Ciclo escursione nella riserva naturale di Pantalica e valle dell’Anapo per l'Alpinismo giovanile CAI Acireale e i ragazzi dell'alternanza scuola lavoro

I venti ragazzi hanno percorso il tracciato della vecchia ferrovia Siracusa-Vizzini che, attraverso ponti e gallerie, costeggia per 15 km il fiume Anapo, in un canyon ricco di una rigogliosa vegetazione con laghetti e cascatelle.

I giovani protagonisti sulle mtb

22 maggio 2019 - L’alpinismo giovanile della sezione di Acireale del Club Alpino Italiano, nell’ambito del IX corso di introduzione alla montagna 2019, domenica 19 maggio ha svolto una ciclo escursione nella riserva naturale di Pantalica e valle dell’Anapo.

Gli aquilotti e gli studenti dell’alternanza scuola lavoro delle sezioni 3 B,3 BS,3 CS,3 ALS del liceo scientifico statale Archimede di Acireale, con la tutor professoressa Felicia Cutolo, sono stati guidati dagli accompagnatori di alpinismo giovanile Nello Russo, Salvo Spina, Rosario Arcidiacono e Antonino Cucuccio.

L’uscita ha avuto un interesse geomorfologico, paesaggistico, storico-archeologico, etnoantropologico e naturalistico.
Gli accompagnatori con i venti ragazzi partecipanti hanno percorso un antico tracciato dismesso della vecchia ferrovia Siracusa-Vizzini che attraverso ponti e gallerie, costeggia per ben 15 chilometri il fiume Anapo in uno spettacolare canyon ricco di una rigogliosa vegetazione con laghetti e cascatelle.

Il fiume Anapo, il cui nome di origine greca significa “ invisibile”, è il principale dei numerosi corsi d’acqua perenni dei monti Iblei e, per lunghezza, uno dei maggiori della Sicilia. Nasce dal monte Lauro e, scorrendo verso oriente, sfocia nel porto grande di Siracusa, uno dei suoi affluenti è il torrente Calcinara “Cavagrande”.
In questa zona insiste il più imponente degli insediamenti preistorici, poi paleocristiani, della valle: la necropoli di Pantalica, con il suo straordinario alveare costituito da migliaia di tombe distribuite lungo la parete.

I ragazzi, secondo il progetto educativo del CAI, sono stati i protagonisti della giornata: hanno ritrovato un luogo naturale dove riscoprire il tempo di “sgambettare” in mountain bike, osservare, sentirsi liberi e riappropriarsi della gioia del gioco e della scoperta. Per “imparare facendo” e imparare divertendosi in sicurezza. Hanno apprezzato il gusto della conquista fatta di sacrificio, di gioia e di amicizia. Infine hanno compreso l’importanza della condivisione, del rispetto di se stessi e degli altri, il rispetto per l’ambiente naturale attraverso la conoscenza e la comprensione dell’ecosistema della riserva visitata.

Antonino Cucuccio

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