CineMontagna 2019 con le sottosezioni reggiane di Cavriago e Val D'Enza

Due proiezioni a ingresso libro a Cavriago: il 9 maggio 2019 "Fino alla fine dell'Everest" e il 23 maggio "Mountain".

La locandina della rassegna

24 aprile 2019 - Ritorna a Cavriago la rassegna CineMontagna, dedicata ai film di alpinismo ed esplorazione. La rassegna, che ogni anno raccoglie grande successo di pubblico, è organizzata dalle Sottosezioni Cai "Cani Sciolti" di Cavriago e dal Cai Val d'Enza-Geb, con il patrocinio del Comune di Cavriago e della Multisala Novecento. Sede di CineMontagna 2019 sarà la Multisala Novecento (Sala Rossa) di Cavriago in via del Cristo 5. In programma due serate: il 9 maggio, alle 21:15, con il film "Fino alla fine dell'Everest", il 23 maggio, sempre alle 21:15, con "Mountain". L'ingresso alle proiezioni è libero.

Il documentario "Fino alla fine dell'Everest", regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia, riprese di Davide Chiesa, racconta dell'arrivo in vetta alla montagna più alta della terra di Davide Chiesa stesso, a coronamento di una spedizione caratterizzata da momenti di gioia ma anche paura e nostalgia (soprattutto della figlia alla quale Chiesa dedica l'impresa). Davide Chiesa, grande appassionato di video e fotografia, è alpinista dal 1991 e ha all'attivo 350 salite in quota e su ghiaccio. Il suo documentario è bello, sincero, emozionante e a tratti commovente (con una voce narrante che tiene, dall'inizio alla fine, il pubblico incollato allo schermo). Una testimonianza senza veli in cui il protagonista si mette a nudo per raccontare la spedizione che per molti alpinisti significa il coronamento di un sogno. Il film coglie inoltre i momenti semplici e poetici della vita di un popolo, quello himalayano, così lontano dal mondo occidentale. Alla proiezione del film sarà presente l'autore.

"Mountain", regia di Jennifer Peedom, con Willem Dafoe, è un film documentario australiano del 2017 uscito nelle sale cinematografiche italiane nel dicembre del 2018. Racconta le scalate delle montagne più impervie, le imprese impossibili di climbers e altri acrobati su vette remote. Ma non lesina di suggerire anche gli aspetti controversi delle pratiche alpinistiche più estreme. Fino a tre secoli fa, le montagne erano luoghi di pericolo, non di bellezza. Quando a metà del XX secolo l'Everest è stato conquistato, l'alpinismo diventò ricerca della perfezione e le montagne avversari da sconfiggere. Oggi, quando milioni di persone sono incantate dalla loro magia, le montagne diventano teatri di svago. Ma le montagne sono molto di più di una distrazione o di un nemico da battere, sono luoghi dove poter riconoscere i propri limiti.

CAI Reggio Emilia

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