Dalla Linea Cadorna al Monte Falò: oltre 350 partecipanti al Raduno nazionale cicloescursionismo 2019 del CAI

Nell'ambito della 21a edizione della Settimana Nazionale dell'Escursionismo nel Parco Nazionale Val Grande e territori limitrofi, sono state organizzate otto cicloescursioni, per "una delle proposte più significative del CAI negli ultimi anni".

Ascesa all’Alpe Falò (foto Curti)

18 giugno 2019 - Complessivamente sono stati 360 i partecipanti alle otto gite sulle “ruote grasse” (muscolare e non), in programma dal 13 al 16 giugno 2019 nella provincia del Verbano Cusio Ossola, all’estremo nord del Piemonte, organizzato nell’ambito della 21ª Settimana Nazionale Escursionistica e Cicloescursionistica del Club Alpino Italiano, in collaborazione con il Parco Nazionale della Val Grande e delle Sezioni CAI Est Monterosa.

La prima parte, relativa alla comunicazione e alle iscrizioni, ha presentato gli stessi connotati delle escursioni a piedi (ben 24): un paio di articoli sulla rivista nazionale e qualche pagina web per descrivere gli itinerari, gli aspetti logistico-organizzativi e per raccogliere le adesioni. Detta così pare cosa da poco, ma tenere aggiornato di giorno in giorno il data-base delle prenotazioni, preparare i cartellini personalizzati, inviare le ultime informative, trovare gli accompagnatori, verificare sino all’ultimo lo stato dei sentieri… non è stata cosa da poco. Una fase delicata, da seguire con la massima attenzione per organizzare e coordinare al meglio le varie uscite, con soci e socie (complessivamente oltre 50, su un totale di 170 persone coinvolte) provenienti da ogni parte d’Italia.

Diciamo subito che le iscrizioni sono state rispettate, con un crescendo mozartiano nelle ultime due cicloescursioni del fine settimana: 30 partecipanti alle prime due gite al Monte Orfano Vetta e Polveriera (lungo i sentieri della Linea Cadorna risalente a oltre cent’anni fa), 60 a Cortevecchio e Anello del Toce-Forte Bara (con il record di partecipazione, oltre 50,  al ristoro presso il locale rifugio CAI a quota 1535 m slm), 130 al Pian Vadà e Spalavera (con le suggestive gallerie fortificate del Morissolo), 120 al Monte Falò e Mottarone (nel territorio delle Unioni Montane Cusio Mottarone e Due Laghi, con un panorama a 360° sull’arco alpino, immersi in un paesaggio bucolico fra il lago Maggiore e il Monte Rosa).

I numeri in questo caso servono più a dare un’idea dell’impegno organizzativo prima, durante e dopo, che a enfatizzare l’evento. Per questo ci penseranno i partecipanti, coloro che l’hanno vissuto da protagonisti; saranno loro a giudicare in senso positivo o negativo l’esito finale dell’edizione 2019, contribuendo con il loro parere a migliorare di edizione in edizione una delle proposte più significative del CAI negli ultimi anni.

In ogni caso, tra una faticaccia e l’altra, in cima alla vetta di giornata e nell’immancabile bicchierata di fine cicloescursione, ci si è resi conto quanto ancora ci sia da analizzare, discutere, confrontare per far emergere, in modo ancor più propositivo di quanto è stato fatto sino ad oggi, nell'ambito del tema del cicloturismo all’interno dell’associazione.

Meno chiacchiere e più fatti, ovvero più iniziative, più incontri sul campo, più proposte, ma anche più dibattito franco e diretto per capire se c’è una reale volontà ad aprire al nuovo, ad attirare le giovani leve a una pratica che deve ancora migliorare sotto diversi aspetti… strutturali (non tutti i sentieri escursionistici possono trasformarsi in cicloescursionistici, un iter burocratico farraginoso e anacronistico), culturali (il rispetto dell’ambiente, il comportamento da tenere con gli altri ospiti occasionali e non della montagna ecc.) e mediatici (adeguate campagne d’informazione e sensibilizzazione sui mezzi d’informazione e tramite i social). 

Ritardare, o peggio eludere questi nodi, potrebbe rilevarsi controproducente sotto tanti aspetti; in particolare potrebbe far scemare l’interesse e la partecipazione da parte di chi sino a oggi ha dimostrato passione, pazienza e disponibilità nel cercare di cambiare le cose all’interno dell’Associazione di cui fa parte.

Lo testimoniano i numerosi accompagnatori che hanno coadiuvato quelli locali nel gestire al meglio questo importante appuntamento, convinti più che mai che l’argomento riguardi il CAI a tutti i livelli.

L’impegno organizzativo è stato tale che, ovviamente, non si è potuto perorare adeguatamente la causa nelle sedi istituzionali all’uopo costituite. Peccato. Di sicuro non mancheranno le occasioni… magari pensate per tempo; tenendo conto delle difficoltà per tanti a muoversi dal Nord al Sud e viceversa dello stivale; utilizzando nuovi e meno dispendiosi canali mediatici (piattaforme messe a disposizione da diversi social network).

Una cosa è certa: quando c’è la buona volontà e la convinzione di avere qualche cosa d’importante da portare avanti, non ci sono ostacoli che tengano. Solo il tempo sarà giudice imparziale.

Franco Gemelli
Sezione CAI di Omegna

Segnala questo articolo su:


Torna indietro