Conclusa la spedizione “Trans Limes” guidata da Daniele Nardi in Karakorum per esplorare l’area del Saltoro Kangri Range

ono state aperte nuove vie e nominate alcune cime inviolate. Le condizioni meteo proibitive hanno sconsigliato a Nardi e Tom Ballard la scalata della parete nord-est del Linksar.

Un momento della spedizione

8 settembre 2017 - Si è conclusa positivamente “Trans Limes”, la spedizione guidata da Daniele Nardi, che aveva come obiettivo l’esplorazione dell’area del Saltoro Kangri Range, che fa parte del Karakorum, e dell’area delle valli Kondus-Lachit-Kaberi. L’alpinista di Sezze era accompagnato da una squadra altamente qualificata composta dall’inglese Tom Ballard e sua sorella Kate, dagli italiani Marcello Sanguineti e Gianluca Cavalli Accademici del Club Alpino Italiano e Michele Focchi, dal sudafricano Cuan Coetzee e dal fotoreporter Pierluigi Martini, che ha avuto il compito di documentare la spedizione.

L’esplorazione di Nardi e del suo team, in una zona contesa fra India, Pakistan e Cina e in cui non venivano concessi permessi da 16 anni, è durata circa quarantacinque giorni e ha riservato grandi soddisfazioni: sono state scalate e nominate alcune cime inviolate, in particolare una parete che è stata chiamata “Alison Peak”, in onore di Alison Hargreaves, l’alpinista britannica, madre di Tom e Kate, scomparsa sul K2 nel 1995.

A proposito della spedizione, Nardi lancia un messaggio chiaro, in linea con il suo impegno come ambasciatore per i Diritti Umani nel Mondo, che si traduce in progetti di solidarietà in Nepal e Pakistan e prosegue in Italia con il progetto dell’Alta Bandiera dei Diritti Umani: “Venendo qui volevo lanciare un messaggio a Cina, Pakistan e India perché trovino un accordo per far diventare il Kondus un parco mondiale aperto ad alpinisti ed escursionisti. L’obiettivo è duplice, permettere a queste zone meravigliose di crescere da un punto di vista turistico e garantire maggiore sicurezza a quelli che vengono in questa area. Mi piace l’idea che l’alpinismo abbia anche delle finalità più alte e diventi uno strumento di unione fra i popoli”.

Non è invece andata a buon fine la scalata dell’inviolata parete nord-est del Linksar: Nardi e Ballard sono arrivati fino al Campo 3 posizionato a circa 6000 metri, da cui doveva partire l’assalto finale alla cima. Purtroppo le condizioni meteo si sono improvvisamente complicate e, smentendo quelle che erano le previsioni, una fitta nevicata ha bloccato i due alpinisti per quasi tre giorni.  A quel punto, considerando anche che i permessi per stare in zona stavano scadendo (il termine era per il 5 settembre), Daniele e Tom hanno dovuto intraprendere la discesa, anche questa piuttosto complessa per via di una bufera di neve e per le numerose valanghe che hanno reso il rientro molto pericoloso.

A tal proposito Daniele Nardi ci tiene a passare un concetto importante legato alla sicurezza: ”non è stato facile prendere quella decisione, ma le condizioni meteo erano davvero proibitive. Rischio altissimo, la sfida alla montagna resti entro i limiti della sicurezza. Inoltre, la preparazione è fondamentale quando si affronta la montagna perché, oltre a consentirti di portare a termine una scalata, ti mette anche in condizione di capire quando ci sono dei rischi e quindi di poterli affrontare nel modo più corretto. La cronaca, anche recente, purtroppo ci racconta di vittime della montagna: a volte c’è fatalità, a volte imprudenza, in altri casi manca una preparazione che consenta appunto di valutare e prevenire eventuali rischi”.

Ufficio stampa Daniele Nardi

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