#destinazioneK2, il reportage della quinta tappa del viaggio sostenibile di Gian Luca Gasca

Il protagonista della spedizione verso il K2, promossa dal CAI centrale, racconta il suo viaggio da Islamabad a Skardu. Ieri mattina Gasca è partito per il trek che lo porterà fino al campo base del K2

Nanga Parbat

21 agosto 2017 - Atterrato ad Islamabad la solitudine del mio viaggio con destinazione K2 è finita. Qui ad aspettarmi trovo Carlo Alberto, ex presidente del csc e amico, con cui salirò fino al campo base. Lui è arrivato più comodamente di me in aereo dall'Italia ed è anche più riposato.

Con lui trovo anche un ragazzo della Nanga Parbat Adventure l'agenzia di trekking che mi porterà fino al campo base.

I ragazzi dell'agenzia sono diventati degli amici ormai e si sono fatti in quattro per organizzarmi questo trekking personale. Mi hanno affidato una guida d'eccezione Hassan Jan: alpinista esperto con 5 "8000" alle spalle, tra cui il K2 salito nel 2014 con la spedizione del sessantennale.

Ora però è tempo di andare. Non prendiamo l'autobus come previsto. I ragazzi dell'agenzia mi han trovato un passaggio in jeep. Siamo in 6 compressi come sardine, senza aria condizionata pronti ad affrontare 25 ore di strade pakistane. Ma il vero problema non sono le strade, è la guida pakistana.

La notte arriva rapida tra un frontale evitato, un colpo di clacson per avvisare che si sta per fare un sorpasso azzardato e un cane mancato. Ben presto è tempo di riposare, giusto un paio d'ore per dare tempo all'autista di recuperare e poi si riparte.

Il cielo inizia a colorarsi di mille sfumature aranciate mente noi tocchiamo la famosissima Karakorum Highway sperimentando una guida che ha tutto il sapore dell'est e delle antiche spedizioni dirette agli 8000 del Karakorum. Quelle che partivano e di cui non si sapeva nulla fino al ritorno.

Ogni tanto ci fermiamo per un dissetante thè verde al latte o per scattare una foto finché davanti ci si palesa la parete Rakhiot. Un'emozione unica trovarmi al cospetto di quella montagna su cui ho scritto così tanto. Cerco la linea, ma sono troppo lontano per capire dove fosse passato il solitario Hermann Buhl.

La macchina fila rapida bordando e rasentano troppo spesso i precipizi, ma ormai la testa è proiettata verso altro. Skardu è vicina, il trek sta per iniziare e finalmente sarò al cospetto della piramide del K2.

Gian Luca Gasca

 

Segnala questo articolo su:


Torna indietro