CAIni in grotta con i “gemelli” spagnoli

Gli speleologi del CAI di Palermo e di Cefalù hanno partecipato alla terza tappa del gemellaggio Spagna-Italia svoltosi ad aprile a Santelices (Burgos).

Grotta Covanegra

11 maggio 2018 - Si è svolto a Santelices dal 27 al 29 aprile 2018 il terzo incontro SPIT (battezzato così dai partecipanti, con l’auspicio che diventi un appuntamento annuale). Una sigla che sta per “Spagna-Italia”. L’incontro ha coinvolto tre gruppi: il G.S. CAI (Gruppo Speleologico del CAI) di Palermo, l’A.S.R. (Associazione Speleologi Romani) di Roma ed il G.E.G. (Grupo de Espeleología de Geológicas) di Madrid.

Questo scambio culturale, che ha come filo conduttore la speleologia, è iniziato a Palermo ad aprile 2017, con visita alle grotte dell’area di Palermo e Trapani, ed ha avuto come seconda tappa Roma nel settembre del 2017, con visita alle grotte dei Monti Lepini.

In questo terzo incontro, gli speleologi del GEG, facente parte della Federación Madrileña de Espeleología dal 1982, hanno accompagnato una rappresentanza degli speleologi del GSCAI Palermo, del CAI di Cefalù e dell’Associazione Speleologi Romani in due grotte situate nella provincia di Burgos, nella comarca delle Merindades, nei pressi dell’enorme sistema carsico Ojo Guareña, il più grande della penisola iberica.

La prima delle due grotte visitate si chiama Covanegra. Questa cavità è una delle più interessanti del complesso carsico cui appartiene, per l’ampiezza delle sue gallerie, per l’abbondanza e la bellezza degli speleotemi, per il suo considerevole sviluppo e per lo spettacolare pozzo d'ingresso.
È molto bello l’accesso alla cavità, attraverso un pozzo scampanato di 31 metri di altezza e con un diametro all’imbocco di circa 10 m. Alla base del pozzo si trova la grande "Sala Niphargus" delle dimensioni di 120 x 40 metri. L'ampiezza della bocca d'ingresso consente il passaggio della luce solare; questo permette la vita di alcune specie, sia vegetali che animali, che formano un ecosistema fragile e unico.

La seconda grotta visitata è stata la Cueva del Paño. Alla cavità si accede attraverso una rampa molto pendente ed un successivo pozzo di 5 m. La grotta si sviluppa a Sud-Est e Nord-Ovest del pozzo. Il settore visitato è stato quello di Nord-Ovest, un’ampia galleria di circa 360 m a cui si accede tramite un laminatoio lungo alcuni metri. Questo settore ha una larghezza di circa 12 m ed un'altezza che raggiunge i 15m. È senza dubbio il più bello della cavità, grazie alla ricchezza di concrezioni presenti. Tra i blocchi alla base della galleria si aprono piccole voragini all’interno delle quali possono trovarsi resti ossei di animali.

Perfetta l’organizzazione del gruppo ospitante, come campo base per le escursioni è stato usato l’Albergue Camino Olvidado, gestito dal Grupo Espeleológico Merindades, un’antica stazione del treno usata oggi come ostello per speleologi.
Conclusa con grande soddisfazione l’esperienza speleologica, il gruppo è giunto a Madrid per una breve visita della città.

Grazie all’affiatamento che si è creato tra gli speleologi di SPIT, è già stato programmato un nuovo appuntamento per il 2019 in Sicilia.

Rosanna Sciortino, GSCAI Palermo
Lorenzo Pasqualini, GEG Madrid - ASR Roma

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