Ci ha lasciato Gabriele Bianchi

Presidente generale CAI dal 1998 al 2004, è stato nominato l’anno scorso Socio onorario. Torti: “le cariche ricoperte e l'esempio di coraggio di questi ultimi anni rendono ancor più grave la nostra perdita”.

Gabriele Bianchi all'ultima Ad del Cai

23 gennaio 2020 - “La sua dedizione al Cai nell'arco di un'intera vita, le cariche ricoperte fino alla presidenza generale e l'esempio di coraggio di questi ultimi anni, in cui la malattia ne aveva, semmai, rafforzato ulteriormente l'entusiasmo, rendono ancor più grave la nostra perdita”. Queste le parole del Presidente generale Vincenzo Torti alla notizia della scomparsa di Gabriele Bianchi, venuto a mancare oggi all’affetto dei suoi cari e di tutto il Club alpino italiano.
Anche il Direttore di Montagne360 Luca Calzolari si stringe alla sua famiglia, insieme a tutta la redazione.

Bianchi era stato nominato Socio onorario del Sodalizio in occasione dell’ultima Assemblea dei Delegati di Milano. Alla platea Luca Frezzini, per presentarlo, aveva letto queste parole: “Gabriele ha dimostrato cosa significa essere al servizio del sodalizio, ha dimostrato che non si devono inseguire ambizioni personali nell’ambito del Cai, ma essere sempre partecipi alla vita dell’associazione, ha dimostrato cosa significa credere nel senso di appartenenza, credere nei valori e negli ideali che contraddistinguono il Cai, ovvero spirito di solidarietà, attenzione e rispetto verso l’uomo, libera e consapevole frequentazione della montagna, tutela dell’ambiente naturale”.

Socio della Sezione di Bovisio Masciago dal 1950 (è stato iscritto quando non aveva ancora un anno) è stato Presidente generale del Sodalizio dal 1998 al 2004 e Vicepresidente dal 1991 al 1997, oltre ad aver ricoperto altri incarichi, a livello nazionale, regionale e sezionale.

“Durante i suoi mandati venne approvato l’attuale Statuto del Cai, in attuazione della Legge Bassanini sul decentramento delle funzioni dallo stato alle regioni; non fu un percorso facile, ma grazie all’attenzione, alla costanza e alla determinazione di Gabriele si giunse al completamento del procedimento, evitando un commissariamento dagli esiti incerti  degli organi del sodalizio”, leggiamo sempre nel testo di Frezzini. “Si avviò, grazie all’iniziativa e alle idee di Gabriele, il progetto Università della montagna che, seppure poi modificato e rivisto nel corso degli anni, aveva fissato alcuni principi fondamentali rispetto all’attività dei nostri organi tecnici”.

Corista dal 1972 al 1985, Gabriele presiedeva dal 2015, con impegno e passione, il Centro nazionale coralità del Club alpino.

I funerali si terranno sabato 25 gennaio alle 15 nella Parrocchia San Pancrazio a Bovisio Masciago (Piazza S. Anselmo IV).

Red

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