"Cammina Italia CAI 2019", il resoconto delle due tappe venete in Val Comelico

Organizzate dalla Sezione locale, hanno coinvolto una quarantina di escursionisti, compresi i ragazzi dell'Alpinismo giovanile. "Abbiamo potuto testare il lavoro svolto per il nuovo itinerario del S.I., con le opportune e azzeccate varianti".

Aduti e ragazzi con la bandiera del SI

19 settembre 2019 - SABATO 14 SETTEMBRE 2019
TAPPA B07 (Veneto) dal rifugio Rinfreddo (1887m) a malga Dignas (1686m)
Lunghezza 21 km, dislivello in salita 1220 m, in discesa 1400 m, partiti da malga Coltrondo alle ore 7.30 ed arrivati a malga Dignas alle ore 16.15 ca.

Con pullmini abbiamo raggiunto la malga Coltrondo, poi a piedi fino al vicino Rifugio Rinfreddo posto tappa.
Dal Rifugio Rinfreddo (1887m) {acqua} risalendo la carrareccia ex militare, segn. CAI 149, 173 e 148, raggiungiamo il punto più alto della tappa, la Sella del Col Quaternà (2379m), è questa una prima variante rispetto al S.I. originario. Interessante l’illustrazione storica della prima guerra 1915/18, da parte di Giorgio Osta, di trincee e dei fronti contrapposti, splendida visione della Cresta di Confine ad est, del Gruppo del Popera ad ovest. Chiara Osta sale alla croce del Col Quaternà (2503m), ove il 13 luglio 1987 è salito Papa Giovanni Paolo II percorrendo con passo sicuro da “mantanaro” il sentiero CAI segn.173-148. Questa appagante e meritevole digressione è possibile in una buona mezz’ora. Qui prima foto del gruppo con la bandiera Sentiero Italia Cai. Segue la discesa al vicino Passo Silvella (2329m). S’è potuto osservare le particolari caratteristiche geologiche, con arenarie e siltiti, le filladi di colore grigio scuro, gli sfasciumi di andesite, rocce derivanti da lava vulcanica solidificata.
Seguendo con l’occhio le imponenti rocce del Monte Cavallino, scendiamo lungo la carrareccia ex militare, segn. CAI 146, fino alla malga Silvella (1827m) {acqua}. Per stradina boschiva in quota, segn. CAI 161, arriviamo a malga Pian Formaggio (1802m) {acqua}, saluto accogliente del malgaro Aldo con la nipote. Da Pian Formaggio proseguiamo lungo il sentiero segn.161 che si inoltra nel bosco, superiamo dei ruscelli (gèu o gio), attraversiamo una zona di mirtilli e lamponi, e anche di… funghi porcini, qualcuno si lamenta del ritmo troppo elevato che non gli consente di raccoglierli. Dopo un’oretta incrociamo la strada ex militare che conduce al Passo di Cima Vallona, purtroppo venuto alle cronache per l’eccidio del 25 giugno 1967. In breve scendiamo alla volta di malga Melin (1673m), qui una foto di gruppo rigorosamente con la bandiera del S.I., prima che alcuni amici rientrino a valle. Giusto saperlo perché utile in caso di maltempo. Il percorso da malga Silvella a malga Melin, costituisce la seconda variante rispetto alla tappa originaria, che prevedeva la discesa lungo la strada di fondovalle fino a Pian dla Mola (1458m) e risaliva fino a malga Melin; il nuovo itinerario resta in quota ed in ambiente certamente più vario ed appagante.
Riprendendo il cammino da malga Melin (1673m), percorriamo il regolare tratturo segn. CAI 165 in direzione del Passo Palombino (2035m), al cospetto del Longerin e dei suoi Torrioni. Dal passo proseguiamo per circa venti minuti innalzandoci lungo il suggestivo sentiero della Cresta del Palombino, fino a raggiungere le nuove tabelle nel punto di inizio del sentiero segn.142a, appositamente riattato per mantenere in quota il Sentiero Italia. Questo sentiero, completato due settimane fa proprio per il “Cammina Italia CAI”, ha visto il coinvolgimento del Direttivo dell’Alpinismo Giovanile della Sezione Val Comelico, composto da dodici ragazzi/e che si sono distinti per passione ed impegno, chi con piccone, pala e rastrello, e chi con i pennelli. Il sentiero segue a mezza costa una vecchia traccia, che percorriamo fino alla sommità della costa della Spina, proseguiamo poi lungo il nuovo sentiero “delle farfalle”, che attraversa in quota ed in direzione nord la conca prativa del piccolo Palombino, fino ad incrociare il sentiero che scende dal M.Palombino (traversata Carnica). Da qui scendiamo lungo il sentiero della valle del Palombino, tra pendii prativi ed a tratti ghiaiosi, fino alla strada delle malghe, segn.170, ed in breve alla malga Dignas (1686m) agriturismo posto tappa.

