Enrico Brizzi a Bologna: un inno al viaggiare lentamente in montagna, lungo sentieri che uniscono luoghi e persone

Martedì 13 giugno 2017 l'autore ha presentato il suo libro “Il sogno del drago”, prima uscita della nuova collana di narrativa di montagna di CAI e Ponte alle Grazie.

La presentazione di Bologna

14 giugno 2017 - “Tornare indietro nel tempo, riprendendo a viaggiare a piedi come nei secoli passati, risponde a una necessità che stanno avendo in tanti, una necessità che biologicamente ci appartiene”.
Con queste parole Enrico Brizzi ha iniziato la presentazione del suo libro “Il sogno del drago. Dodici settimane sul Cammino di Santiago da Torino a Finisterre” ieri alla Libreria Coop Ambasciatori di Bologna.

Il libro è la prima uscita della nuova collana di narrativa di montagna “Passi”, inaugurata dal CAI in co edizione con il marchio Ponte alle Grazie. “Un'iniziativa attraverso la quale il CAI per la prima volta si è aperto alla narrativa e alla letteratura, rivolgendosi così anche a chi non è strettamente appassionato di montagna”, ha ricordato il Direttore della stampa sociale CAI Luca Calzolari, che ieri ha dialogato con Brizzi insieme ad Alessandro Vanoli. Presenti tra il pubblico la Vicepresidente generale del CAI Lorella Franceschini e il Presidente del CAI Emilia Romagna Vinicio Ruggeri.

Le parole di Enrico sono state un vero inno ai valori del viaggiare lentamente, soprattutto in montagna. Un modo di muoversi che è stato proprio degli uomini per secoli, ma che è andato perdendosi con l'imporsi della società contemporanea. “Fino a pochi anni fa l'andare in montagna era visto come residuale, lo facevano in pochi. Era più di moda andare, ad esempio, in spiagge esotiche, per poi vantarsene una volta tornati a casa. Ora, vuoi per la crisi economica, vuoi per la motivazione a riscoprire se stessi, le cose stanno cambiando”.

Brizzi con parole appassionate ha sottolineato come viaggiando a piedi, soprattutto nelle terre alte, si possa riscoprire la gentilezza e la generosità delle persone, pronte a darti ogni piccolo aiuto, “cosa che in città non si vede mai. Ti rendi conto che i sentieri non uniscono luoghi, ma uniscono persone. Scopri il loro lato migliore, e così migliori anche tu. E pensare che in occasione dei miei primi viaggi, erano in molti a dirmi di stare attento, che era pericoloso, soprattutto alla notte, chissà chi incontravi. E invece...”.

Enrico ha concluso l'incontro parlando della sua esperienza sul Cammino di Santiago descritta nel libro. “Molti di quelli che ho incontrato non viaggiavano per motivi strettamente religiosi, ma generalmente per motivi culturali e spirituali. E diversi di loro non riescono a smettere e lo ripetono ogni anno, magari con delle varianti”.

Il libro è acquistabile anche on line sullo store del CAI.

Lorenzo Arduini

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