"Climbing for everybody": il CAI partecipa al progetto Erasmus +

Il Sodalizio partecipa con altre cinque federazioni alpinistiche europee al contenitore dei programmi di apprendimento e mobilità dell’UE. Il progetto prevede l'organizzazione della settimana della montagna, che sarà aperta a 15 partecipanti.

Il Club Alpino Italiano partecipa, con altre 5 federazioni europee, al progetto Erasmus +, che dà concretezza ad uno degli obiettivi pluriennali strategici, che considera prioritaria la nostra presenza in ambito internazionale, e il collegamento con le altre associazioni alpinistiche europee, obiettivo in parte realizzato nel 2013 a Trieste - con l’importante sottoscrizione del protocollo d’intesa con Spagna (FEDME), Portogallo (CNM), le federazioni appartenenti all’Unione delle associazioni balcaniche (BMU) e quella Macedone (FMSM) - mirato ad attivare iniziative prioritarie e strategiche nell’ambito delle politiche europee riguardanti la montagna.

Cos’è Erasmus +
Passato il 2004, anno Europeo dell’educazione attraverso lo sport, il Parlamento europeo nel 2007 ha superato la limitata visione dello sport come sola attività ludica e di svago, cogliendone e valorizzandone il suo potenziale di fattore di inclusione sociale, incoraggiandone e sostenendone la pratica in quanto “fenomeno sociale ed economico d’importanza crescente che contribuisce in modo significativo agli obiettivi strategici di solidarietà e prosperità dell’Unione Europea”.
In seguito, nel 2014 con l’avvio del Programma Erasmus+, l’Unione ha allargato i suoi ambiti di azione, inserendo, accanto all’istruzione, alla formazione e alla gioventù, anche lo sport.
Erasmus + è un grande contenitore di tutti i programmi di apprendimento e mobilità offerti dall’UE, tra cui oggi anche Climbing for everybody, che si prefigge di divulgare e far conoscere al pubblico generico le varie attività che hanno quale scenario le montagne, i loro valori, le tradizioni, le loro potenzialità e le loro positive ricadute, anche sulla salute e quindi indirettamente le Associazioni che se ne occupano, come il CAI.
Le fasi che compongono l’intero progetto sono diverse, e tra loro spicca quella finale, e di sintesi, che scriverà le strategie future, utili e necessarie a diffondere e valorizzare le attività delle federazioni alpinistiche, tenuto conto della essenziale premessa che “investire nell'istruzione e nella formazione è la chiave per sprigionare le potenzialità, indipendentemente dall'età o dal contesto da cui provengono i discenti”.

Il progetto utilizza il termine “sport”, non da tutti, e anche da chi scrive, ritenuto consono se riferito alle attività in montagna. Tuttavia il termine non deve spaventare, poiché le nostre attività, indubbiamente fisiche ma non solo, rientrano tutte in senso lato e a pieno titolo nel concetto di “sport”, inteso come pratica fisica che incide positivamente sul benessere psicofisico delle persone di tutte le età, che è educativa per tutti, con il suo bagaglio di valori, quali la lealtà, la solidarietà, l’accettazione della responsabilità per sé e per gli altri, che trova la sua massima espressione nella cordata alpinistica, e di ausilio al superamento delle barriere sociali.

Cogliendo le potenzialità di Erasmus +, la Federazione Alpinistica della Repubblica Ceca, (Czech Mountaineering Federation, fondata nel 1897) ha invitato il CAI e altri club a collaborare nel progetto, come detto denominato, con terminologia semplice e immediata, “Climbing for everybody”. Oltre alla promotrice e al CAI, la cordata prevede le associazioni della Slovacchia (Slovak Mountaineering Union James fondata nel 1921), della Slovenia (Planiska Zveza Slovenije 1893), dell’Ungheria (Magyar Tereme Szet Barat Szoveiseg, Fondatrice di UIAA nel 1932, attraverso la  Magiarian Mountaineerig and Sport Climbing Federation, istituita nel 2000) e della Croazia (Hrvatski Planinrski Savez – HPS fondata nel 1874), tutte già partecipanti all’UIAA, e tutte unite per promuovere le loro attività, aumentare la consapevolezza dei loro benefici sulla salute, promuovere le attività di volontariato, l’inclusone sociale e le pari opportunità.

La settimana della montagna
Cuore del progetto sarà la settimana della montagna, estiva - autunnale o invernale-primaverile (organizzata in tutti i paesi aderenti tranne l'Ungheria) alla quale parteciperanno 15 persone (le iscrizioni saranno aperte a tutti), di cui il trenta per cento donne e una persona con disabilità. La prima edizione si terrà nel 2016.
Oltre ad andare in montagna, in quei giorni si organizzeranno eventi e attività aperte a tutti (convegni, tavole rotonde, mostre, stage, spettacoli ecc.), utili per raccontarci e per raccontare, e quindi diffondere, al vasto pubblico, le nostre attività e peculiarità.
Non s’intende con questo presentare solo ed esclusivamente le attività sul campo, ma tutto quanto, poco noto ai più, sta sullo sfondo quindi, come detto i valori e il bagaglio di conoscenze, il grande lavoro che sta alla base delle uscite in ambiente, quali esse siano, come quello delle scuole e dei loro istruttori e accompagnatori, di tutti gli organi tecnici e del soccorso alpino. Le settimane saranno quindi un’occasione per parlare anche di ricerca e di tutela dell’ambiente nel quale pratichiamo le nostre attività, di cultura delle terre alte, di medicina, di cinema e molto altro ancora.

La diffusione
Al termine il progetto prevede che le varie esperienze, singole e collettive, dei partner siano elaborate e utilizzate per predisporre raccomandazioni e/o linee guida per analoghe future esperienze, a livello nazionale e internazionale, utili non solo ai partner del progetto, ma anche ad altre Federazioni e Club che vorranno far propria la nostra esperienza, nell’ottica, di cui si è detto all’inizio, di creare un ulteriore e più allargato collegamento con le altre associazioni alpinistiche europee.
Inoltre dovranno essere realizzati due filmati, uno individuale e uno collettivo con le immagini raccolte durante le 5 settimane.

Necessità del progetto.
La complessità del progetto prevede che il CAI metta in campo più risorse, dall’ufficio centrale,  ai volontari.

Attività sul campo
Tutte le scuole, gli Organi tecnici, il Gruppo regionale del territorio prescelto per la settimana italiana, il Raggruppamento di Sezioni e/o le Sezioni locali.

Attività collaterali
Alpinismo giovanile, Soccorso alpino, Commissione tutela ambiente montano, commissione medica, centro studio materiali e tecniche, centro della cinematografia e cineteca, comitato scientifico e gruppo studio terre alte, commissione rifugi.
Potranno essere coinvolte le Scuole primarie e superiori della località prescelta per la settimana.

Lucia Foppoli
Rappresentante CAI in UIAA

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