"Da 0 a 3000 - Dal mare al Gran Sasso scalando le vette dell'anima": tante emozioni alla presentazione del filmato a Monza

Realizzato dal filmaker Enzo Francesco Testa con il contributo della Commissione Cinematografia e Cineteca CAI, ha ripreso il cammino terapeutico affrontato in Abruzzo da ragazzi che combattono le dipendenze, guidati da istruttori CAI abruzzesi e lombardi

La presentazione di Monza

18 aprile 2018 - Si sono ritrovati tutti insieme, per l’anteprima del filmato che racconta la splendida esperienza dello scorso settembre. Ragazzi ed educatori delle comunità terapeutiche Arca di Como e Il Molino della Segrona, rappresentanti del CAI, soggetti promotori come ATS Brianza e ASST Monza, Lecco, Vimercate e Rhodense, in un pomeriggio nella sede ATS di viale Elvezia a Monza, alcuni mesi dopo la realizzazione di questo importante progetto.

“Da 0 a 3000 - Dal mare al Gran Sasso scalando le vette dell’anima", un cammino terapeutico contro le dipendenze patologiche, svoltosi in Abruzzo dal 17 al 22 settembre 2017, quando 38 membri del team composto dai ragazzi di comunità che combattono le dipendenze, accompagnati da operatori e pazienti di ATS Brianza, istruttori del CAI Abruzzo nonché di Alpiteam (Scuola di alpinismo CAI lombarda con sede a Bovisio Masciago), sono partiti dal mare (Torre Cerrano) e sono arrivati alla cima della montagna (Gran Sasso), in un’ascesa simbolo di trasformazione e purificazione. Il progetto è stato organizzato da Passaggio Chiave, Rete per le Dipendenze e la Montagnaterapia composta da: ATS Brianza; Unità Operative Dipendenze delle :ASST di Monza - Vimercate - di Lecco - Rhodense- Santi Paolo e Carlo; Comunità Terapeutiche: ARCA di Como - Il Molino Società Cooperativa Sociale Sette Onlus - Il Progetto Cooperativa Sociale - Dianova Garbagnate Milanese –Dianova Cozzo di Lomellina –Solaris di Triuggio- Sorella Amelia; Alpiteam- Scuola di Alpinismo Lombarda del Club Alpino Italiano.

La Dr.ssa Rosa Maria Tortorella, del Servizio Promozione della Salute Prevenzione fattori di rischio comportamentale e Medicina Interculturale di ATS Brianza, coordinatrice del progetto racconta: “Sono state sei tappe di cammino a partire dal mare che con le sue acque può consentire di lavare via e lasciare i pesi e le fatiche quotidiane per prepararsi all’ascesa, arrivando alla vetta percorrendo luoghi intrisi di memoria e paesi martoriati dal terremoto. I temi del cammino riprendono, dal punto di vista simbolico, questioni care al processo terapeutico, l’energia data dal mare, necessaria per affrontare le fatiche del corpo e dello spirito; l’attraversamento dei luoghi ignoti, pieni di storia, che favorisce la scoperta di nuove possibilità: la meta, punto di arrivo verso il quale volgere lo sguardo, da condividere con nuovi compagni con i quali affrontare fatiche e obiettivi; la vetta che permette l’apertura dello sguardo, cambiare il punto di vista e aprirsi ad un mondo di possibilità inaspettate; la memoria che ci dice che è possibile ricominciare ricostruendo un’altra storia fatta di legami nuovi e relazioni recuperate e che insieme si può fare”.

Grazie al contributo della Commisione Cinematografica del CAI, questa grande esperienza è stata ripresa dal filmaker Enzo Francesco Testa che ha vissuto e camminato con il gruppo dall'inizio alla fine dell'esperienza realizzando un filmato. La proiezione è stata un'occasione per condividere, attraverso le immagini, quanto è accaduto nel corso di questa preziosissima esperienza, anche con coloro che l'hanno promossa e sostenuta. Infatti, oltre ai diversi operatori, al regista e ai ragazzi, erano presenti Dr. Massimo Giupponi (Direttore Generale ATS Brianza), Dr. Silvano Lopez (Direttore Sanitario ATS Brianza), Dr. Fabio Muscionico (Direttore Socio Sanitario ASST Monza), Avv. Vincenzo Torti (Presidente Nazionale CAI), Dr. Renato Aggio (Presidente CAI Lombardia), Dr. Angelo Schena (Presidente Commissione Cinematografia e Cineteca CAI).

