E' scomparso l'accademico Cai Franco Miotto, l'uomo dei “viaz”

Frequentava le cenge dolomitiche come cacciatore e quando iniziò ad avvicinarsi all'arrampicata strutturata, intorno ai 40 anni, scoprì di essere già forte, in particolare su terreni difficili e friabili. Aveva 88 anni.

La copertina della biografia di Franco Miotto

9 ottobre 2020 - Ci ha lasciato lo scorso 7 ottobre, a 88 anni, l'alpinista e accademico del Cai Franco Miotto, uno dei grandi personaggi dolomitici tra la fine degli anni '50 e gli anni '60. Originario dell'Alto Adige, si avvicinò all'alpinismo tardi e in maniera non canonica: frequentava infatti le cenge dolomitiche come cacciatore e quando iniziò ad avvicinarsi all'arrampicata strutturata, intorno ai 40 anni, scoprì di essere già forte, in particolare su terreni difficili e friabili.

Lungo le piste di caccia che frequentava, Miotto creò una rete di sentieri attrezzati, i "viàz", percorsi impegnativi, di grande respiro.

Per le sue importanti salite su Burel, Pizzocco, Pale di San Lucano e Col Nudo, venne premiato nel 2001 con il "Pelmo d'Oro". Miotto è anche protagonista di una biografia scritta da Luisa Mandrino, intitolata La forza della natura. Franco Miotto, l'uomo dei viaz, uscita nel 2002, che racconta la sua vita e le sue imprese sulle Dolomiti meridionali.

Miotto, che visse ai margini dell'alpinismo ufficiale, è un personaggio da riscoprire, nonostante il suo carattere a tratti ribelle e afuori dalle righe.

Red

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