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DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019
TAPPA B08 (Veneto) parziale, da malga Dignas (1686m) a Costa d’Antola (1332m)
Lunghezza 22 km, dislivello in salita 860 m, in discesa 1030 m, partiti però da bivio Ciadon (1450m), alle ore 7.45 ed arrivati a Costa d’Antola alle ore 16.50 ca.

Premessa: la tappa vera e propria arriva al Rifugio Calvi. Allo scopo di consentire a tutti il rientro in Val Visdende, in questo Cammina Italia Cai, arrivati a malga Chivion abbiamo previsto la discesa fino a Costa d’Antola. Vi assicuro che già così la tappa era più che sufficiente, oltreché appagante.

Partiti da bivio Ciadon (1450m), lungo la strada delle malghe, segn.170, in ca. 45 minuti abbiamo raggiunto l’agriturismo malga Dignas posto tappa. Da qui la partenza della tappa “ufficiale”. Percorriamo la “strada delle malghe” (coincide con il Sentiero Italia Cai), fino al bivio per Forcella Dignas, proseguendo a destra fino alla sovrastante malga Campobon (1940m). Da qui la strada percorre in quota tutto il versante sud della cresta di confine tra la Val Visdende e l’Ost Tirol Austriaco. Si attraversano dapprima la malga Cècido (2014m) {acqua}, con vista sul m.Cècido e l’omonima forcella. Proseguiamo lungo la panoramica stradina attraversando la zona di Pian Marcé, nome che richiama il mercato che in passato avveniva tra le genti del Comelico ed i vicini dell’Ost Tirol, fino alla malga Manzon (1890m), da qui e da tutta la strada delle malghe, godiamo di una splendida vista su tutta la Val Vidende, con il M.Curié, il Longerin e Schiaron, ed il gruppo del Monte Rinaldo. Da malga Manzon si attraversa la profonda e suggestiva Val Carnia (val Ciarnia), risalita dal sentiero segn.CAI 128 che prosegue fino alla Forcella Val Carnia, sulla Cresta di confine con l’Ost Tirol Austriaco, percorsa dal sentiero 172-403 conosciuto come “Traversata Carnica”. Dopo un’altra mezz’ora raggiungiamo la malga Chiastelin (1968m) {acqua}. Tutto l’itinerario offre un panorama costante della Val Visdende, però da malga Chiastelin (col Ciastlin) è imperdibile la stupenda vista di quella massa rocciosa, compatta e poderosa del Monte Peralba (2694m) dal cui versante nasce il Piave, fiume Sacro alla Patria.
Dopo il pranzo al sacco, simpatico e amichevole convivio, i ragazzi si sono dati da fare per approntare i palloncini tricolori a cui abbiamo affidato un messaggio di pace e amicizia dal Sentiero Italia, chissà se qualcuno lo raccoglierà… è necessario proseguire lungo il suggestivo sentiero (qui finisce la strada delle malghe intesa come strada) che porta alla successiva malga Antola (1872m) {acqua}.
Da malga Antola riprendiamo la strada delle malghe che porta a malga Chivion (1745m) {acqua} e da qui scendiamo lungo la strada boschiva fino a Costa d’Antola, Questo tratto finale è uno di quelli più colpiti dall’uragano dello scorso 29 ottobre, ormai conosciuto con il nome di “Vaia”. Ci si è resi conto della distruzione pressoché totale di un’ampia fascia di bosco, che ha comportato la modifica del paesaggio nella incantevole drammaticità, un bosco certificato e pregiato, di prevalente abete rosso, con un’alta percentuale di abeti di risonanza. Poi i lavori di recupero ed esbosco degli alberi schiantati a terra.
La tappa completa del Sentiero Italia da malga Chivion risale la suggestiva e selvaggia valle dell’Oregone fino al Passo omonimo (2280m), segn.134, da qui in breve al Passo del Castello ed al sottostante Passo Sesis, per scendere fino al Rifugio Calvi (2164m) posto tappa.
A Costa d’Antola, abbiamo concluso l’escursione con un provvidenziale ed amichevole momento conviviale.

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Aggiungo che sono state due giornate (organizzate dal CAI Val Comelico) con tempo splendido, in buona compagnia insieme ad alcuni amici di altre Sezioni e ai ragazzi dell'Alpinismo giovanile, una quarantina i partecipanti.
Abbiamo potuto testare il lavoro svolto per il nuovo itinerario del S.I., con le opportune e azzeccate varianti rispetto al tracciato originario, percorribile da parte di tutti e ben segnalato. La lunghezza della tappe richiede però un certo allenamento. Auspichiamo che anche nei prossimi anni ci siano nuove occasioni escursionistiche sul S.I. e per ciò il Cai Val Comelico si renderà sempre disponibile. Domenica hanno partecipato anche il componente del CDC Umberto Andretta in rappresentanza del Presidente Generale, Francesco Carrer in rappresentanza del CAI Gr.Veneto e i membri del CC Emilio Bertan e Alleris Pizzut.

Gianluigi Topran
Presidente CAI Val Comelico

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