Cinque giorni intensi sul Catinaccio per l'Alpinismo giovanile delle Sezioni CAI di Novi Ligure e Bolzaneto

Lo scorso agosto i ragazzi e gli Accompagnatori liguri hanno effettuato il giro del Catinaccio con "momenti di divertimento e condivisione che solo la vita in rifugio può regalare, immersi in panorami mozzafiato".

Ragazzi e Accompagnatori in progressione

11 settembre 2019 - L'Alpinismo Giovanile del CAI Novi Ligure anche ad agosto non si è fermato, anzi, approfittando della bella stagione, alcuni accompagnatori e ragazzi, si sono uniti al gruppo di Genova Bolzaneto per intraprendere un trekking tanto avvincente quanto impegnativo: il giro del gruppo del Catinaccio (nelle splendide Dolomiti) in cinque giorni.

Il Catinaccio è situato tra la Val di Tires in Alto Adige e la Val di Fassa nel Trentino. Il nome “Catinaccio” è nato dalla parola ladina “ciadinàc”, che significa conca di montagna. Ancora oggi i ladini, soprattutto i valligiani di Fassa chiamano la “loro” montagna così.
Il nome tedesco “Rosengarten” invece significa “giardino di rose” e deriva dalla saga altoatesina di Re Laurino. La vetta più alta del Gruppo del Catinaccio, Rosengarten in tedesco, è, con ben 3002m di altitudine, il Catinaccio d’Antermoia, il quale è raggiungibile tramite una via ferrata. La prima ascensione di questa vetta risale al 1873 dagli inglesi pionieri dell’alpinismo C. Comyn Tucker e T.H. Carson. Tuttavia, la vetta centrale è invece la più bassa Cima Catinaccio (2981 m).

Giunti a Pera di Fassa (in provincia di Bolzano) e saliti a Pian Pecei (1806 m) in funivia ci siamo diretti con una facile escursione al Rifugio Vajolet dove hanno trascorso la prima notte.
Decisamente più impegnativo il secondo giorno:  subito in salita verso il Passo del Principe (2601 m) per poi attaccare la bella ferrata Ovest del Catinaccio di Antermoia (citata in precedenza) che porta in vetta alla cima da cui prende il nome. Dislivello in salita di 759 m  coperto dai ragazzi in meno di tre ore. Di qui, dopo avere percorso un tratto in
cresta breve ma decisamente molto esposto, abbiamo ridisceso la ferrata Est fino a raggiungere, in un vallone dall'aspetto lunare con un meraviglioso lago, il Rifugio Antermoia per trascorrere la seconda notte.

Terzo giorno incentrato su una bella escursione con partenza dal Rifugio Antermoia, passando dal Passo di Dona (2516 m) e proseguendo in discesa prima e risalendo poi fino al Passo Ciarègole (2282 m). Da li verso il
Passo Duran (2204 m) da cui parte il sentiero che porta al Rifugio Alpe di Tires. Avendo percorso l'intera tratta in meno tempo del previsto, dopo una breve sosta, alleggeriti gli zaini, ci siamo diretti alla vetta della Cima di Terrarossa (2.656 m) facendo una veloce sgroppata e rientrando al rifugio in meno di due ore, in tempo per la cena (dopo una doverosa doccia!!!) ed il pernottamento per trascorrere la terza notte di trekking.

Quarto giorno dedicato ad un'escursione attraverso ambienti molto diversi tra loro ma tutti di incomparabile bellezza. Partiti lungo il sentiero che circumnaviga la Cima del Principe in senso antiorario, siamo giunti al bivio da cui, con un sentiero attrezzato splendido e molto ripido siamo scesi nel tracciato detto "Buco dell’Orso" fino alla Valletta Ciamin (1.890 m), e da li risaliti fino al Rifugio Bergamo (2134 m), posto in meravigliosa posizione in un vallone che sembra uscito direttamente da un racconto di Tolkien. Veloce sosta in compagnia del simpaticissimo rifugista e via, sul sentiero che ci ha riportato al Passo del Principe (2601 m). Di qui in breve siamo ridiscesi al Rifugio Vajolet (2243 m) per la nostra ultima notte sul Catinaccio. Anche in questa occasione i ragazzi sono stati esemplari e sicuri, su sentieri mai banali e con dislivelli importanti che, tra salite e discese hanno superato i 1.500 metri percorsi in giornata.

Ultimo giorno programma nuovamente impegnativo, si parte subito con un ripidissimo sentiero parzialmente attrezzato che conduce prima al Rifugio Re Alberto (2621 m) e poi al Rifugio Passo Santner (2734 m). Di qui abbiamo affrontato la via ferrata Passo Santner, terminata la quale si percorre il sentiero che arriva sopra il Rifugio Fronza (2339 m). Qui si imbocca un nuovo ripido sentiero che, scavalcando il passo delle Coronelle a 2.630 m, scende poi al Rifugio Catinaccio (1960 m) da dove siamo scesi a Pian Pecei per prendere le funivie che ci hanno riportato a Pera di Fassa.

Cinque giorni intensi, momenti di divertimento e condivisione che solo la vita in rifugio può regalare, panorami mozzafiato vissuti, per noi accompagnatori di Alpinismo Giovanile, in compagnia di ragazze e ragazzi
gioiosi ed evidentemente felici. Difficile pensare a qualcosa di più bello ed appagante.

Tutte le foto sulla pagina Facebook: Alpinismo Giovanile - C.A.I. Novi Ligure

Alessandro Gemme
Alpinismo giovanile CAI Novi Ligure

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