E’ battaglia contro i sorvoli turistici

La stampa nazionale ha messo in grande risalto alla fine del 2011 l'accordo sottoscritto da Mountain Wilderness grazie al quale viene di fatto vietata la pratica dell'eliski in Marmolada. Si tratta di una straordinaria vittoria dell’associazione ambientalista dopo un decennio di lotte. “Ora dobbiamo tutti impegnarci per fare di questa vittoria il primo passo verso l'abolizione dell'eliski lungo tutto l'arco alpino”, dice il presidente Carlo Alberto Pinelli, socio accademico del Club Alpino Italiano. Contro l’eliturismo nelle Dolomiti si era espresso in precedenza Lo Scarpone (ottobre 2011) denunciando il proliferare dei voli turistici nelle Pale di San Martino.

ACCORDO STORICO. Da tempo i turisti più facoltosi (un giro di 10 minuti costa 160 euro a persona) decollavano da località poco distanti (in genere da Passo Gardena e da Monte Cherz, in territorio altoatesino), atterravano a Punta Rocca e scendevano a valle sugli sci. Ora non viene più dato l'assenso all'atterraggio degli elicotteri, ma il tavolo di lavoro aperto da Marmolada srl con Mountain Wilderness è di più ampio respiro, vuole rilanciare il turismo di qualità in Marmolada con soluzioni di sostenibilità. I danni più gravi l’eliski li provoca alla fauna selvatica: camosci e galli forcelli, che svernano sui versanti soleggiati centellinando le loro energie, sono costretti a spostarsi in luoghi dove fanno molta più fatica ad alimentarsi. L'eliski, in certe condizioni, può provocare il distacco di valanghe. E poi quel rumore rompe il silenzio, disturba chi vive la montagna nella sua dimensione più autentica.

I COMMENTI. “Dopo la sconfitta subita, nonostante i tanti ricorsi, articoli, proteste, nella lotta contro la telecabina Pinzolo-Campiglio, in pieno habitat dell’orso, comincio a nutrire poche speranze di cambiare qualcosa in queste deliranti manovre di mercificazione delle montagne”, ha detto Fulco Pratesi, già presidente di Italia Nostra. “I sorvoli a mezzo elicottero, anche nel Parco Regionale Naturale Alta Valsesia per lo sci fuoripista (eliski) rappresentano un grave problema”, spiega in una lettera allo Scarpone Alessandro Sbragia  (alessandro.sbragia@libero.it) del Comitato “Noi walser, per un turismo sostenibile e responsabile”. “Ma è ancora più grave che gli elicotteri in Alta Valsesia (Monte Rosa) siano usati per bombardare indiscriminatamente con cariche esplosive la montagna per mettere in sicurezza le piste di sci dal pericolo di valanghe e questo avviene per di più in siti SIC e ZPS. Si è soliti ricorrere all’impiego di cariche esplosive anche solo dopo modeste nevicate di 30/40 cm. L’indignazione non può che essere massima, il danno alla biodiversità è enorme, fauna ed avifauna ne subiranno gravi danni. Non c'è ombra di dubbio che sono state realizzate scriteriatamente con denaro pubblico piste con i relativi impianti di innevamento in zone a rischio permanente di valanghe dove non dovevano essere allestite (ciò a nostro avviso è gravissimo e comporta grandi rischi) ed ora è necessario ricorrere ad una continua, costosa “bonifica”. Come campionario di orrori ambientali non manca proprio nulla qui in Valsesia!”. Vibranti proteste ha suscitato anche l’innevamento mediante elicotteri delle piste di Folgaria, nel Trentino. Il consigliere provinciale Roberto Bombarda, con una durissima interrogazione ha attaccato la scelta della Carosello Ski di innevare le nuove piste di Costa d'Agra trasportando la neve artificiale con l'elicottero. La Carosello, ricorda Bombarda, è partecipata dalla Trentino Sviluppo, società di sistema della Provincia. “In pratica”, ha commentato Bombarda, “è la stessa Provincia che da una parte sostiene il progetto Dolomiti-Unesco, delibera pregevoli atti di indirizzo sul turismo, e dall'altra viola le norme scritte e non scritte sperperando i soldi - che sono sempre di meno - in azioni che fanno inorridire migliaia di persone”.

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