CAI Vercelli e Sottosezione Saluggia del CAI Chivasso insieme nelle terre del riso

46 persone hanno partecipato a un pomeriggio di scoperta delle realtà del territorio, camminando per 8 km lungo i sentieri storici dei Templari e della via Francigena.

Un momento del pomeriggio

8 ottobre 2018 - Sabato 29 settembre si è svolta una piacevole camminata frutto della collaborazione tra Club Alpino Italiano sezione di Vercelli e Club Alpino Italiano sezione di Chivasso - sottosezione di Saluggia. L’obiettivo, oltre a quello naturalmente di trascorrere bei momenti in compagnia, è stato quello di far conoscere alcune realtà del nostro territorio che, sapientemente gestite e coordinate, non possono che avere risvolti positivi in termini culturali, di salute, negli ambiti di biodiversità, enogastronomia, turismo e quindi anche occupazione.

L’evento si è svolto nel pomeriggio nella campagna del comune di Livorno Ferraris e più precisamente presso le frazioni Colombara e Castell’Apertole con la partecipazione di 46 persone da parte di entrambe le sezioni CAI. Il programma del pomeriggio prevedeva di percorrere i sentieri storici dei Templari e della via Francigena. Prima della partenza sono intervenuti a salutare i partecipanti Daniela Coppo (AE, accompagnatore di escursionismo) della sezione CAI Vercelli, che ha ringraziato per l’ospitalità la sezione locale e i rappresentanti delle associazioni del territorio intervenute, davvero molto impegnate e radicate nelle loro tradizioni, Giovanna Cresto, reggente del CAI sottosezione di Saluggia, che ha ringraziato Daniela Coppo per l’iniziativa, Sergio e Luca Marchetti (AEC, accompagnatore di cicloescursionismo) iscritti al CAI sottosezione di Saluggia, che hanno spiegato come l’attività di alcuni volontari ha portato alla riscoperta e valorizzazione di tutta quella rete di strade di collegamento tra le cascine del territorio del comune di Livorno Ferraris con la creazione della “Stra dla Lola”, percorso ciclopedonale che abbraccia tutte le cascine e le frazioni del paese. Giuseppe Piatti, Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Livorno Ferraris, ha sottolineato come l’importanza della riscoperta di questi percorsi a livello locale è stato il primo passo per poter creare una dorsale di comunicazione tra l’anfiteatro morenico di Ivrea e la ciclovia lungo il fiume Po denominata VEN-TO poiché unisce Torino a Venezia. Il progetto è in corso di studio e fattibilità.

Il percorso di circa 8 km è stato il seguente: piazzale Colombara, casello ripartitore delle acque Magrelli, sentiero canale Magrelli, strada tra risaie, Castell' Apertole, centro tartarughe Emys, Cascina Mandria, canale Lamporasso, Colombara. A Castell' Apertole è stato interessante soffermarsi presso il centro inaugurato di recente e dedicato alla salvaguardia della tartaruga emys orbicularis tipica delle nostre zone, ma a rischio estinzione. Qui grazie al lavoro di Riccardo Cavalcante e ai suoi collaboratori sono state realizzate diverse vasche artificiali e un laghetto per ricreare l’ambiente della emys e seguirla durante gli stadi di crescita.  A Renzo Aimaro apicultore si deve invece il “totem”, struttura metallica vetrata a pianta ottagonale e protetta nella parte superiore da una rete, dove è esposta un’arnia didattica che consente di ammirare da vicino il sapiente lavoro delle api senza correre il rischio di punture in quanto esse arrivano all’alveare dall’alto. Queste strutture sono molto utilizzate nell’attività didattica con le scuole.

Si è proseguito a Castell'Apertole verso palazzo Chiablese, residenza di caccia dei Savoia, ora sede del Chicco d’Oro, una bella e funzionale spa, dove Marinella Bracco ha offerto al gruppo una buonissima tisana di sua ideazione accompagnata da uno spuntino; prima della ripartenza ha fatto notare l’orologio ad acqua, costituito dalla statua di una rana che ad ogni ora fa sgorgare dalla bocca zampilli d’acqua numerati come l’ora in corso. L’invenzione è da attribuire a Quintino Sella, pronipote e omonimo di quel Quintino Sella al quale si deve la fondazione del CAI (anche a Castell’Apertole c’è un po’ di CAI!). Il centro, di proprietà della famiglia Boggio Sella, comprende altri edifici, tra i quali la riseria, la piscina e il centro di equitazione.

Dopo questa piacevole sosta, il gruppo si è rimesso in cammino alla volta della cascina Mandria, quindi lungo il canale Lamporasso ha raggiunto la tenuta Torrone della Colombara dove era atteso da Mario Donato, guida e custode della memoria e del folclore di Livorno Ferraris.
Mario ha accompagnato i partecipanti nella visita dell’Ecomuseo del Territorio, allestito in alcuni locali della Tenuta, dove sono esposti cimeli e ricostruiti gli ambienti delle abitazioni della vita contadina tra il 1800 e il 1900; riuscendo a giostrarsi tra storia, aneddoti e tradizione locale ha mantenuto sempre alta l’attenzione del gruppo. Ultima tappa, molto interessante, è stato il dormitorio delle mondine, vere protagoniste del duro lavoro nelle risaie. Sul rientro, con le luci del tramonto che incendiavano le risaie, Mario ha illustrato le caratteristiche della riseria e della peculiarità del suo prodotto di qualità, il riso Acquerello, invecchiato da 1 a 7 anni e confezionato in lattine sotto vuoto, ormai famoso ed esportato in tutto il mondo. L’Ecomuseo è stato creato per volontà della famiglia Rondolino.

Per il gruppo di camminatori la giornata non poteva concludersi se non con una merenda sinoira all’Osteria dei Cacciatori e Pescatori, dove si sono consumati alcuni piatti tipici della cucina piemontese. Da precisare che il fabbricato dispone anche di un accogliente Ostello per i pellegrini della Via Francigena.

Si auspica che il piacevole e interessante pomeriggio trascorso insieme possa essere il primo di altri eventi simili per gli anni a venire, e che costituisca uno spunto per incentivare la conoscenza delle nostre terre, ricche di una storia che ormai pochi conoscono ma che non può non essere tramandata.

CAI Vercelli

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