Ciao Emilio: il Cai Alto Appennino Bolognese dedica un sentiero e una scultura a un caro amico e socio scomparso prematuramente

Si tratta del sentiero 197 dell’Arsicciola, anello che parte da Granaglione (BO), "si inerpica in alto fino a mostrare un panorama davvero suggestivo, si congiunge con il sentiero 133 poi scende per tornare da dove era partito".

Il cippo per Emilio

17 giugno 2019 - “Il masso è dei nostri monti, di quei massi che si trovano nei pressi del santuario di Calvigi e il disegno rappresenta ciò che era Emilio e il suo impegno per queste montagne: l’albero con il segnavia del Cai, cui lui si dedicava con tanta passione, le staccionate tipiche di quassù, una genziana  blu, fiore dei nostri boschi, e una farfalla a simboleggiare il suo ultimo volo. Posati sul bordo del cippo, due uccellini scolpiti a ricordare che Emilio era un uomo di pace. Perché è proprio questo che di lui porterò sempre con me: la sua capacità di mettere pace fra le persone”.

Attilio Nanni, scultore e socio Cai, ricorda così l’amico Emilio Gadaleta, in memoria del quale ha scolpito il cippo posto all’inizio del sentiero 197 dell’Arsicciola, sentiero che il CAI Alto Appennino Bolognese di Porretta Terme ha voluto dedicare all’amico prematuramente scomparso.

“E’ un sentiero ad anello molto bello che parte da un punto vicino al campo sportivo di Granaglione, si inerpica in alto fino a mostrare un panorama davvero suggestivo, si congiunge con il sentiero 133 poi scende per tornare da dove era  partito – spiega Sergio Ferroni, socio Cai Porretta e amico di Emilio – La decisione di dedicargli un sentiero è nata da un gruppo di soci che avevano avuto modo di conoscerlo bene e di apprezzare il suo impegno per la manutenzione e la fruizione dei sentieri ed è stata accolta di buon  grado dalla sezione Cai e dal suo presidente Renzo Torri, anch’egli suo grande amico”.

“Anche Emilio come me che sono ligure – ricorda Ferroni - veniva dal mare, dalla Puglia, ma ha amato così tanto queste montagne da volersi trasferire qui e da voler dedicare loro tempo, lavoro e passione”.
Emilio Gadaleta, dopo una vita di lavoro a Bologna, si era traferito in Appennino a Granaglione (oggi Alto Reno Terme) e si era subito dato da fare per ripulire i sentieri, rinnovare la segnaletica del Cai (in tanti lo ricordano partire da casa al mattino con il pennelli e i barattoli del rosso e del bianco e con il “maraccio”, grossa roncola per liberare il sentiero da rami e sterpaglie) e soprattutto per inserirsi in una comunità non così facile perché, come ammette Attilio Nanni, “noi montanari tendiamo ad essere un po’ diffidenti con le persone che non conosciamo ma lui col suo carattere gentile e laborioso si era inserito benissimo ed era apprezzato da tutti. Ci manca molto”.

Il sentiero dell’Arsicciola deve il suo nome alla conformazione del tratto centrale caratterizzato da calastrino, terreno asciutto e sassoso di  pietra “arsa” (in dialetto arsicc’la): abbandonato per decenni e successivamente riportato a nuova vita per volontà e grazie all’impegno di un gruppo di volonterosi e infaticabili lavoratori, primi fra tutti Roberto Nanni insieme ad Attilio Nanni, Emilio Gadaleta e Stefano Menegozzi, è stato riaperto e inaugurato nel marzo 2016. Oggi è un sentiero molto apprezzato per via delle diverse caratteristiche che presenta, un sentiero sassoso a zigzag in parte a scalini in parte a raso, che si immerge poi nel bosco fino ad arrivare ad uno slargo che si para su una vista del paese sottostante, e poi ancora più in alto, altre visuali ed altri bellissimi panorami.

Sabato 15 giugno si è tenuta la cerimonia con la posa del cippo e della targa commemorativa in memoria di Emilio alla presenza dei suoi amici e delle tante persone che lo hanno conosciuto e stimato. Ora chiunque percorrerà quel sentiero e vedrà quel cippo non potrà non rivolgergli un saluto. Ciao Emilio.

Patrizia Calzolari

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