Molto emozionanti sono state le parole di alcuni ragazzi protagonisti del percorso, in particolare sull’ascesa, la visita all’Aquila e la forte tempesta di neve affrontata durante una giornata:

“Alla fine di questa esperienza ho trovato più voglia di cambiare le cose che non vanno in me, perché dopo la fatica si è soddisfatti più sereni e contenti”.

“Abbiamo potuto visitare l'Aquila, il popolo abruzzese mi ha insegnato che quando si cade ci vuole forza per rialzarsi e tanto coraggio per andare avanti nella vita”.

“L'Aquila mi ha fatto riflettere, lì la natura ha sbriciolato tutto ciò che delle persone si sono costruite in tutta una vita, mentre io mi stavo sbriciolando la mia vita”.

“L'imprevisto è stato trasformato in occasione, il mal tempo ci ha offerto la possibilità di camminare in mezzo ad una bufera di neve, esperienza che tutti noi ricorderemo più di altre. Lì c'era un NOI che si muoveva in fila, uno dietro l'altro, uno per l’altro”.

“Quando c'era la bufera di neve e A. non riusciva a vedere praticamente nulla, quando mi sono messo davanti a lei in modo che potesse vedere i miei passi; arrivati in cima le parole che mi ha detto mi hanno fatto sentire importante”.

Per il 2018 è stato già definito il programma di uscite, con a tema quello della grande guerra visto che quest'anno ricorre il centenario.
Ha un titolo, Sentieri di guerra Sentieri di pace, e porterà i partecipanti lungo alcuni degli itinerari che sono stati luogo di drammatici eventi.
Come dice il programma “sarà occasione per percorrere sentieri di guerra e ricercare nuove strade che li trasformino in sentieri di pace”.
Prima del filmato, i rappresentanti delle istituzioni e Andrea, un protagonista del cammino che frequenta la comunità Il Molino, hanno voluto sottolineare alcuni aspetti del progetto.

Massimo Giupponi, Direttore Generale ATS della Brianza ha sottolineato come “Il percorso mette in atto una modalità davvero interessante di farsi carico di una situazione di fragilità attraverso percorsi innovativi, che uniscono promozione salute e socialità. È un grande esempio di percorso condiviso che mette in rete diverse esperienze e volontà di soggetti diversi con obiettivo comune”.

Il Direttore Sanitario dell’ATS Silvano Lopez ha voluto porre l’attenzione sul fatto che: “Si tratta di un evento unico per quanto riguarda la Lombardia e tra i primissimi nell’intero panorama nazionale degli enti che trattano dipendenze patologiche, che accomuna servizi diversi. Si integrano infatti servizi pubblici quali i Servizi per le Tossicodipendenze e i Nuclei Operativi di Alcologia, gli esperti della montagna come il Club Alpino Italiano, le comunità terapeutiche e il volontariato. Viene così a crearsi una rete nell’ottica di una migliore sinergia sul territorio tra pubblico e privato, tra sanitario e sociale.”

Fabio Muscionico, Direttore SocioSanitario ASST Monza ha dichiarato: “Vedo con grande piacere il clima di amicizia e allegria che c’è qui, molto più profonda di quella esistente alla presentazione dell’iniziativa, che dimostra già un grande risultato del progetto”.

Vincenzo Torti, Presidente Nazionale CAI ha evidenziato come: “La montagna è punto di riferimento, ha grande vantaggio di appiattire differenze e mettere tutti allo stesso livello, in un’unica visione dove esiste una strada da percorrere insieme per trovare delle risposte. Siamo stati davvero onorati di aver contribuito a questo progetto”.

Il Presidente del CAI Lombardia, Renato Aggio, ha definito il CAI: “Una grande famiglia che diventa ancora più grande con il contributo dei suoi membri in attività nobili come la montagnaterapia”.

Angelo Schena, Presidente Commissione Cineteca CAI ha chiarito alcuni aspetti riguardanti il filmato: “Questa prima visione corona un sogno partito mesi fa, raggiunto nello stesso modo contenuto in Passaggio Chiave, con una rete. Ringrazio Enzo Francesco Testa per la grande disponibilità e professionalità. I ragazzi saranno protagonisti in tanti luoghi visto che il video verrà presentato in festival cinematografici ed entrerà nella cineteca CAI e quindi un po’ in tutta Italia”.

Andrea, un ragazzo della Comunità il Molino, partecipante al cammino ha raccontato a nome dei partecipanti: “Esperienza straordinaria, che ha superato di gran lunga le nostre aspettative. Mi capita di sentire spesso la mancanza di quei momenti di unione, amicizia. Mi sono legato molto a tanti nuovi amici e mi ha dato modo di credere di più in me stesso, di aver fiducia che è possibile raggiungere obiettivi che non credevo possibili”.

Comunicato ATS Brianza

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