Diniego all'eliski, contrario ai valori del Club alpino italiano

La CCTAM ribadisce l'esigenza di regolamentare tale pratica a livello nazionale e promuove l'incontro con la montagna emozionale, a passo lento e senza mezzi artificiali

Montagna innevata vissuta a passo lento

La fruizione consapevole e rispettosa della montagna passa attraverso il diniego all'eliski e alla motorizzazione dei sentieri, contro l'esasperazione dei collegamenti funiviari, delle strade di penetrazione e delle captazioni. Il Cai sostiene tutto questo con modalità e finalità espresse chiaramente nel Nuovo Bidecalogo che riferisce di norme da rispettare e autoregole da assumere.

Il Cai è impegnato nella regolamentazione nazionale dell'eliski, vietato in tutti i paesi alpini. Le Regioni sono ora chiamate a disciplinare tale pratica con attenzione alle necessità di emergenze e soccorso. Nei parchi nazionali e regionali è vietato l'eliski così come nelle aree della rete Natura 2000 (ZPS, zone a protezione speciale e SIC, siti di importanza comunitaria).

Le Guide Alpine Lombardia continuano a promuovere il progetto “Inverno sostenibile” con cinque incontri per comunicare la fragilità degli ecosistemi montani e presentare al pubblico soluzioni possibili per una regolamentazione condivisa, limitando gli impatti sull’ambiente e conflitti fra i diversi frequentatori delle aree montane. Le guide alpine sono consapevoli dell'azione di tutela del Cai come emerso dal Convegno di Sondrio dello scorso 28 novembre 2015.

Chiara anche la posizione del Club Alpino Accademico Italiano che ha confermato il suo “fermo orientamento” contro l’eliski. Come Cai-Tam auspichiamo l'incontro con la montagna emozionale, a passo lento, personale e senza mezzi artificiali. Oggi bisogna riconoscere che i problemi dello sci sono ben altri, legati al cambiamento climatico e al cambiamento culturale verso la montagna.

E' necessario superare la logica dell'intervento settoriale di grande dispendio economico e ambientale per aprire territori e pratiche a orizzonti sostenibili in grado di risolvere le attuali difficoltà economiche di chi vive la montagna e con lei è abituata a confrontarsi. E' questo il sentiero del futuro!

Filippo Di Donato
Presidente CCTAM del Club alpino italiano

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