Camminare insieme per condividere una passione

89 Soci hanno percorso, in occasione della 6a edizione di "In cammino nei Parchi", la Riserva Monte Genzana/Alto Gizio: un territorio dolce, dove la vita scorre lenta. Hanno organizzato le Sezioni di Lanciano, Ortona, Pescara e Vasto.

Il gruppone dei partecipanti

15 maggio 2018 - Domenica 13 maggio 2018, una data importante, un riferimento per tutti nella programmazione dei programmi Sezionali del Club Alpino Italiano. Una nuova edizione, la 6^, di "In cammino nei Parchi", che si fonde con la 18^ Giornata Nazionale dei Sentieri del CAI.

Un evento fortemente voluto e sostenuto dal CAI Abruzzo, dal suo Presidente Gaetano Falcone, e adottato dalla quasi totalità delle Sezioni abruzzesi che, collaborando tra di loro, hanno dato vita a varie iniziative escursionistiche sulle Montagne della nostra regione.

Già nel 2017 le Sezioni di Ortona, Pescara e Vasto, sulla scia del successo di partecipazione registrato nell’edizione del 2016, la Traversata della Majella da Fonte Tettone a Caramanico, avevano programmato la percorrenza da est ad ovest della Riserva Monte Genzana/Alto Gizio, ma il tempo inclemente non ha consentito nemmeno la partenza. Acqua a catinelle e rientro a casa con il rammarico di non aver potuto nemmeno calzare gli scarponi però con l’intento e la promessa di riproposizione per l’edizione 2018.

E così è stato. Tre pullman partono presto la mattina di domenica 13 maggio 2018 da tre diverse località: Vasto, Lanciano e Pescara, carichi di Soci e amici iscritti alle Sezioni di Lanciano, Ortona, Pescara e Vasto a cui si aggiungono appartenenti alle Sezioni di Campobasso e Popoli.

Tutti e 89, un bel numero, ci incontriamo all’imbocco di Valle Gentile, in territorio di Rocca Pia (AQ) animati da un unico desiderio: quello di camminare insieme. Dopo i saluti di rito e le raccomandazioni da parte degli Accompagnatori, uno dietro l’altro, in rigorosa fila indiana anche perché il sentiero è stretto, ha inizio la nostra escursione. Ci siamo muniti di ricetrasmittenti che ci consentono di gestire al meglio il passo tra la testa e la coda di questo lungo serpentone che si perde tra le pieghe e le curve della faggeta. La pendenza della salita si fa sentire ma non fa diminuire il chiacchiericcio che si instaura tra amici e conoscenze del momento. Storie che si sovrappongono, esperienze che vengono raccontate, ricette culinarie, progetti da condividere, età disparate, giovani e meno giovani ma, ognuno di noi motivato dalla stessa passione. Tra noi anche alcuni ASE che partecipano al 6° Corso per AE indetto dal CAI Abruzzo e che fin dalla partenza si mettono a disposizione collaborando, aiutando, gestendo, diventando subito punti di riferimento per chi ha bisogno di aiuto, spiegazioni e informazioni.
Il loro contributo si rivelerà a fine giornata di grande aiuto.

Alcune soste consentono a tutti di riprendere fiato e di sostenersi con qualcosa da sgranocchiare. Il clima della faggeta è abbastanza umido e non vediamo l’ora di uscire allo scoperto, al sole. Una radura si apre davanti a noi e siamo al piccolo Rifugio del Pelosello a quota 1674. Un bel dislivello, quasi 500 metri, superato in circa 90 minuti che ci induce ad una sosta più lunga e allora dai con panini e energetici ma, anche con un insperato caffè ancora caldo dell’amico che ti invita ad accettare e molto volentieri. Ci siamo fermati già troppo e arriva anche il momento di riprendere a salire. Il cammino è lungo e siamo appena all’inizio.

Ancora per un buon tratto tra faggeta e radure e fino ad uscire allo scoperto sui prati che annunciano l’avvicinarsi del Pianoro denominato “I Piselli”. Cavalli, muli, somari, asini e bardotti allo stato brado fanno da cornice al nostro passaggio accettando anche qualche amichevole e benevola carezza. Alcuni si fanno anche intraprendenti annusando i nostri zaini.

