Da Massa all'Himalaya per amore, scienza e solidarietà

Partita la giovane spedizione del CAI Massa con meta il campo base dell' Annapurna. Tra gli obiettivi: sondare il metabolismo di adolescenti in alta quota e portare aiuto alle popolazioni del Nepal ancora alle prese con il post terremoto 2015.

I giovani protagonisti della spedizione

4 dicembre 2018 - Sono in viaggio mentre stiamo scrivendo i sei giovanissimi alpinisti massesi e i loro accompagnatori, partiti stamani per raggiungere le terre himalayane. Si tratta di una spedizione targata Cai Massa, organizzata dalla Commisione di alpinismo giovanile sezionale, cui prendono parte sei ragazzi cresciuti alpinisticamente all’interno del Cai.

Il trekking li porterà a raggiungere il campo base dell’Annapurna, partendo da Katmandu, risalendo la Valle denominata “il Santuario dell’Annapurna”, fino a raggiungere la meta posta a 4130 metri di altezza
Questo dopo un itinerario naturalisticamente molto suggestivo, visto che attraverseranno risaie, boschi di rododendro, ponti sospesi sui fiumi, piantagioni di bambù, fino alle pendici del Machapuchare, la Montagna Sacra.

La spedizione non intende avvalersi di guide locali, i componenti allogeranno e mangeranno nei villaggi, in modo da entrare in empatia con le popolazioni locali e conoscerne gli usi e i costumi.
Ecco allora i nomi dei protagonisti di questa avventura: Camilla Fruzzetti, 23 anni, studentessa di ingegneria a Genova; Ginevra Pegollo, 22, studentessa di ingegneria biomedica; Lucia Pudda, 20 anni, studentessa di infermieristica; i liceali Laura Fruzzetti, 17 anni e Gianmarco Milani, 15; Norberto Pegollo, 20 anni, iscritto a Fisica all’Università di Pisa.

Tutti iscritti al Cai, molto appassionati di montagna e di altre discipline sportive. Ad accompagnarli i “tutor” della spedizione, vale a dire Gustavo Milani, Amministratore Unico della società di architettura “Stoheng”, Andrea Milani che è stato presidente del Cai massese, Matteo Zamboni, guida ambientalistica e naturalistica che ha legato per anni il suo nome alla gestione del rifugio Nello Conti a Campaniletti, e Viviana Marchi, neuropsichiatra e ricercatrice in materia di medicina translazionale, coordinatrice medica della spedizione. L'iniziativa infatti segue il progetto studiato dalla dottoressa Pratali con l’intento di testare l’adattamento metabolico di adolescenti alle alte quote.

A muovere il gruppo, quindi, motivazioni scientifiche e alpinistiche, ma non solo. C’è anche un aspetto benefico nella spedizione che intende portare un aiuto concreto alla popolazione del Nepal dopo il terremoto del 2015. Per questo è stata istituita una raccolta fondi a beneficio della Rarahil Memorial School, una fondazione che ha come riferimento italiano il noto alpinista Fausto De Stefani. Saranno infatti devoluti a questa Fondazione i fondi derivati dalla serie di incontri che i protagonisti questa spedizione affronteranno al rientro per testimoniare impressioni e emozioni.

Diego Costa

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