Ci ha lasciato Bianca Di Beaco, prima donna a superare il VI grado da capocordata

Prima donna a entrare nel Club alpino accademico italiano (insieme alla Metzeltin), negli anni '50 era considerata una delle più forti alpiniste al mondo. Sarà dedicato a lei il primo libro della nuova collana "Personaggi" del #CAI.

Bianca Di Beaco nel 2014

6 febbraio 2018 - Il 2 febbraio scorso ci ha lasciato Bianca Di Beaco, alpinista triestina, prima donna a superare il VI grado da capocordata in Dolomiti e prima donna, insieme a Silvia Metzeltin, a entrare nel Club alpino accademico italiano, nel 1978.

Considerata una delle più forti alpiniste del mondo negli anni Cinquanta, ha aperto numerose vie, anche in Europa, Asia e America, affrontando i viaggi con pochi mezzi e tanta voglia di avventura e di conoscenza delle altre culture.

Chi la conosceva ricorda il suo spirito libero e la sua grande sensibilità verso gli ultimi, i piccoli della vita quotidiana. Si è operata molto per diffondere i valori della montagna, sostenendo progetti di cultura e solidarietà. 

Faceva parte infine del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna. Assieme a Spiro Dalla Porta Xidias ha pubblicato il libro «Sui monti della Grecia immortale». Per molti anni ha scritto per «il Piccolo» di Trieste.

A Bianca di Beaco sarà dedicato il primo libro della nuova collana "Personaggi" del CAI, intitolato "Non sono un'alpinista". Attualmente è in fase di risistemazione da parte del curatore Gianni Magistris e uscirà a maggio, in concomitanza con l'inaugurazione di una mostra a Trieste dedicata a Buscaini.

Si tratta di un'autobiografia, scritta da Bianca in questi mesi e che uscirà postuma: sarà il primo libro pubblicato post mortem a lei dedicato.

Red

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