Con un'ottantaseienne alla ricerca delle cime valsusine di bassa valle

Il racconto dell'escursione di Pasquetta di Wanda Ferrero lungo un vecchio sentiero, in parte franato, che porta alla vetta del Truc San Martino.

Wanda in cima al Truc San Martino

19 aprile 2017 - Wanda Ferrero è una camminatrice che ha scoperto anni fa la sua passione per la montagna grazie al sottoscritto, risiede ad Avigliana e ha 86 anni portati veramente bene nel fisico, grazie alla ginnastica quotidiana e alla sua passione per le camminate a bassa quota, atte a percorrere l’arco delle cime meno “blasonate” e a torto dimenticate della nostra amata Valle di Susa che racchiudono anche a quote minori, piccoli scrigni da scoprire. Infatti non sempre è necessario salire in alta quota per trovare un segnale di vetta rappresentativo di una cima magari poco frequentata.

Questo percorso di ricerca per Wanda Ferrero, mia dirimpettaia, è iniziato l’11 marzo del 2014 quando con il celebre alpinista Luciano Ratto (classe 1932), primo uomo al mondo ad aver percorso tutti i “quattromila” delle nostre alpi, avevamo deciso di percorrere il “Sentiero degli Orridi” che collega dall’alto Chianocco con Foresto, da me scoperto e valorizzato, ed inaugurato con più di cento persone, le autorità locali e il TG3 domenica 23 marzo 1997 e tuttora ben conservato.

La digressione che ora vi andrò a descrivere è nata per l’appunto dal desiderio di far conoscere a Luciano e a Wanda un erto sentiero, scavato nella roccia, in parte franato, ubicato a lato del percorso, mai ripristinato, che riporterebbe in vita la conoscenza di un lavoro certosino dei montanari di un tempo che avevano attrezzato un vero e proprio sentiero sulla precipite parete del Truc San Martino, sito sopra Foresto a quota 872 m. Quindi finito il giro programmato avevamo fatto una digressione sulla cima sopra menzionata per scendere il “sentiero dimenticato” e mostrarlo ai miei amici. Causa le frane per il mancato ripristino, seppur percorribile ancora con la massima prudenza, per l’esposizione e un punto franato, Wanda per la prima volta nella sua vita si era trovata legata ai suoi due improvvisati compagni di cordata.

Scesa con successo a valle, l’azione non passò inosservata e i giornali locali riportarono la notizia. Ebbene a tre anni da quell’impresa nel giorno di Pasquetta (17 aprile 2017), Wanda ha voluto risalire su quella cima, sulla quale oggi sventola un drappo tricolore logorato dagli agenti atmosferici. Fu proprio questo discorso sui sentieri mai ripristinati che ci condusse nello stesso giorno sulla Rocca del Segnale o di San Valeriano (680 m) che si può raggiungere in breve sia dal basso sia da Gandoglio (zona le Goje). La cima, sulla quale svetta un bell’ometto, già visibile dalla SS 24 non è affatto segnata ed essendo un punto caratteristico per la sua formazione geologica, sarebbe per l’appunto bello se fosse più indicato.

Da appassionato arrampicatore ammiro che gli amministratori locali della valle investano sulle “Vie ferrate” e per chiodare o richiodare luoghi d’arrampicata (che in Bassa Valle di Susa sono assai numerosi) per renderli sicuri, ma perché allora non riportare alla luce anche questi sentieri che percorrono un tratto di storia e soprattutto permetterebbero a persone come Wanda, che prendiamo come fulgido esempio, di salire su piccole guglie dimenticate e a torto bistrattate perché non hanno vie di roccia su cui salire, pur essendo rocciose e invitanti dal lato estetico a tutti gli effetti.

Lodovico Marchisio

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