"C'era una volta la montagna": corso didattico formativo al CAI Mirano

I sei incontri, in programma a febbraio e marzo 2018, intendono far comprendere quanto sia indispensabile recuperare e sviluppare in chiave sostenibile la montagna.

L'immagine del volantino

17 gennaio 2018 - La Commissione Culturale del CAI Mirano vuole richiamare l’attenzione dei propri soci, delle istituzioni e dei cittadini verso personaggi, strutture, situazioni ed emergenze ambientali dimenticate, desuete, trascurate o che stanno scomparendo e di cui dovremmo riappropriarci perché sono testimonianze e importanti della nostra cultura.

La montagna ci aggrega, ci entusiasma, ci coinvolge in una passione che avvolge i nostri sensi, un sentimento che dovrà portarci a comprendere le problematiche ambientali, la storia, le tradizioni e il difficile presidio di chi lavora e risiede in montagna per amarla e difenderla con la nostra intelligenza e il nostro cuore.

Cosa rimane della montagna di una volta? “Rimane ben poco della civiltà tradizionale di un tempo, ma ad essere quasi scomparsa è soprattutto la visione del montanaro. Quando noi guardiamo una valle o un bosco, siamo convinti che sia opera della natura, in realtà quell’ambiente che ci appare tanto naturale, è stato modellato dall’uomo fino alla base dei ghiaioni o dei ghiacciai. È stato un lavoro ben fatto, in simbiosi con la natura, ecco perché ci appare così naturale. La società dei montanari era una società autosufficiente, che sapeva leggere nel terreno le tracce
utili nella vita quotidiana”.

La montagna. Quel territorio che da oltre centocinquanta anni il CAI si è impegnato a proteggere e tutelare. “Negli anni di Quintino Sella, lo statuto del CAI promuoveva la conoscenza e la salvaguardia dell’ambiente montano. Con gli anni ottanta del Novecento si perde completamente questa visione, e la montagna diviene terreno di una frequentazione mordi e fuggi. Diventa lo sfondo su cui compiere le grandi imprese”.

Ma la montagna è anche il luogo in cui si sale verso l’alto, verso l’ultimo luogo raggiungibile con le proprie forze: le vette. Un alpinismo che è cambiato e oggi in molti casi è diventato semplicemente attività sportiva. L’ambiente montano è diventato il parco giochi della metropoli in cui si va, si fa e si torna a casa. Oggi si è diffusa l’idea che tutto sia facile e disponibile e la domenica, unico giorno libero, ecco che folle di utenti si riversano in un territorio delicatissimo e che ha bisogno di leggerezza, non di sovraccarichi, ha bisogno di chi lo sappia amare perché lo conosce e ne riconosce una valenza unica ed irripetibile. Nelle sue peculiarità e nelle sue straordinarie
ricchezze, necessarie per la vita di tutti, sia di pianura che di colle.

Il nostro percorso di approfondimento orienta a comprendere quanto sia indispensabile recuperare e sviluppare in chiave sostenibile la montagna. Il problema attuale della montagna non è infatti averla dimenticata, ma è non essere più al centro del mondo, com’erano le Alpi un po’ di secoli fa, citando Annibale Salsa in uno dei suoi lavori sull’identità alpina.

I sei incontri si terranno in febbraio e marzo a Mirano, presso la sala conferenze Villa Errera, con inizio sempre alle ore 20.45.

Programma e modalità di iscrizione nel volanrtino scaricabile qui sotto.

CAI Mirano

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