È stata molto partecipata la giornata del Cai Castelli e Abruzzo su sicurezza e memoria

Quattro gruppi saranno attivi sulla tematica dell'avvicinamento al Gran Sasso e del rispetto dell'ambiente. Verrà anche creato un sentiero per ricordare i caduti in montagna

27 dicembre 2019 – Il Santo Stefano del Cai Castelli e del Cai Abruzzo è stato dedicato alla sicurezza e alla memoria, con riferimento in particolare al Gran Sasso e alle persone che qui sono cadute. Una giornata dedicata alla “Commemorazione di Piergiorgio De Paulis e di tutti i caduti del Gran Sasso”, a cui è seguito il “Convegno, ricordo e sicurezza in montagna”. Una giornata molto partecipata, con una escursione alle 11 da “Colle Rustico” al “Fondo della Salsa”, dove si è tenuta una Messa dedicata ai caduti in montagna, il successivo convegno alle 16 nella Chiesa di San Giovanni Battista e il concerto del coro “La Fenice” alle 18.30.
Il ricordo nell’evento si mescola alla volontà di evitare il più possibile incidenti in futuro. Centrale è fare divulgazione e ricerca. Importanti le figure coinvolte nel convegno: Uberto De Paulis (fratello di Piergiorgio, morto sul Gran Sasso), Paolo Boccabella, Franco Tanzi del Cai Amatrice (in sostituzione di Massimo Prisciandaro), Gino Perini (capostazione del CNSAS locale, intervenuto per sostituire Daniele Perilli), Roberto Giancaterino (direttore scuola Gran Sasso di Alpinismo e Scialpinismo) e Davide Giosafatte (presidente del Collegio delle Guide della regione Abruzzo). Sono intervenuti per i saluti: Marino di Claudio (presidente Cai Castelli), Rinaldo Seca (sindaco di Castelli), Gaetano Falcone (presidente Cai Abruzzo), Luigi Cervella (presidente del CAI isola del G. S.), Don Franco D’Angelo (Parroco di Castelli) e Giuseppe Celli (Agesci Castelli).
Ha moderato l’evento Filippo Di Donato, presidente nazionale TAM. Proprio lui spiega il senso della giornata e i progetti futuri: “Spesso sulla montagna c’è una comunicazione superficiale, che non prende in considerazione il significato ampio di questa e che si concentra molto di più sulla sfida per raggiungere la vetta. Questo è foriero di problemi, di rischio e danni gravi. Noi con questo evento parliamo della complessità e della cultura della montagna. Spieghiamo i temi del pericolo, del rischio e del danno. Cerchiamo di eliminare imperizia e imprudenza. Purtroppo mentre l’evento si teneva e discutevamo di queste tematiche, altri fatti tragici riguardavano il Gran Sasso. Ovviamente ci sarà un lavoro successivo, non si può esaurire tutto in un solo appuntamento”.
Così in futuro ben quattro gruppi saranno attivi sulla tematica. Il primo del Cai Castelli con Uberto De Paolis, si occuperà di fare ricerche sugli eventi tragici avvenuti sul Gran Sasso (se ne contano per ora 110 negli ultimi anni). Il secondo gruppo avrà funzioni tecnico operative. Il terzo gruppo coinvolgerà l’ente parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e tutti gli enti locali perché queste realtà diventino un filtro per l’avvicinamento alla montagna. Il quarto gruppo, a cui parteciperanno gli Aquilotti del Cai Abruzzo e Agesci, sensibilizzerà invece sul rispetto dell’ambiente. Per il futuro inoltre sarà anche creato un sentiero della memoria per ricordare i caduti sul Gran Sasso.
Conclude Di Donato: “Oggi la montagna è più pericolosa, anche a causa dei cambiamenti climatici. Non c’è più un manto nevoso come quello del passato. C’è il vetrato. Pochissima neve, fine e trasparente, che rende tutto più difficoltoso".

Valerio Castrignano

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