Courmayeur capitale della medicina di montagna

Test sul Monte Bianco (si cercano volontari!) e due giornate divulgative il 24 e 25 agosto

Il logo dell'evento in programma a Courmayeur

Un edema polmonare o cerebrale d’alta quota può sempre capitare a un alpinista. Ma con quali eventuali effetti collaterali e/o duraturi? L’Ambulatorio di medicina di montagna di Aosta cerca volontari che abbiano vissuto questa drammatica esperienza. Saranno sottoposti ad alcuni test nel corso di ricerche in programma sul Monte Bianco. L’annuncio è del dottor Guido Giardini (ggiardini@ausl.vda.it), neurologo e referente dell’Ambulatorio nonché presidente della Società Italiana di Medicina di Montagna, in questi giorni impegnato a Courmayeur nell’organizzazione di un evento divulgativo destinato al grande pubblico nell’ambito del progetto Résamont 2.

RICADUTE IMPORTANTI. “L’Ambulatorio di medicina di montagna”, spiega il dottor Giardini, “rappresenta un esempio di come un’attività di nicchia possa avere ricadute importanti per tutta la popolazione. Considerata l’incidenza delle patologie correlate alla carenza di ossigeno (come infarto, ictus e malattie cardio-polmonari), la medicina di montagna rappresenta un modello di studio e ricerca per la salute anche di chi non va in alta quota. Sono stati finora 190 i test di ipossia e 539 i pazienti visitati (il 34% residenti fuori Regione), con un’età media di 44 anni – anche se gli ultra 65enni sono in aumento”.

CARDIOPATICI IN QUOTA. Sul Monte Bianco si concentrano sempre più le attenzioni di questi medici specialisti. Un esempio? Rispetto a categorie specifiche di pazienti, sarà monitorato lo stato di salute dei lavoratori della funivia di Punta Helbronner a 3500 metri di altezza, il cantiere più alto d’Europa. Parallelamente si sperimenterà la “montagna-terapia” per migliorare il cammino delle persone con paraparesi spastica. L’ambulatorio di Aosta, in collaborazione con la Cardiologia, ha poi condotto un test da sforzo in condizione di ipossia su 15 pazienti cardiopatici con condizioni stabili. Ne è risultato che se lo sforzo è moderato e le temperature non sono fredde, anche questi pazienti posso raggiungere senza rischi i 3500 metri di altitudine.

IL PISTORIUS DELL’ALPINISMO. C’è la fondata speranza, insomma, che presto ogni deficit di natura o di accidente possa almeno in superficie risolversi. Si moltiplicano non a caso gli exploit compiuti da alpinisti diabetici e anche l’alpinismo ha il suo Pistorius, l’olimpionico che gareggia senza gambe a causa di una malformazione congenita: si tratta dell’americano Spencer West che senza arti inferiori ha recentemente conquistato la vetta del Kilimangiaro, 5.895 metri, la montagna più alta del continente africano, raccogliendo mezzo milione di dollari che andranno in beneficenza. Il tutto per aiutare quelli che negli Stati Uniti vengono chiamati "survivors" ricevendo molte attenzioni alla loro qualità di vita dopo avere vinto, o almeno si spera, il cancro.

GLI APPUNTAMENTI. Andare in montagna, intesa come wilderness, camminare, praticare attività fisica in un ambiente meno inquinato della città fa parte di uno stile di vita sano. Anche di questo si parlerà sabato 24 e domenica 25 agosto a Courmayeur nel citato evento divulgativo “Résamont2” che si propone di diffondere i risultati di anni di collaborazione transfrontaliera tra Italia e Francia in tema di medicina di montagna. Organizzata grazie alla collaborazione tra Fondazione Montagna sicura, l’Azienda USL di Aosta e l’Ifremmont (Institut de formation et de recherche en médecine de montagne) di Chamonix, la manifestazione prevede laboratori, conferenze e incontri pensati per divulgare buone prassi e mettere in mostra i frutti della cooperazione intorno al Monte Bianco. Il primo appuntamento in programma è la conferenza “Medicina di montagna per tutti”, organizzata presso il Centro Congressi di Courmayeur alle 9.30 di venerdì 24 agosto. Centro dell’evento è il Villaggio Résamont2, nel centro storico di Courmayeur: venerdì (dalle 15 alle 19) e sabato (dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19) prende il via una serie di atelier guidati da medici esperti di montagna, che  presentano i risultati del proprio lavoro, diffondendo le pratiche suggerite dalle “Dieci raccomandazioni per la montagna”.

SOS D‘ALTITUDINE. Ultimo appuntamento in programma a Courmayeur è l’incontro “SOS d’altitude” previsto sabato alle 21 presso il Jardin de l’Ange: gli alpinisti Hervé Barmasse, Arnaud Clavel e Patrick Gabarrou racconteranno la propria esperienza in situazioni di emergenza. L’evento è realizzato nell’ambito del progetto “Résamont2”, parte del Programma Operativo di Cooperazione territoriale europea transfrontaliera Obiettivo 3 Italia/Francia(Alpi) 2007-2013 – ALCOTRA. L’ingresso è libero per tutte le attività in programma. Per ulteriori informazioni è possibile contattare la dottoressa Micole Trucco presso Fondazione Montagna sicura, all’indirizzo mtrucco@fondms.org o al numero 0165.897602.

R.S.

Scarica qui la cartolina con il programma di Résamont 2

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