Denis Urubko e Leonardo Gheza ammessi nel Club alpino accademico italiano

I due Soci CAI (iscritti rispettivamente alle Sezioni di Bergamo e Breno) sono “accomunati da una grande passione per la montagna e le prestazioni di alto livello, senza per questo essere semplicemente degli atleti della verticale”.

Denis Urubko

30 marzo 2020 - I giorni scorsi il Consiglio Generale del Club alpino accademico ha ratificato a pieni voti l’ammissione dei due forti alpinisti: Denis Urubko e Leonardo Gheza. L’esame del curriculum dei due candidati ha infatti soddisfatto i criteri per l'ammissione, che essenzialmente riguardano lo svolgimento di attività alpinistica di particolare rilievo per almeno cinque anni, anche non consecutivi. I candidati devono inoltre essere Soci CAI maggiorenni.

Come spiega il Presidente del CAAI Alberto Rampini, Urubko e Gheza sono “personaggi diversi per generazione e per storie personali, ma accomunati da una grande passione per la montagna e le prestazioni di alto livello, senza per questo essere semplicemente degli atleti della verticale”.

Per quanto riguarda Denis Urubko (giornalista classe 1973, iscritto alla Sezione di Bergamo), il Consiglio ha motivato l'ammissione con le seguenti parole: “Presenta un curriculum di altissimo livello, maturato in trent’anni di attività continua ed intensa sulle montagne del mondo, soprattutto dell’Himalaya e delle grandi catene montuose dell’Asia, con netta preferenza per le salite di alta quota e su terreno misto, spesso in prima salita e in solitaria. Curiosità, spirito esplorativo e volontà di mettersi alla prova con onestà e senza compromessi ne determinano uno stile pulito, sobrio, con utilizzo al minimo della tecnologia moderna, con un sano rapporto con i media e senza mai farsi sopraffare da motivazioni commerciali. Un esempio oggi raro di alpinista al top con ideali e spirito accademico. Infine, le diverse operazioni di soccorso in altissima quota che lo hanno visto protagonista testimoniano della sua profonda umanità e senso civico”.

Leonardo Gheza (libero professionista classe 1991, iscritto alla Sezione di Breno), dal canto suo, ha convinto il Consiglio per i suoi “cinque anni di attività intensa lo hanno portato ad esprimere un profilo di alto livello, con vie di rango estremo a livello internazionale. Specializzato in vie su roccia di ampio respiro, ha affrontato le più difficili vie classiche delle Alpi e grandi itinerari di ultima generazione di grado estremo – fino all’8a - e ingaggio importante. Buona attività patagonica e concatenamenti di rilievo in velocità. E’ un alpinista giovane e in piena evoluzione, una carta da giocare per l’Alpinismo italiano dei prossimi anni”.

Red

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