Daniele Nardi al Nanga Parbat, quest'anno in solitaria

L'obiettivo è sempre lo stesso: conquistare la "regina delle montagne" con una spedizione invernale; l'alpinista partirà alla volta del Karakorum il 20 gennaio 2014

Daniele Nardi in spedizione alpinistica

Da solo, verso la vetta: parte la nuova sfida di Daniele Nardi al Nanga Parbat (8.125 metri) per realizzare la prima salita invernale. Lo stile sarà lo stesso del tentativo dell'inverno 2013, ovvero in stile alpino. L'obiettivo dell’alpinista laziale è conquistare la vetta del Nanga Parbat attraverso la salita dello sperone Mummery, la via più diretta del versante Diamir. Una spedizione in solitaria quando l’inverno è ormai inoltrato.

Nanga Parbat in lingua Baltì significa “regina delle montagne” ed è la nona montagna più alta della Terra. Da tempo l’alpinista laziale Daniele Nardi ha un sogno nel cassetto: quello di attaccare la vetta della catena del Karakorum e di conquistarla in una “prima” invernale.
Ci ha già provato lo scorso anno, accompagnato dalla francese Elisabeth Revol, ma ha dovuto interrompere la scalata a 6.450 metri per le avverse condizioni meteorologiche.

Quest’anno Daniele ci riprova in solitaria: «Sarò solo quest'inverno al Nanga Parbat, voglio capire cosa si prova ad affrontare una sfida cosi entusiasmante in piena solitudine. Per prima cosa sarà la scoperta di me stesso in questo ambiente maestoso e poi verrà la scalata – afferma l’alpinista - Può sembrare retorico ma mi ha sempre affascinato l'idea di avvicinarmi sempre di più alla pura solitudine per vedere come sarò in grado di reagire in quelle condizioni estreme».
Una decisione importante che denota lo spirito dell’alpinista: «Certo non sarà una solitudine totale, avrò cuoco ed un aiutante al campo base ma sarò completamente solo sulla montagna: no sherpa, no corde fisse no ossigeno durante la scalata. Sento che ci saranno momenti molto impegnativi – conclude Daniele - sarà una lotta contro me stesso prima che con la montagna».

La spedizione patirà da Fiumicino il 20 gennaio, attraverserà Islamabad e Chilas ed arriverà al campo base a 4.200 metri del versante Diamir del Nanga Parbat (8.125 metri). Sul Nanga Parbat saranno presenti quattro spedizioni alpinistiche che tenteranno la scalata in prima invernale della montagna. Dal 1988 ci sono stati 16 tentativi di ascese invernali, tutti falliti, e se consideriamo che questi si basavano su spedizioni su vie normali già battute e conosciute dagli alpinisti nella stagione estiva, possiamo capire la difficoltà del progetto. Il Nanga Parbat ed il K2 sono le uniche due montagne dei quattordici ottomila che ancora non è stata scalata in inverno.

A differenza delle altre spedizioni Nardi tenterà la scalata attraverso una via nuova, lo sperone Mummery, una via mai percorsa da nessuno, lontano dalla competitività della prima ascensione. L'inverno è il periodo più ostile con temperature fino a 50° sotto zero, il vento a più di 100 km/h e le violentissime nevicate ed una parete alta 4000 metri rendono il Nanga Parbat la sfida estrema per eccellenza.

L’alpinista laziale, membro effettivo del Salewa alpinextrem Team, ha un curriculum di tutto rispetto dove spiccano vette quali Everest, K2, Broad Peak, Nanga Parbat, Shisha Pangma cima middle e l’apertura di vie nuove tra India (che gli ha valso il Premio Paolo Consiglio nel 2011), Pakistan e Nepal. L’azienda di Bolzano ha fornito all’alpinista abbigliamento e attrezzatura Salewa specificatamente studiati per spedizioni himalaiane.

Daniele Nardi porterà con se anche l’Alta Bandiera dei Diritti Umani, firmata da 8000 studenti incontrati nelle scuole con la campagna Gioventù per i diritti umani: «Sono quei ragazzi che mi aiuteranno a farla conoscere e sventolare molto in alto».

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