e il Gruppo Speleologico CAI Marostica I barbastrji.

Gli speleologi, quasi tutti Istruttori titolati o qualificati della Scuola Nazionale di Speleologia Cai, hanno raccolto i rifiuti abbandonati, dai copertoni per camion, macchine e moto alle plastiche di vario tipo, scarti edili, rifiuti domestici. Alcuni, sepolti dal tempo sotto i depositi del torrente, sono stati rimossi con fatica. Il trasporto di tutto questo materiale è stato possibile realizzando delle teleferiche sopra le cascate con corde tese fino alla valle sottostante. I rifiuti, appesi a carrucole, sono stati così calati fino a giungere al vicino punto di stoccaggio. Le attività di bonifica hanno impegnato gli speleologi per gran parte del giorno, sia per la difficoltà nella raccolta dei rifiuti, sia per la presenza costante di un bel flusso idrico lungo la valle nonché per la complessità delle manovre tecniche.

L’iniziativa è stata patrocinata dalle Sezioni CAI di Valdagno, Marostica e Bassano oltre che dal Comune di Bassano del Grappa Assessorato all’Ambiente, dal CAI Veneto, dalla Federazione Speleologica Veneta e dalla Scuola Nazionale di Speleologia CAI.  Le operazioni si sono svolte sabato 14 dicembre 2019 ed hanno visto la partecipazione di 9 speleologi aderenti ai Gruppi di Valdagno e Marostica (Michele Tommasi, Luca Dalle Tezze, Maurizio Mottin, Valentina Tiberi, Michele Tomasi, Giuseppe Zarantonello, Tiziano Viola, Massimo Santini, Silvia Carlesso). Ha partecipato alle attività anche il Presidente del CAI Bassano del Grappa Pierluigi Chenet. A sostenere sul campo gli speleologi anche gli amministratori comunali di Bassano: l’Assessore all’Ambiente Andrea Viero e il Consigliere Comunale Nicola Schirato.

Un’operazione come questa ci ricorda che se da un lato è facile inquinare dall’altro in molti casi la bonifica è estremamente complicata se non addirittura impossibile, se si pensa ad esempio ad alcuni abissi carsici che nei decenni scorsi sono stati completamente colmati di immondizie. Il cambiamento può essere possibile solo se ciascuno di noi nel proprio quotidiano fa la sua parte, cercando di ridurre il più possibile le nostre fonti di inquinamento. Una buona prassi che si sta diffondendo tra i frequentatori della montagna è quella di raccogliere lungo il proprio percorso escursionistico una parte dei rifiuti che purtroppo immancabilmente si incontrano ovunque. Per cambiare in meglio sono necessarie le grandi azioni ma fondamentali anche quelle piccole.

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Valentina Tiberi

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