"Dolomiti Acquerelli", a cura del Cai Bolzano la mostra di Riccarda de Eccher

L'esposizione, inaugurata oggi, ospita i dipinti dell'artista che vive a New York. Una dichiarazione d'amore per la sua montagna nonostante la distanza

9 dicembre 2019 - Una dozzina di opere di Riccarda de Eccher sono esposte al Centro Trevi di Bolzano nell'ambito di “Gasherbrum IV 1958, verso le montagne di luce”. È “Dolomiti Acquerelli” il titolo della mostra, a cura del Cai Bolzano e con il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco, che sarà inaugurata oggi alle 18.
Nonostante la pittrice viva e lavori a Long Island, New York, l'opera di Riccarda de Eccher ha come soggetto le Dolomiti, che ha molto amato e su cui è più volte salita. L’artista declina quindi in arte la sua grande passione per la montagna. Questa è la sua prima mostra a Bolzano, dove l’artista è nata e dove è nato il suo amore per le Alpi, prima di trasferirsi a Udine. Si accosta alla pittura in età matura, prediligendo la tecnica dell’acquerello. Inoltre oggi collabora con scrittori alla realizzazione di piccoli libri.
Di solito l'acquerello ha formati ridotti, ma nel lavoro di de Eccher i dipinti si espandono sulla superficie fino a coinvolgere totalmente lo spettatore nel loro spazio visivo. La padronanza del mezzo – i pennelli, il colore, l’acqua per diluirlo - e la capacità affinata in lunghi anni di lavoro hanno permesso all’artista di elaborare un linguaggio personale che gioca su contrapposizione e giustapposizione di sfondo ed elementi in primo piano. La pittrice ricrea così immagini in cui il massimo grado di entropia viene ricondotto ad unità ed ordine di struttura dalle capacità visive di chi guarda. Di fatto, luci e ombre della realtà si traducono, nei dipinti di Riccarda de Eccher, in un sistema di segni – le “macchie” del colore – che lo spettatore percepisce e interpreta globalmente attribuendo loro un significato e un ordine precisi. L’abilità dell’artista consiste proprio nel saper far leva su questa naturale attitudine della percezione e nel dominare la decostruzione visiva dell’immagine, in modo tale da non perdere la possibilità di ricondurla sempre ad un’unità percettiva. Nasce quindi un sistema compositivo astratto di cui solo l’artista, attraverso lo sguardo dello spettatore, sa offrire le corrette chiavi interpretative.
La mostra ad ingresso libero sarà visitabile fino al 31 gennaio. Per maggiori informazioni: www.deeccher.net

Fonte: Cai Bolzano

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