Man mano che saliamo scopriamo nuovi orizzonti, nuovi spazi infiniti. A 360 gradi possiamo osservare una infinità di cime e catene montuose che si perdono a vista d’occhio. Dalla catena di Montagna Grande ad ovest tra cui svettano l’Argatone e la Terratta che dominano la Valle del Sagittario, a Serra Sparvera e Toppe Vurgo a sud e dietro ancora la Serra di Chiarano con il Monte Greco. Basta girarsi ad est per riconoscere la inconfondibile sagoma del Morrone sovrastata dalla catena della Majella con il Monte Amaro che domina, laggiù, lontano, ben protetto oggi da una bianchissima lunga nuvolaglia. Ma finiamo la carrellata a nord con le prime propaggini del Genzana che sta lì, dietro l’anticima, ma non si lascia vedere.
Siamo presi, io perlomeno si, da tanta bellezza e immensa grandezza. Ci vuole una bella foto di gruppo, e che gruppo, da fissare e ricordare nel tempo.

Pronti? Tutti in posa per farsi ritrarre su questo verde pianoro a 1850 metri di quota e poi ripartire in direzione nord verso l’Ovile Genzana.
Ci teniamo in contatto con le radio e decidiamo che all’ovile il gruppo si dividerà tra quelli che restano e quelli che proseguiranno per raggiungere la Vetta del Genzana.
E così è stato.

Li vediamo proseguire lungo la carrareccia che porta al Passo Genzana. Sono andati in tanti. Questa è un’occasione ottima per raggiungere il Balcone d’Abruzzo, così è chiamato il Monte Genzana, anche se oggi la giornata un po' coperta limiterà la visione di un panorama sconfinato; però con un po' di immaginazione si potrà vedere oltre le nuvole.

Rimaniamo una ventina all’Ovile Genzana ed è ora di mangiare qualcosa di più sostanzioso e fare una sosta prolungata. Alle 13,00 riprendiamo il cammino e iniziamo con calma, lentamente raggiungendo Fonte Genzana, godendoci le fioriture di orchidee e narcisi, accarezzando piano i dolci declivi prativi di Serra Leardi, incontrando mandrie di cavalli e mucche.

Seguiamo tracce di sentieri scavati dagli animali e dall’uomo e fino ad addentrarci nella rada abetaia. Tra alberi e prati ci affacciamo finalmente sul borgo di Scanno e sul suo Lago che vediamo disteso luccicante sotto di noi.
Che spettacolo!
Intanto il gruppo del Genzana è già in movimento e scende verso Monte Rognone e poi proseguire fino a raggiungere Frattura Vecchia e da qui Frattura Nuova.
Noi, guadagnata la carrareccia, scendiamo verso valle e, prima di raggiungere Frattura ci fermiamo a dissetarci a Fonte Malvascione.

Alle 16,30 tutti ci rincontriamo a Frattura assaporando assieme ed in allegra amicizia un fresco bicchiere di birra.
Abbiamo camminato insieme per conoscere un territorio dolce, con le sue alte praterie, dove la vita scorre lenta, dove le stagioni ancora si fondono tra nevai e prati in fiore, per tutelarlo, per conservarlo, per consegnarlo alle generazioni future come i nostri padri hanno fatto con noi.
Abbiamo unito le nostre vite anche solo per poche ore e ci siamo sentiti protagonisti del racconto della natura. Insieme. Non importa il tempo che abbiamo impiegato e nemmeno i dislivelli superati.
Quello che ci importa è aver vissuto intensamente un altro giorno della nostra esistenza.

Hanno accompagnato: Giuseppe Celenza AE, Massimo Prisciandaro ANE, Elvio Verna AE, Alessandro Galli AE, Francesco Sulpizio AE e con la collaborazione degli ASE: Maria Grazia Baldacci, Annunziata Martone, Gianluca Iurisci, Andrea Lattanzio,  Antonio Santini, Pierluigi Valerio.  
Grazie ai Presidenti delle Sezioni partecipanti: Catia Manfrè, Elvio Verna, Luigi Civitarese.
Grazie, infine a tutti i partecipanti, da Alfonso a Marianna, da Mario a Patrizia per citarne solo qualcuno degli 89.
E se ho dimenticato qualcuno, non me ne voglia; eravamo tanti.

Francesco Sulpizio
Vice Presidente CAI Abruzzo

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