Esino Lario, il Cai finisce al museo

Nella cittadina sede del I° congresso mondiale di WiIkipedia (2016), lo storico Museo delle Grigne rinasce grazie a tre associazioni, tra cui il Club Alpino Italiano.

7 dicembre – A Esino Lario – sul ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno - la Sottosezione di Premana del Cai Val d'Esino è diventata roba da museo. L’affermazione potrebbe apparire un mancare di rispetto nei confronti di questa “arzilla” associazione che, a dispetto dei suoi 94 anni di età, gode di ottima salute e ha grande vitalità.

E allora? Allora l’incipit altro non è che una notizia: perché l’ex Museo delle Grigne – assurto a gloria internazionale due anni fa – quando, battendo la concorrenza tra le altre di Atlantic city, di Manila, di dar El Salaam, ospitò il primo convegno mondiale di Wikipedia, per volontà dell’inventore di questa enciclopedia popolare on line, Jimmy Wales – è stato trasformato in una “Casa delle associazioni”, gestito com’è in modo equo e solidale dalla sezione del Club Alpino Italiano, dalla Proloco e dai Cacciatori.

Tre sigle, tre sale con tanto di arredo, di tavolo per le riunioni, di archivio e riscaldamento, sono state assegnate con regolare bando di concorso tra tutti coloro che avevano presentato richiesta.
La presenza della sezione Cai, per dirla breve, è cosa buona e giusta, vista la naturale propensione del territorio all’attività naturalistica, all’escursionismo, a tutte le attività che è nel Dna di un Comune a circa 900 metri di altitudine che lega il suo nome alla figura del suo concittadino più famoso, Pietro Pensa, alpinista di razza, ingegnere, letterato, industriale che ha inventato “L’ambrosino d’oro”. E la montagna rientra pure nel nome dello stesso museo (le Grigne sono proprio le montagne che abbracciano la zona).

Nella sala del Cai all’interno della sede museale trovano posto le grandi fotografie che spiegano eloquentemente le attività della Sezione e le scalate memorabili, come quella in Perù, a 5200 metri per raggiungere la cima che prese poi il nome di Cerro Esino. E poi non mancano le foto dei tanti campi estivi propedeutici per i giovani che si vogliono avvicinare alla vita aperta e all’escursionismo.

Un plauso a chi ha lavorato volontariamente alla ristrutturazione del vecchio edificio del museo lo hanno portato il sindaco Pietro Pensa e il suo vice Fabio Viglienghi, dopo la benedizione del parroco don Franco Galimberti.

Red

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